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Molto piu' raramente puo'
essere richiesta psicoterapia. L'adesione al programma terapeutico dipende da
vari fattori: bisogna spiegare che e' una malattia e come tale va trattata fino
alla guarigione, per evitare cicatrici piu' o meno evidenti che, quelle si,
possono dare sequele psicologiche e vere difficolta' di rapporto con gli altri.
Rendere noto il programma terapeutico, illustrando al paziente i farmaci che
dovra' adoperare, senza mai dimenticare che: all'inizio vi potra' essere
addirittura un momentaneo peggioramento, che l'acne ha una durata spesso molto
lunga, di mesi o addirittura anni. Inoltre sara' importante rivedere il paziente
dopo pochi giorni dal primo incontro. La cooperazione del giovane acneico nella
terapia e' nella grande maggioranza dei casi assicurata se sin dal primo
incontro sono fornite semplici, comprensibili spiegazioni su: l'insorgenza
della affezione, la sua evoluzione nel corso del trattamento, e se vengono
dissipati luoghi comuni come l'influenza dell'alimentazione e i rapporti
sessuali.
Non si ripete mai abbastanza il fatto che il rapporto medico-paziente
puo' interferire in modo significativo con la compliance. Compito
importantissimo e' quello di evitare la autogestione della cura da parte del
paziente, cercando di stabilire con lui una buona collaborazione.
Compliance e
modalita' terapeutica
I fattori fisio-patologici dell'acne interagiscono fra
loro e danno luogo a un processo infiammatorio che puo' assumere forme polimorfe
e con diversa gravita'; la definizione del tipo di lesione predominante e' di
grande importanza per stabilire il trattamento: comedoni, papule, pustole, cisti
sono controllabili con trattamenti diversi. Ovviamente le modalita' di
trattamento sono stabilite in base all'entita' delle manifestazioni: lievi,
moderate, gravi (o severe), ma anche in base alla loro peculiarita': saranno
diverse se le manifestazioni sono quelle della forma volgare, o se sono quelle
della acne escoriata (forma inizialmente di lieve entita' che in giovani donne
puo' ingenerare un serio problema estetico con peggioramento e persistenza delle
lesioni per continua manipolazione e ''strizzamento'' delle lesioni, dove si puo' rendere necessaria la collaborazione sul piano terapeutico con lo
psichiatra) o delle eruzioni acneiformi iatrogene (da corticosteroidi,
antitubercolari, vit. B 12, alogeni, antiepilettici e anabolizzanti), o della
acne da cosmetici (prevalentemente se non esclusivamente comedonica e piu'
frequente al mento e parte inferiore del viso, spesso ad insorgenza tardiva),
dell'acne femminile tardiva (insorgenza o riaccensione di manifestazione
acneica preesistente, iperandogenismo ovarico o surrenale); o ancora dell'acne
venenata (da contatto) o occupazionale. Sono questi i casi in cui il rapporto
medicopaziente assume l'importanza maggiore e occorre fornire alcuni elementi
di comprensione sulle modificazioni cutanee indotte dalla affezione e su quelle
indotte dai medicamenti, comprese le conseguenze della non cooperazione.
Mancanza della compliance
Una compliance carente determina un trattamento
insufficiente. Il paziente puo' sottovalutare o sopravvalutare la sua affezione
(cio' e' piu' frequente in adolescenti depressi). Si puo' avere autogestione
della cura: sospensione appena si verificano i primi effetti positivi o di
fronte a una loro lenta comparsa, oppure per timore di effetti collaterali
suggeriti dai foglietti illustrativi, o per la sensazione di ''fare da cavia''.
Si puo' avere un passaggio a medicamenti della medicina non convenzionale,
fortemente pubblicizzati o suggeriti da amici. Puo' mancare la compliance per
terapia poco gradevole (es.: riguardante i prodotti topici), per il costo troppo
elevato dei prodotti prescritti, o anche perche' non si comprendono le
istruzioni scritte o fornite a voce, per dimenticanza o scarsa motivazione per
la prescrizione. La compliance e' assicurata da una scelta
appropriata del tipo di preparazione topica prescritta (lozione, crema
emulsione, ecc.) in rapporto anche al sesso del paziente: preparazioni scomode o
sgradevoli sono destinate a causare un insuccesso terapeutico. Si puo' scoprire
che un trattamento e' stato insufficientemente seguito (v. tabella 1).
Come
migliorare la compliance
Curando il piu' possibile la scelta della formulazione
da prescrivere e ottenere la cooperazione del giovane acneico. Egli apprezzera'
se lo ricontrollate con una certa frequenza (v. tabella 2) e se gli viene
mostrato un certo interesse per il suo aspetto estetico da migliorare anche
tramite il ricorso alla cosmesi che puo' trasformarsi in un supporto sia
psicologico che terapeutico. Nei piu' recenti schemi terapeutici, infatti,
trovano sempre piu' spazio cosmetici e dermocosmetici, il cui ruolo e' mascherare gli effetti collaterali dei medicamenti ovviando il
piu' possibile
agli inestetismi tipici. I dermocosmetici influenzano positivamente la
cooperazione nel trattamento, coadiuvando l'effetto terapeutico (effetto
idratante, antiossidante, ecc.) Un discorso a parte meritano i prodotti per la
protezione solare. Se e' noto che l'UV influenza negativamente l'acne -
tanto che si hanno recidive molto frequenti in autunno - in linea di massima non
tutti gli effetti della irradiazione solare sono negativi se l'esposizione non e'
particolarmente intensa e/o di durata estrema. Le alterazioni indotte dai
raggi UV sono infatti complesse: riguardano non solo la proliferazione degli
epidermociti, ma anche numerosi altri aspetti funzionali di epidermide e derma e
una cascata di modificazioni immunologiche. Alcuni studi hanno dimostrato che
l'ultravioletto B provoca aumenti dei livelli di sebo fino a quattro volte nei
primi giorni di esposizione solare, con ritorno ai livelli normali in 4 - 5
giorni (2). UVB induce incremento della comedogenesi dopo irradiazione UV (3).
Mentre l'UVB induce incremento di interleuchine (aumento di IL-1 nei
corneociti in coltura), l'UVA produce un effetto inverso, contrastando pertanto
l'azione infiammatoria dell'UVB (induzione di citochine come IL-10 e IL-12)
(4). L' IL-10 esercita un effetto antinfiammatorio su comedoni (5). Anche le
radiazioni visibili della luce hanno influenza sull'acne: la luce blu (415 nm) e
anche la luce rossa (660 nm) presenterebbero un'attivita' antinfiammatoria e
anche antibatterica (6). In effetti l'UVA presenta un effetto antinfiammatorio
cosmetico e pigmentogeno e il VIS una attivita' antinfiammatoria e probabilmente
antibatterica, dimostrando pertanto che queste radiazioni solari sono utili
nell'acne (7). Nell'acne la protezione solare diminuisce la fotosensibilita'
indotta da diversi trattamenti antiacne ma dovrebbe consentire alcuni effetti
utili. e' pertanto necessaria una protezione verso l'ultravioletto B, per
evitare la formazione di microcomedoni, ma non per gli UVA. Sulla base di queste
considerazioni pertanto puo' essere cosi' schematizzata una modalita' di
esposizione al sole per i pazienti con acne: nei primi giorni di esposizione
solare (prima fase) e nelle successive 2-3 settimane (seconda fase) nessuna
protezione solare, utilizzando cosi' gli effetti positivi di UVA; in una fase
successiva dell'esposizione solare (terza fase), quando questa diventi
prolungata, e' necessaria una protezione media o alta per l'UVB, cio' per
limitare la iperproliferazione dei cheratinociti (dopo iniziale depressione) e
la comedogenesi UVB-indotta. Inoltre si consiglia bassa o nessuna protezione
verso l'UVA(questa radiazione infatti induce protezione dallo stress ossidativo). Si dovrebbe cosi' poter disporre per l'acne di preparazioni
solari per la sola protezione verso UVB. Per concludere vogliamo ricordare come,
per migliorare la compliance individuale esista la necessita' di una educazione
comunitaria accurata sulla storia naturale dell'acne, sulla patogenesi, sul
rischio di sequele, sull'efficacia e sulla durata attesa del trattamento e
sull'importanza di una sollecita (pronta, immediata) attenzione medica (8).
BIBLIOGRAFIA
1. Cunliffe WJ. Acne. Martin Dunitz Pub.London, 1989.
2. Akitomo
Y, Akamatsu H, Okano Y, et al. Effects of UV irradiation on the sebaceous gland
and sebum secretion in hamsters. J Dermatol Sci 2003; 31: 151-9.
3. Suh DH, Kwon
TE, Youn JI. Changes of comedonal cytokines and sebum secretion after UV
irradiation in acne patients. Eur J Dermatol 2002; 12: 139-44.
4. Chung JH, Youn JI. Effect of ultraviolet A on IL-1 production by ultraviolet B in cultured
human keratinocytes. J Dermatol Sci 1995; 9: 87-93.
5. Kondo S, Jimbow K.
Dose-dependent induction of IL-12 but not IL-10 from human keratinocytes after
exposure to ultraviolet light A. J Cell Physiol 1998; 177: 493-8.
6.
Papageorgiou P, Katsambas A, Chu A. Phototherapy with blue (415 nm) and red (660
nm) light in the treatment of acne vulgaris. Br J Dermatol 2000; 142: 973-8.
7.
Elman M, Slatkine M, Harth Y. The effective treatment of acne vulgaris by a
high-intensity, narrow band 405-420 nm light source. J Cosmet Laser Ther 2003;
5: 111-7.
8. Tan JK, Vasey K, Fung KY. Beliefs and perceptions of patients with
acne. J A Am Acad Dermatol 2001; 44: 439-45.
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