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Le giuggiole per stare
meglio
La giuggiola e' ricca di principi
attivi e ha un alto valore nutrizionale ma il suo utilizzo in Occidente
e' rimasto sempre piuttosto limitato
di Arianna Folgosi
Quante volte avete sentito l’espressione " essere in un brodo di giuggiole "? Immagino moltissime! Si usa,
solitamente, per evidenziare un momento in cui siamo particolarmente felici ma da cosa trae origine questo
simpatico modo di dire? Il giuggiolo o Zizyphus Zizyphus, e' una pianta della famiglia delle Rhamnaceae
dal
portamento arbustivo che puo' raggiungere un’altezza variabile dai 5 ai 12 metri. I rami principali hanno una
forma particolare, sono piegati a zig zag, mentre la corteccia ha un colorito rosso-brunastro. Le foglie sono a
inserzione alterna, il margine seghettato e le tre nervature principali ne costituiscono l’essenza. Alla base
del picciolo sono presenti due spine, una lunga e una piu' corta e ricurva. I fiori, in numero variabile da tre
a cinque per cime, sono piccoli e di colore chiaro. Alla fine del periodo estivo si sviluppa il frutto, la
giuggiola che, simile a una oliva, ha una buccia di colore rossastro-marrone e la polpa giallastra. Se colto
quando non ancora maturo, il sapore sara' assimilabile a quello di una mela ma con il procedere della
maturazione, il frutto si scurisce, la superficie si fa rugosa e il sapore si fa via via piu' dolce, fino ad
assomigliare a quello di un dattero. Una somiglianza di sapori che fu colta addirittura da
Erodoto.
Storicamente questa pianta si sviluppo' in Siria per poi essere esportata in Cina dove viene coltivata da oltre
4000 anni. I Romani furono i primi a importarla in Italia anche se a dire il vero in Occidente la sua
coltivazione non ha mai conosciuto un grande successo. La giuggiola trova diversi utilizzi in cucina: si puo'
bollire, cospargerla con miele e succo di limone ed e' indicata per marmellate e gelatine grazie alla
consistenza mucillaginosa della sua polpa. È anche usata come infuso per prevenire e contrastare i sintomi del
raffreddamento. Il famoso brodo di giuggiole, ricavato proprio da questo frutto quando e' appassito, e' ricco di
vitamina C e zuccheri, per questo e' molto dolciastro. La giuggiole hanno un buon valore nutritivo, contengono
acidi organici, sali minerali e sono estremamente ricche di vitamina C; hanno proprieta' epatoprotettive,
ipocolesteromiche, antipiretiche e antinfiammatorie, per il contenuto in zuccheri e mucillagini sono emollienti
ed espettoranti. Il loro decotto e' poi lenitivo per pelle e mucose, dunque tradizionalmente e' usato contro le
infiammazioni alla bocca e alle vie respiratorie, mentre i semi ridotti in pasta insieme alla polpa, sono utili
contro le ustioni. Come medicamento la giuggiola ricopre un ruolo importantissimo, e' infatti ricca di principi
attivi: saponine triterpeniche, piccole quantita' di alcaloidi, notevoli quantita' di polisaccaridi a elevato
peso molecolare. Il frutto agisce su milza, fegato, e polmoni tonificandoli ed e', nella medicina popolare,
anche attivo contro disturbi di tipo psicologico e nervoso. Ricerche piu' recenti hanno dimostrato che
intensifica e prolunga l’effetto di farmaci di sintesi ad azione ipnotica e sedativa e aumenta l’intensita' del
sonno. Sono dimostrati anche effetti anticonvulsionanti e, sul medio o lungo periodo, un’azione normalizzante
sulla pressione arteriosa che si mantiene nel tempo. Anche i semi contengono le stesse saponine presenti nei
frutti e vengono usati nella farmacopea tradizionale per disturbi nervosi, in particolare
irritabilita',
insonnia e ansieta'. Le foglie vengono infine utilizzate per produrre colliri e decotti per impacchi palpebrali,
mentre la radice e le parti erbacee del fusto per curare anemie, nefriti e disturbi nervosi.
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