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ll pepe la spezia che valeva oro
Le sue qualità benefiche derivano dalla piperina, una
sostanza alcaloide contenuta nei semi
di Marisa Paolucci
Il pepe è sicuramente la spezia più conosciuta in tutto il mondo; in
ogni tavola viene usato come condimento, per aromatizzare piatti ad ogni
latitudine. Il re delle spezie nell'antichità era una merce talmente preziosa
da essere utilizzato come una moneta di scambio. Nei paesi asiatici è stato uno
dei primi prodotti ad essere commercializzato; in India già 4000 anni fa, con
lo zenzero era la spezia più diffusa. Granuli di pepe furono trovati nelle
tombe dei faraoni egiziani. Fu Alessandro Magno a portare il pepe in Europa,
Ippocrate lo consigliava come medicamento mescolato a miele e aceto per i dolori
ciclici femminili, e Plinio il Vecchio nella sua Historia naturalis parlava
diffusamente del pepe. Dai tempi degli imperatori romani fin quasi al secolo
scorso la cucina speziata era sinonimo di ricchezza. Per secoli il commercio di
questa spezia era stato predominio degli arabi fino a, quando con la caduta
dell'impero bizantino furono le repubbliche marinare in particolare Venezia ad
assicurarsi il monopolio di tale commercio. Alla fine del 1400, il Portogallo
cercò una via alternativa per le Indie e fu Vasco de Gama che per primo
raggiunse le Indie via mare passando per Capo di Buona Speranza. I portoghesi
grazie alla loro supremazia navale conquistarono il commercio delle spezie via
mare, nell'Oceano Indiano. Nel corso dei secoli il volume delle importazioni
divenne sempre più grande, le coltivazioni aumentarono, tanto che il prezzo
cominciò a scendere sensibilmente e divenne una spezia diffusa ovunque nel
mondo. Il pepe (piper nigrum) appartiene alla famiglia del Piperaceae, si tratta
di una pianta perenne rampicante originaria dell'India sud occidentale, ed è
coltivata in tutti i paesi della fascia tropicale. Può raggiungere anche i
quattro o cinque metri d'altezza e avere steli lunghi fino a dieci metri, i suoi
frutti sono bacche dal diametro di circa cinque millimetri e contengono un solo
seme, le bacche una volta raggiunta la maturazione sono di colore rosso scuro.
Il genere piper comprende circa 700 specie, ma solo poche sono usate per la loro
spezia. I vari tipi di pepe che siamo abituati ad usare, il pepe nero, verde o
bianco, in realtà appartengono alla stessa pianta, corrispondono soltanto a un
diverso grado di maturazione dei frutti e ad una diversa lavorazione che
ricevono. Per ottenere il pepe nero, le bacche sono raccolte ancora acerbe e poi
fatte essiccare al sole fino a quando non diventano di colore nero. I grani di
pepe nero sono piccanti e aromatici. Il pepe verde si ottiene come nel caso del
pepe nero, raccogliendo le bacche ancora acerbe quindi verdi, vengono essiccate
senza farle scurire e conservate in salamoia o aceto rendendo così i grani
morbidi. Il pepe verde è meno piccante del pepe nero ma più aromatico e
fruttato. Per il pepe bianco invece le bacche devono essere raccolte, quando
sono completamente mature, poi vengono messe a bagno in acqua per circa una
settimana fino a quando la pellicola esterna che le avvolge si stacca, i grani
all'interno sono bianchi e vengono essiccati. I grani del pepe bianco in seguito
a tale lavorazione, sono più piccoli ed hanno un sapore meno forte ma più
pungente. Si può trovare anche il pepe rosa che in realtà non appartiene al
Piper Nigrum, si tratta dello Schinus Terebinthifolius il suo gusto è molto
delicato ed è usato soprattutto come elemento decorativo. Il ruolo del pepe
nella gastronomia è riconosciuto universalmente, il suo aroma è indispensabile
nel brodo, nelle miscele per la salamoia, in alcuni salumi e salsicce dove viene
usato in grani interi e nelle ricette di ogni continente. Per apprezzare al
meglio l'aroma del pepe è molto meglio acquistarlo in grani e macinarlo al
momento dell'uso, in quanto il pepe macinato perde rapidamente aroma e sapore,
se si acquista il pepe in polvere bisogna fare molta attenzione in quanto può
essere facilmente adulterato. Il pepe è stimolante, tonico antibatterico e
contiene la piperina un alcaloide che da il carattere decisamente piccante ai
grani. Stimola la secrezione gastrica ed è per questo controindicato a chi
soffre di gastrite o ulcera. La piperina aiuta il percorso degli enzimi nel
corpo con un conseguente miglioramento della diffusione delle sostanze nutrienti
nel flusso sanguigno. Oltre a stimolare gli enzimi del pancreas e aumentare le
capacità digestive, la piperina stimola la produzione di endorfine nel
cervello, agendo come un antidepressivo naturale. Un rimedio efficace contro i
cali d'energia stagionali, si può ottenere versando su un fazzoletto di stoffa
4-5 gocce di olio essenziale di pepe nero e inalarlo fortemente tutte le volte
che ci si sente fiacchi. Il millenario uso del pepe come spezia aromatizzante,
è noto a tutti, l'aumento invece dell'uso delle sue essenze nei trattamenti dei
centri benessere è molto più recente. Le essenze del pepe nero grazie alle
loro proprietà stimolanti sono utilizzate per i bagni e i massaggi per
stimolare la muscolatura e allentare le tensioni. L'assunzione di olio
essenziale è efficace in caso di coliche e dolori gastrici. Un bagno con
essenza di pepe nero stimola la sudorazione contribuendo così ad un'azione
purificante e di eliminazione delle scorie, oltre a un effetto rivitalizzante.
In caso di contusione gli impacchi freddi con essenza di pepe nero eliminano il
gonfiore e diminuiscono i dolori muscolari.
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