Quando dimagrire non basta

di Paola Marchi

Una drastica perdita di peso è spesso causa di problematiche estetiche risolvibili con l’aiuto del bisturi.

Perdere peso e ritrovare l’immagine. Non sempre questa equazione è così diretta: non sempre basta dimagrire per essere fisicamente attraenti e snelli. Dopo una ingente perdita di peso, nonostante una adeguata attività fisica, è davvero difficile che la pelle, sottoposta alla trazione continua data dal sovrappeso, possa tornare ad avvolgere i tessuti elasticamente. A pagare le spese degli sbalzi ponderali (ma anche della gravidanza e dell’età) è infatti proprio la nostra cute che, come un tessuto poco elastico, una volta che i volumi sottostanti vengono drasticamente ridotti, non è in grado di riadattarsi alle forme, creando un effetto di ”vestito largo”, con pieghe e forti rilassamenti. ”Il rilassamento più evidente si verifica nelle zone tipiche dell’accumulo adiposo – approfondisce il dottor Carlo Alberto Pallaoro, specialista in chirurgia plastica a Padova – cioè l’addome, i fianchi, i glutei e, per le donne, il seno”. Purtroppo a oggi non esiste la tecnica ideale a restituire alla pelle l’elasticità necessaria, né l’attività fisica è sufficiente per tonificare la cute: ”e le conseguenze sul piano psicologico possono essere anche molto forti – sottolinea il dottor Pallaoro. Dopo tanti sforzi per perdere peso, il soggetto può sentirsi davvero demotivato, perché le condizioni della pelle sembrano quasi peggiori dell’obesità stessa. In tal caso la soluzione è necessariamente chirurgica”.

È evidente che il piano operatorio varia anche sensibilmente a seconda del particolare tipo di rilassamento presentato, ”quindi si studia una combinazione di più interventi localizzati che possono eliminare gli eccessi cutanei con un effetto generale di ringiovanimento e tonicità”, un body lifting, in sostanza.
Quando dimagrire non basta Lo scopo del body lifting è perciò quello di combinare l’insieme di interventi ideali per rimuovere le pliche e i rilassamenti dalle zone più problematiche del corpo. Se pianificato in maniera corretta, il lifting del corpo può essere realizzato in un unico tempo chirurgico, in anestesia loco-regionale con sedazione profonda, come il caso che presentiamo. A provocare il cedimento della cute è quasi sempre un forte sbalzo ponderale, come un dimagrimento o il periodo seguente a una gravidanza, ma anche l’età e il fisiologico impoverimento della struttura dermica può aggravare la situazione. ”In tal caso – illustra il chirurgo – la paziente presentava un cedimento delle mammelle evidenziato dalla posizione dei capezzoli ben al di sotto del solco sottomammario. Anche l’addome risentiva di un eccesso cutaneo e mostrava un cuscinetto adiposo recidivo”. Perciò il piano operatorio in tal caso ha compreso una combinazione di addominoplastica con liposuzione e mastopessi, ovvero lifting del seno.

La prima fase chirurgica del body lifting è costituita dall’addominoplastica, cioè dal rassodamento chirurgico dell’addome. ”Le incisioni realizzate congiungono le due spine iliache. Da qui – chiarisce il dottor Pallaoro – è possibile scollare la cute per arrivare in profondità alle fasce degli addominali. Così può essere corretta la diastasi che spesso si verifica nei casi di obesità, quando il peso dell’addome provoca un allontanamento dei muscoli dalla linea mediana, peggiorano l’aspetto rilassato”. Quindi la cute viene riposizionata senza pliche e si asporta l’eccesso. Infine viene applicata la sutura anche intorno all’ombelico, che ritrova forma e posizionamento corretti.

Addominoplastica: rimodellamento dopo un dimagrimento

Spesso, per ottenere il rimodellamento ottimale, viene realizzata una piccola liposuzione dei fianchi, per snellirne i profili e renderli più omogenei.Per risollevare e tonificare il seno molto ceduto, l’intervento ideale è la mastopessi, cioè il lifting delle mammelle. ”Non sempre con la mastopessi viene ridotto il volume del seno – precisa il chirurgo – il sollevamento della struttura mammaria dona un rimodellamento efficace e spesso il seno che prima risultava svuotato e rilassato, dopo la mastopessi è anche più proporzionato. Il sostegno che fornisce questa procedura chirurgica è evidente e di lunga durata”. Le incisioni della mastopessi avvengono nel quadrante inferiore del seno e attorno al capezzolo. Il complesso adiposo e ghiandolare viene riposizionato e si elimina l’eccesso di cute. Le cicatrici che residuano hanno una forma simile ad una T rovesciata.

Mastopessi: rimodellamento del seno

Riassumendo, il rassodamento del corpo, chiamato anche body lifting è un insieme di procedure che vengono combinate in modo particolare tenendo presente anche dell’età e del tipo di rilassamento presentato da ciascun paziente. ”Se per le donne è frequente il rimodellamento di addome e seno, agli uomini viene proposto un piano che comprende la tonificazione addominale con una liposuzione dei fianchi e del torace. In alcuni casi è previsto l’intervento chirurgico per eliminare la ginecomastia, cioè la scomoda presenza di un seno di parvenza femminile”. Anche la torsoplastica (il lifting dei glutei) può essere parte dello stesso programma di body lifting. ”Il sollevamento della struttura glutea viene spesso abbinato all’ addominoplastica, per snellire la zona mediana del corpo”, precisa il dottor Pallaoro. Le cicatrici derivanti da questi tipi di intervento sono necessariamente estese quanto le incisioni, la cui lunghezza è determinata dal grado di rilassamento dei tessuti. ”L’obiettivo delle chirurgia estetica è comunque anche quello di rendere accettabili i segni che resteranno sul corpo, posizionando le incisioni e allestendo le cicatrici in modo che risultino piatte, sottili e facilmente nascondibili”.

Il body lifting è inoltre un coadiuvante molto forte per motivare gli ex obesi e chi vuole tornare ad amare il proprio corpo a mantenere un peso stabile e corrette abitudini: ”Si innesca infatti un circolo virtuoso – conferma il dottor Pallaoro – il paziente comincia ad apprezzare il suo corpo e questo incentiva a prendersi maggiormente cura di sé, fatto che si ripercuote sulla qualità della vita”.