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articolo aggiornato il: Thursday 17 May 2012

 

Chirurgia plastica: etica ed estetica

Un convegno organizzato dalla Camera dei Deputati mette in evidenza la necessita' di un confronto costante fra il Legislatore e gli addetti ai lavori

Il divieto delle protesi al seno per le ragazze sotto i diciotto anni e' stato finalmente approvato dopo due anni di annunci e rinvii. Si tratta della prima decisione presa dal governo per garantire maggiore tutela a favore di chi non e' ancora in grado di valutare a pieno gli effetti dell'intervento, la durata delle protesi, i rischi collaterali. Ma anche per dare piu' sicurezza a un tipo di chirurgia estetica che, negli ultimi anni, ha fatto registrare un forte aumento delle richieste. e' stato infatti deciso di istituire i Registri nazionali e regionali delle protesi mammarie che permetteranno un miglior controllo sulla qualita' dei materiali, un follow up degli interventi e un apprezzamento quantitativo del fenomeno che attualmente vive di stime ed estrapolazioni statistiche che non ne definiscono correttamente i contorni. Nessuno sa, infatti, quanti siano realmente gli interventi di chirurgia plastica che si effettuano in un anno e, ancor di meno, quanti quelli legati all'ingrandimento o alla riduzione del seno. Trattandosi di una chirurgia voluttuaria, infatti, che si effettua quasi esclusivamente in ambito privato, essa sfugge a qualsiasi controllo. Qualcuno potrebbe pensare che la creazione dei Registri degli interventi sia una decisione presa per porre limiti e burocratizzare l'attivita' dei chirurghi plastici, ma in realta' - dice il chirurgo romano Marco Gasparotti - "e' estremamente necessario che vengano poste delle regole per garantire serieta', efficienza e il massimo di sicurezza a una specialita' nella quale etica ed estetica devono necessariamente coesistere". L'occasione per questa chiaccherata e' l'incontro tenutosi lo scorso giugno nella sala delle Colonne di Palazzo Marini, collegata alla Camera dei Deputati. A moderare il dibattito, l'on. Francesco Stagno d'Alcontres, professore di Chirurgia plastica dell'Universita' di Messina, attualmente prestato alla politica come membro della XII Commissione Affari Sociali della Camera. Egli ha spiegato il percorso legislativo che avrebbe portato alla recente approvazione del decreto legge e di come il Min. Ferruccio Fazio e la Sottosegretaria Francesca Martini siano impegnati, all'interno del Ministero della Salute, a creare le condizioni perche' la scelta di intervenire per modellare le linee del proprio corpo o aggiustare inestetismi che siano vissuti come difetti fisici, sia presa in maniera cosciente e matura, nelle piu' assolute condizioni di sicurezza. Pienamente d'accordo si e' dichiarato il Prof. Nicolo' Scuderi, Direttore della Cattedra di Chirurgia Plastica presso la Sapienza di Roma, che ha richiesto "interventi tesi ad eliminare la jungla che si sta creando nel mondo della medicina e della chirurgia estetica" dovuta soprattutto alla possibilita' riconosciuta a ogni medico italiano di effettuare interventi correttivi senza un'adeguata formazione ed esperienza, indipendentemente dall'aver ottenuto una specializzazione universitaria in chirurgia plastica. "C'e' una certa confusione - ha aggiunto il Prof. Andrea Grisotti, Presidente della Societa' Italiana di Chirurgia Plastica ed Estetica - fra cosa sia una chirurgia voluttuaria e una necessaria. Una riduzione del seno, per esempio, e' rimborsabile dal SSN se il materiale asportato e' piu' di un chilo, altrimenti e' estetica e va pagata dal paziente". La discussione e' andata avanti prendendo in considerazione i soliti: "perche', dove, come e quando andrebbero effettuati interventi chirurgici a finalita' estetica, e soprattutto chi dovrebbe essere titolato ad operare". In attesa di risposte, quello che e' emerso sono le luci e ombre, i buoni risultati e gli insuccessi, le aspettative reali e le illusioni eccessive di un mondo ancora alla ricerca di regole. 



 



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