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La valutazione delle caratteristiche anatomiche dell'uretra ipospadica e' di fondamentale importanza
nella scelta dell'approccio chirurgico al singolo caso.
IPOSPADIE
ANTERIORI
Giandulare
Coronale
Peniena Anteriore
IPOSPADIE MEDIE
Mediopeniena
IPOSPADIE POSTERIORI
Peniena Posteriore
Penoscrotale
Scrotale
Perineale
CLASSIFICAZIONE DELLE IPOSPADIE
Come per altri campi della medicina,
molte classificazioni sono state proposte nel corso degli
anni ed hanno portato una certa confusione nella
nomenclatura e nella descrizione delle ipospadie. Il
limite di tutte queste classificazion, basate sulla
posizione del meato, e' costituito dal fatto che la sua sede originaria non corrisponde quasi mai a quella che
si otterra' dopo che sia stato effettuato il
raddrizzamento dell'asta. Soltanto a questo punto e'
possibile valutare la posizione che il meato raggiunge
rispetto all'apice del glande e, quindi, la lunghezza del
segmento uretrale da ricostruire.
Una classificazione semplice e comunemente accettata
corrisponde alla Tabella a fianco.
CORREZIONE CHIRURGICA Per
un corretto approccio alla correzione chirurgica del pene
ipospadico e' necessaria un'accurata valutazione del tipo
di ipospadia ed una profonda conoscenza dell'embriologia
e dell'anatomia del pene. Lentita'
dellincurvamento e' di particolare importanza ai
fini di una correzione completa. Il meccanismo
embriologico responsabile della comparsa della curvatura
nel pene ipospadico puo' essere identificato in due
anomalie presenti in percentuale variabile nei vari
pazienti:
a) Alterato sviluppo del corpo spongioso (uretra) le cui
vestigia sono rappresentate da tessuto fibroso che si
estende dal meato uretrale al solco coronale,
strettamente aderenti ai corpi cavernosi (corde). L'inestensibilita' di tali formazioni determina, in fase
di erezione, l'incurvamento ventrale del pene.
b) Asimmetria tra lalbuginea dorsale dei corpi
cavernosi e quella ventrale che e' piu' breve.
TECNICHE CHIRURGICHE
La correzione chirurgica dell'ipospadia rappresenta
uno dei campi piu' fertili della chirurgia. Dai primi
lavori di Denis Browne (1948) a oggi piu' di duecento
tecniche diverse sono state descritte e, tra queste,
molte mantengono ancora un loro valore nella moderna
chirurgia dell'ipospadia.
L'esistenza di un cosi' vasto numero di tecniche esprime
da un lato la difficolta' che la correzionedi tale
patologia comporta e dall'altro la necessita' di
utilizzare metodiche diverse in relazione ai diversi tipi
di ipospadia.
La ricostruzione dell'uretra costituisce il momento
fondamentale e deve rispondere a determinati presupposti:
Utilizzo di cute priva di peli.
Confezionamento in tempo unico
della neo-uretra (quando possibile).
Plastica del glande e
collocazione dell'uretra al centro dell'ogiva
glandulare ("Apicalizzazione" del
meato).
Confezionamento della neo-uretra
contemporaneo alla correzione dell'incurvamento.
Le tecniche di ricostruzione dell'uretra
possono essere globalmente classificate in cinque
gruppi :
1) Avanzamento del meato
2) Lembi basati sul meato
3) Lembi prepuziali peduncolati
4) Lembi liberi
5) Due tempi
Conclusioni In pochi campi
della chirurgia cosi' come e' accaduto per l'ipospadia si
assiste ad una continua evoluzione delle tecniche
chirurgiche e delle modalita' di trattamento pre e
post-operatorio.
Molte delle tecniche chirurgiche utilizzate in passato
prevedevano la differenziazione dei tempi chirurgici
relativi alla ricostruzione dell'uretra e alla correzione dell'incurvamento. La stessa ricostruzione uretrale
poteva essere effettuata in piu' tempi chirurgici. Cio'
comportava per il paziente molteplici interventi prima di
giungere alla definitiva ricostruzione dellorgano.
Esiste una cospicua bibliografia relativa al follow-up
dei pazienti operati in passato, durante la fase 'pionieristica' della correzione
dell'ipospadia. Tali
osservazioni hanno dimostrato come al raggiungimento
della maturita' sessuale, nella vasta maggioranza dei
casi, i risultati in termini funzionali ed estetici siano
stati piuttosto deludenti con gravi ripercussioni sul
piano psichico e della vita di relazione. L'atteggiamento
della classe medica nei confronti del problema ipospadia
ha subito, negli ultimi anni, una sostanziale modifica dell'approccio terapeutico. La caduta dei
tabu'
psicologici relativi alle patologie della sfera genitale insieme alla
maggiore informazione sostenuta dai mass media riguardo
al normale sviluppo del bambino hanno fatto si che il
bambino ipospadico venga sottoposto all'attenzione dei
sanitari molto prima e piu' frequentemente di quanto
accadesse in passato. Presidi tecnici piu' sofisticati
quali materiali di sutura, strumentario chirurgico e
sistemi di magnificazione ottica, hanno permesso di
abbassare a otto-dieci mesi l'eta' in cui i bambini
vengono sottoposti a intervento, con innegabili vantaggi
psicologici per il bambino e per la famiglia.
Nuove tecniche vengono utilizzate ed i risultati estetici
e funzionali ottenuti sembrano deporre favorevolmente in
termini di una correzione chirurgica sostanzialmente
soddisfacente a breve e lungo termine.
CORREZIONE
CHIRURGICA
L'intervento di correzione dell'ipospadia consiste
nella ricostruzione del canale urinario (uretra) sino all'apice del pene e, nella contemporanea correzione
dell'incurvamento dell'asta quando presente. Puo' essere
effettuato in qualsiasi eta' della vita sebbene sia
preferibile intervenire tra gli otto e i dodici mesi di
vita.
Questo periodo della vita rappresenta quello ideale in
termini psicologici e permette di ridurre al minimo lo
stress e le conseguenze sulla psiche infantile derivanti
dalla chirurgia genitale Esistono diversi centri in
Italia di chirurgia ed urologia pediatrica dove e'
possibile reperire chirurghi esperti
nella correzione della malformazione.
La chirurgia dell'ipospadia rappresenta, ormai, una
"specialita' nella specialita'". E' importante
che il chirurgo abbia un'esperienza consolidata nel
trattamento della malformazione perche' possano essere
ridotti al minimo i rischi di complicanze.
I genitori debbono essere correttamente informati
riguardo la durata prevista dell'intervento, la possibile
comparsa di complicazioni a breve e medio termine e l'aspetto estetico finale che il pene, verosimilmente,
assumera'. Bisogna infatti ricordare che, nella maggior
parte dei casi, il prepuzio viene utilizzato come 'materiale da
costruzione' per la realizzazione dell'uretra. Cio' comporta che non sempre sia possibile
ricostruirlo ed ottenere la normale copertura del glande.
Nella cultura europea il bambino circonciso e' l'eccezione e non la regola come accade in altri paesi e
la completa mancanza del prepuzio puo' costituire
lorigine di un problema di natura psicologica. In
tutti i pazienti il periodo postoperatorio immediato
rappresenta un momento particolarmente delicato e
importante per il buon esito finale. In molte delle
ricostruzioni uretrali luso di una derivazione
urinaria temporanea (catetere) e' fondamentale per poter
garantire una corretta guarigione dei punti di sutura
della neo-uretra ricostruita. La decisione di utilizzare
o meno una derivazione urinaria viene presa dal
chirurgo in relazione al tipo di intervento effettuato:
nelle ipospadie distali spesso non e' necessaria o viene
utilizzata per le prime 24 ore e rimossa prima della
dimissione. Nei casi in cui e' prevista una derivazione piu' protratta (ipospadie prossimali), si utilizza in
genere un catetere morbido che, introdotto nell'uretra,
dreni continuamente le urine. Il catetere viene fissato
al glande da un punto di sutura e, nel bambino piu'
piccolo, lasciato libero di 'gocciolare' tra due
pannolini . Cio' permette al bambino una completa
autonomia di movimento, rende piu' semplice il decorso
postoperatorio e consente una breve ospedalizzazione
(ricovero in Day Hospital). Il catetere viene lasciato
per un periodo compresi tra uno e dieci giorni e la sua
rimozione avviene in ambulatorio senza particolari disagi
per il paziente.
E' importante che il catetere rimanga in posizione
corretta e dreni continuamente l'urina. In caso di
interruzione del flusso vanno escluse angolature o
inginocchiamenti del catetere ed eventualmente verificata
la sua pervieta'. E' abbastanza frequente il temporaneo
malfunzionamento del catetere in relazione a coaguli
ematici o depositi di fibrina che ne ostruiscano il lume. Cio' viene evidenziato
dall'arresto del flusso urinario e
dal forte desiderio di mingere che il bambino esprime. E'
importante riconoscere tempestivamente questi sintomi per
evitare che l'urina fuoriesca tra catetere e neo-uretra. Cio' puo', peraltro, accadere durante lo sforzo che il
bambino compie per evacuare nonostante il buon
funzionamento del catetere stesso.
IGIENE E
CURA DEL PENE OPERATO
Quando viene rimossa la medicazione il pene puo'
essere ancora gonfio ed ecchimotico per alcuni giorni
prima di assumere un aspetto normale. Cio' non deve
essere causa di ansia per i genitori, in quanto la complessita' tecnica della ricostruzione chirurgica
comporta un naturale processo di cicatrizzazione e
consolidamento delle strutture anatomiche ricostruite che
si completa nell'arco di mesi. Una pomata antibiotica
deve essere applicata a livello del nuovo sbocco uretrale
(neo meato) piu' volte (3-4) nell'arco della giornata o
al cambio del pannolino. Essa favorisce una guarigione
ottimale e previene eventuali coaguli o croste che
potrebbero compromettere l'esito dell'intervento. Dopo la
rimozione del catetere e della medicazione e' consentito
il bagno integrale, ma deve essere limitato a periodi
brevi (5 minuti) e una sola volta al giorno per la prima
settimana dopo l'intervento. I punti usati (materiale di
sutura) per la ricostruzione sono riassorbibili e non
devono essere rimossi. Cadranno spontaneamente nell'arco
di alcune settimane.
Non vi sono regole particolari e/o limitazioni per la
ripresa di una normale attivita' fisica; e' tuttavia
preferibile evitare compressione della regione perineale
e scrotale (triciclo, bicicletta, cavallo a dondolo) per
un periodo di 2-3 settimane dopo l'intervento.
CONTROLLI SUCCESSIVI
La valutazione dei risultati nella correzione dell'ipospadia deve essere effettuata a distanza di
tempo. Talora, in un paziente in cui si sia ottenuto un
eccellente risultato a breve termine, possono comparire
complicanze a distanza (stenosi, fistole, recidiva dell'incurvamento).
E' bene, infatti, tener
presente che la chirurgia dell'ipospadia e', per sua
natura, gravata da un certo numero di complicanze (dal 3
al 25 % dei casi in relazione al tipo di intervento ed ai
diversi centri ospedalieri) che, spesso, possono essere
risolte senza necessita' di ricorrere a re-interventi
particolarmente impegnativi.
Le complicanze piu' comuni sono rappresentate dalle
fistole (comunicazioni tra nuova uretra e cute esterna in
corrispondenza dei punti di sutura) e dalle stenosi
(restringimento del lume della nuova uretra).
E' bene che i genitori siano coscienti e correttamente
informati riguardo la possibilita' di comparsa di
complicanze post-operatorie. Troppo spesso l'importanza e
la complessita' della correzione chirurgica dell'ipospadia viene sottovalutata sia dai medici che
seguono il bambino sia dagli stessi genitori. Il
raggiungimento di buoni risultati estetici e funzionali
viene ottenuto dal concorso di piu' elementi ognuno dei
quali assume una valore non secondario rispetto agli
altri:
n Abilita' ed esperienza del chirurgo nel trattamento
delle ipospadie.
La collaborazione tra genitori e chirurgo e una
corretta informazione sono i requisiti indispensabili per
la buona riuscita dell'intervento e per la riduzione dei
rischi di complicanze.
Incidenza ed ereditarieta' Due sono i quesiti che, con
maggiore frequenza, vengono posti al medico dai genitori
dei bambini ipospadici: 1) se la malattia e' ereditaria
2) quale' la sua causa.
La possibilita' di avere due gemelli monocoriali (cioe'
derivanti da un solo ovulo), dei quali uno solo affetto
da ipospadia, dimostra che si tratta di una malformazione
che non segue, tranne rari casi, la trasmissione di tipo mendeliano. Esiste, invece, una predisposizione familiare
all'ipospadia che puo' comparire in individui della
stessa famiglia. Il bambino ipospadico presenta nel 25%
dei casi un congiunto affetto dalla stessa malformazione, nell' 8% il padre e nel 14% per cento un fratello. In
linea generale, per ogni bambino affetto da ipospadia
esiste un 20% di possibilita' di avere un altro membro
familiare colpito. L'ipospadia puo' presentarsi, come
accade nella maggioranza dei casi, come malformazione
isolata. Talora costituisce uno degli elementi di
sindromi polimalformative complesse su base cromosomica o
negli stati intersessuali. Frequentemente si associa ad
altre patologie a carico del tratto urogenitale, presenti
nel 3-15% dei casi. Tale correlazione e' significativa
nelle ipospadie prossimali (5,5%); raggiunge il 46% nei
casi in cui coesista atresia ano-rettale o ano imperforato. E' meno frequente nelle ipospadie distali
(2%). Le patologie di piu' fragenesia renale
unilaterale, reflusso V.- U., ostruzione del giunto pieloureterale,
megauretere. Frequente
e' il riscontro di
dilatazione dell'utricolo prostatico (residuo embrionale
degli organi sessuali femminili).
Per quanto concerne il fattore causale responsabile della
comparsa della malformazione stessa sono state avanzate
numerose ipotesi eziologiche sebbene nessuna di queste
possa, al momento, essereconsiderata determinante. In
alcuni bambini si e' messa in relazione la comparsa della
malformazione con l'assunzione, da parte della madre, di
estroprogestinici durante la gravidanza. In altri e'
presente, come detto in precedenza, una predisposizione
familiare. E' ipotizzabile, pertanto, la presenza di
fattori eziologici multipli, tra di loro verosimilmente
interdipendenti, che interferiscono con la normale
differenziazione degli organi sessuali in senso maschile.
Recenti studi epidemiologici hanno messo in evidenza come l'incidenza della malformazione sia aumentata
significativamente negli ultimi 25-30 anni. Un esempio
paradigmatico e' quello relativo alla popolazione dell'areaequente riscontro sono
rappresentate da metropolitana di Atlanta, negli Stati Uniti, in
cui si e' passati da 18 casi a 40 per
10,000 nati. Una simile tendenza e' stata confermata in
altri studi condotti su vasta scala. A tale incremento
numerico, che ha visto peraltro aumentare le forme piu'
gravi di ipospadia, non e' possibile attribuire una
spiegazione scientifica plausibile.
La nascita di un bambino con malformazioni congenite e'
causa di notevole ansia e preoccupazione per i genitori.
Cercheremo di fornire delle semplici linee guida che
orientino nella scelta del trattamento piu' appropriato.
Il primo approccio diagnostico nei confronti del bambino
ipospadico viene fornito dal neonatologo che valutera' la severita' dell'anomalia
peniena, la presenza dei
testicoli e la loro normale discesa. Nei giorni
successivi alla nascita e prima della dimissione il
bambino viene sottoposto, di norma, a ecografia delle vie
urinarie, indagine di screening necessaria per valutare
la presenza di eventuali anomalie associate.
Se il bambino presenta mancata discesa dei testicoli,
ipospadie severe o malformazioni a carico di altri organi sara' altresi' opportuna una consulenza genetica.
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