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articolo aggiornato il: Thursday 17 May 2012


Adipocitolisi del solco gluteo

La scelta della migliore metodica risente dell’attuale necessita' di fornire al cliente opzioni meno invasive, piu' veloci e che non comportino ricoveri e costi elevati 

del dott. Antonino De Pasquale 

Specialista in Chirurgia Plastica ed Estetica Responsabile della Chirurgia Plastica dell’Ospedale San Vincenzo di Taormina Nel campo della chirurgia plastica ci sono alcuni punti fermi su cui e' difficile dissentire. Il primo e' che per molte persone puntare sull’immagine e correggere le imperfezioni e' diventato un imperativo quasi categorico. Secondo: sempre piu' pazienti chiedono di occuparsi del loro aspetto senza rinunciare agli impegni lavorativi e familiari ed e' per questo che si predilige l’uso di metodiche meno invasive che consentono di ottenere risultati soddisfacenti con un ritorno piu' rapido alla normale vita quotidiana. Terzo: l’attuale orientamento della chirurgia plastica impone cicatrici invisibili con procedure piu' veloci grazie alle quali e' possibile eliminare i tempi di ricovero. E per ultimo: questo ap­proccio rappresenta oggi la scelta preferita anche per quel che concerne il trattamento di piccole adiposita' localizzate che ne' la dieta ne' la palestra sono riuscite a cancellare. L’esperienza c’insegna che tali inestetismi cutanei di frequente si trovano all’interno e all’esterno di cosce e ginocchia, sotto i glutei, nelle braccia o nel doppio mento. La scelta della tecnica piu' adeguata da utilizzare per il trattamento di questi accumuli di grasso di ridotte dimensioni, ha fin’ora rappresentato una seria difficolta' in quanto la liposcultura con metodo tradizionale non consente, a mani poco esperte e imprecise, di dosare la corretta quantita' di grasso da rimuovere determinando cosi' la comparsa di esiti peggiori del difetto primitivo. Recentemente, per la sua semplicita', si e' imposta l’adipocitolisi mediante cavitazione chirurgica (ADCLU), una procedura che puo' essere eseguita ambulatorialmente in anestesia locale e che sfrutta la capacita' degli ultrasuoni di liberare microbolle di gas le quali, implodendo all’interno dei tessuti cedono energia alle membrane cellulari degli adipociti che collassano. La prima fase consiste in un’abbondante imbibizione dei tessuti da trattare che amplifica la trasmissione degli ultrasuoni nel tessuto adiposo che e' gia' di per se' ricco d’acqua. La rottura della parete degli adipociti avviene grazie all’utilizzo di un trasduttore di ultrasuoni di 12-18 cm che, nel contempo, non danneggia la maggior parete di vasi e nervi presenti in zona. Di conseguenza si determina una immediata riduzione degli adipociti nel tessuto trattato e una distruzione differita per apoptosi della cellula mentre sul collagene promuove una neocollagenogenesi. Dopo il trattamento il tessuto adiposo, a un esame microscopico, appare completamente disaggregato e il grasso liquefatto non viene aspirato ma letteralmente spremuto fuori manualmente. La ferita e' talmente piccola che non viene suturata ma chiusa con un cerotto sterile. E' necessario che la paziente indossi un indumento compressivo nelle successive settimane per ridurre sia l’edema post-operatorio che le ecchimosi e migliorare il risultato finale. La nostra esperienza con la ADCLU ci fa ritenere questa tecnica in grado di trattare in maniera sicura ed efficace tutti gli inestetismi dovuti a ridotti accumuli di grasso. Il controllo ecografico pre e post trattamento ha permesso di dimostrare la riduzione del pannicolo adiposo nella misura desiderata. I controlli fotografici e le misure antropometriche con plicometro hanno consentito di quantificare la veridicita' del risultato. L’ADCLU e' stata da noi utilizzata con successo anche nei difetti residuati da precedenti interventi di liposuzione riuscendo ad agire sul tessuto cicatriziale esito del precedente intervento. Una regione dove questa metodica ha dimostrato, piu' di altre, la sua particolare validita' e' quella del solco gluteo. Il rimodellamento e in particolare il sollevamento dei glutei rappresenta infatti una sfida per i chirurghi che decidono di occuparsi dell’estetica di questa regione anatomica, oggi particolarmente valorizzata da pubblicita' e media. L’uso di tecniche trans-cutanee, come i fili di sospensione o altre metodiche di medicina estetica, ha dato risultati molto poveri. La microlipocavitazione della piega glutea che si estende fino all’esterno della coscia, quello che il collega Marco Gasparotti chiama punto G, consente mediante un assottigliamento del pannicolo adiposo presente in sede e una denaturazione delle fibre di collagene legata al calore sviluppato dall’effetto cavitazionale, un evidente retrazione della cute del solco svuotato che guarisce aderendo alla fascia. Spostare di un paio di centimetri verso l’alto la piega infraglutea da' la sensazione visiva di un lifting senza che si sia dovuto ricorrere a un intervento piu' invasivo qual e' l’impianto protesico o la gluteoplastica chirurgica. La tecnica e' particolarmente adatta a tutte quelle situazioni di confine dove non si desidera modificare il volume delle masse esistenti e non si vuole procedere con interventi a cielo aperto. L’ADCLU per la sua atraumaticita', puo' essere, la' dove necessaria, ripetuta piu' volte senza che cio' determini un aumento dell’incidenza delle complicanze. L’uso di ultrasuoni la cui frequenza varia continuamente, evita inoltre l’inconveniente peggiore della liposuzione a ultrasuoni, il surriscaldamento fino al rischio di ustione dei tessuti trattati. Il risultato finale puo' essere ulteriormente migliorato con l’ausilio della cavitazione transdermica che favorisce il riassorbimento dell’edema, migliora la cicatrizzazione sottocutanea e stimola la neocollagenogenesi prevenendo la panniculopatia adiposa, tipica di questa regione anatomica.





 


 



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