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La ricostruzione del naso Un trauma al naso puo’ avere risvolti sia estetici che clinici. Quando la ricostruzione, e’ finafizzata anche aI ripristinare la funzionalita’ del naso, l’ntervento viene definito rinosettoplastica. Eseguita per far fronte a tiri trauma, questa tecnica puo essere, realizzata in day hospital, in anestesia locale, e consentire al paziente un rapido ritorno al sociale Dott. Carlo Alberto Pallaoro, specialista in Chirurgia Plastica
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![]() PRIMA Dopo un trauma, il naso puo’ rscontrare sia difetti estetici che "funzionali", legati cioe’ a una difficolta’ di respirazione. |
Un naso rotto in seguito a un trauma: succede molto spesso a causa di un incidente ma anche durante l'attivita’ sportiva. Quando si verifica questa spiacevole situazione sono due le cose che, oltre all'immaginabile dolore fisico, maggiormente pesano: il venir meno della funzionalita’ del naso e lo spezzarsi dell'armonia estetica del viso. Per rimettere ogni cosa al suo posto si ricorre a una delicata ricostruzione, oggi possibile nell'arco di pochi minuti e senza necessita’ di ricovero. L'obiettivo della rinoplastica ricostruttiva e’ di riportare le strutture anatomiche alla loro originaria conformazione, avendo anche l'accortezza di ricostituire il corretto equilibrio tra vuoto e pieno all'intemodelle cavita’ nasali. Rispetto al passato, oggi si e’ in grado di effettuare la ricostruzione delle parti danneggiate senza provocare grandi traumi al paziente e riducendo al minimo rischi e complicanze post-chirurgiche. L'evoluzione della tecnica chirurgica (l'intervento si realizza in day hospital, in anestesia locale accompagnata da sedazione) ha permesso di ridurre al minimo i tempi |
| operatori, consentendo al paziente un piu’ rapido ritorno al
sociale quasi del tutto privo di disagi. Un'altra novita’ riguarda la riduzione al minimo del sanguinamento, resa possibile attraverso l'utilizzo di sostanze vasocostrittricí somministrate in fase anestesiologica. Tutti questi accorgimenti assicurano una minore invasivita’ dell'intervento. I vantaggi sono anche dal punto di vista pratico: gia’ a distanza di una settimana dall'intervento si potranno riprendere le normali attivita’ mentre lo sport potra’ essere ripreso gia’ dopo un mese. Fino a non molto tempo fa, la rinoplastica ricostruttiva costringeva il pazíente a sopportare forti dolori e una lunga convalescenza (34 settimane per una completa ripresa). Le garze stipate lungo le narici, necessarie per frenare le emorragie, costituivano un vero supplizio specie quando dovevano essere rimosse. Oggi l'intervento e’ molto meno invasivo e si svolge in assenza quasi totale di dolore. La struttura contenitiva, applicata nell'immediato postoperatorio per proteggere il naso |
![]() DOPO In pochi minuti, si ottiene una perfetta ricostruzione del naso priva di cicatrici visibili (in quanto posizionate internamente). |
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da
eventuali traumi e per accelerare il riassestamento delle strutture, potra’
essere rimossa a distanza di appena una settimana. Altro traguardo
raggiunto riguarda l'assenza di cicatrici: intervenendo internamente
attraverso le narici, queste infatti non saranno visibili. Ridotti inoltre quei brutti gonfiori e gli ematomi (attorno agli occhi) tipici dell'intervento tradizionale: eliminata la mascherina nasale, si noteranno appena e potranno essere velocemente riassorbiti con qualche seduta di linfodrenaggio manuale e un po' di autodigitopressione. Ricostruite le parti anatomiche, il naso ritrovera’ la giusta armonia. Se l'intervento chirurgico e’ andato a ripristinare anche una difficolta’ di respirazione, si avranno benefici non solo dal punto di vista estetico ma anche dal punto di vista funzionale. |
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Una raccomandazione a chi si
sottopone alla rinoplastica ricostruttiva e’ di evitare l'esposizione
del viso al sole per almeno i primi 40 giorni (e comunque non prima della
completa guarigione) per non compromettere i risultati raggiunti dalla
chirurgia. Che cosa succede se non si aggiusta il naso Se si subisce un trauma al naso e’ importante farsi controllare dallo specialista che, attraverso un controllo manuale e una radiografia, valutera’ l'entita’ dei danno e consigliera’ di conseguenza il da farsi. Spesso accade che oltre alla parte ossea venga danneggiata (ovvero perduta) anche quella cartilaginea. L'intervento chirurgico offre sicuramente un apprezzabile recupero estetico dei naso ma in alcuni casi si pone anche come risolutore della sua funzionalita’ (l'intervento viene definito allora "rinosettoplasfico). |
| Se il
trauma presenta conseguenze sia estetiche che fisiche, l'intervento e’
doppiamente raccomandato anche perche’ evitera’ parecchi disturbi
come: Dolori al viso, Difficolta’ di respirazione, Roncopatia,
Cefalee, Scarsa concentrazione, Anosmia, otiti, Sinusiti ricorrenti La tecnica Un naso rotto in seguito ad un trauma puo’ essere ricostruito con un intervento in anestesia locale. La ricostruzione si realizza attraverso il prelievo autoctono delle necessarie strutture (cartilagine ed osso). Il paziente esce dalla sala operatori’a con una mascherina contenitiva. Sistemato per qualche ora in una stanzetta di monitoraggio, potra’ ritornare poi a casa senza necessita’ di ricovero. |
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| La rinoplastica ricostruttiva si realizza mediamente in 35
minuti. La finalita’ dell'intervento e’ sia estetica che di’
ripristino di una corretta respirazione. Ecco le príncipali fasi
dell'intervento: FASE 1 Il paziente, a cui e’ stata somministrata l'anestesia locale accompagnata da sedazione, viene i’ntrodotto in sala operatoria. FASE 2 Il chirurgo pratica un'incisione per raggiungere le parti deviate o rotte dell'osso. Si interviene direttamente all'interno delle narici. FASE 3 Viene eseguito un ampio scollamento. Le parti ossee traumatizzate vengono ricomposte attraverso l'innesto di frammenti di osso prelevati dal lato inferiore del cranio. FASE 4 Se si i’nterviene anche sulla deviazione del setto, la correzione non necessita - come avveniva in passato - dell'asportazione delle parti deviate. In caso di rottura del setto, viene rimossa la cresta ossea. |
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FASE 5 La perdita di cartilagine viene compensata con un inserimento di cartilagine compensata con un inserimento di cartilagine prelevata in sede. L'asportazione del materiale autoctono (sia osseo che cartilagineo non comporta cícatrici evidenti in quanto nascoste alla vista : dai capelli, per quanto riguardo il prelievo in zona craniale; dal lobo delle orecchie, per quanto concerne invece i tessuti molli |
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FASE 6 L'intervento si conclude con l'applicazione di alcuni punti di sutura riassorbibili , e di tamponi nasali che verranno rimossi dopo 24 ore. |
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