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La rinoplastica estetica del naso
La Chirurgia della
punta del naso non puo’ prescindere da quella del dorso, non lo e’
altrettanto restringere in maniera armoniosa una punta globosa o
quadrata, o accorciare una punta allungata, o allungarla se e’ corta o
sollevarla se e’ pendula
del Dottor Carmine Martino, Specialista in
Chirurgia Plastica
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Questa chirurgia richiede
molteplici strategie a seconda delle varie situazioni anatomiche ed
anche un solo millimetro di differenza puo’ influenzare la qualita’
del risultato.
Programmazione e
studio del profilo
Ogni naso va accuratamente studiato in fase di programmazione,
simulando i possibili ritocchi da concordare col paziente su fotografia
o mediante un programma di "Computer-grafica". La scultura del
naso si basa su un perfetto equilibrio tra l'altezza del dorso e la
lunghezza della punta, nella visione di profilo,
mentre in quella frontale la sua larghezza deve essere proporzionata
alla larghezza del viso. Il risultato deve scaturire da un
compromesso fra i canoni della anatomia artistica, i gusti del paziente
e le capacita’ tecniche del chirurgo. |
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| Al Chirurgo Plastico sono
richieste non solo notevoli capacita’ tecniche, ma anche senso
artistico, per evitare quei risultati stereotipati e ripetitivi che sono
purtroppo, frequenti, e soprattutto molto impegno ed umilta’. La
rinoplastica, infatti, e’ un intervento che puo’ cambiare
radicalmente i lineamenti e 'espressione di un volto e poco si presta a
tecniche routinarie, in quanto ogni operazione e’ diversa dalle altre.
Nel corso degli ultimi anni la gente ha notevolmente familiarizzato con
l'aspetto di un naso "rifatto" secondo le tecniche chirurgiche
tradizionali;
queste tecniche vanno, dunque, rivisitate, perche’ la richiesta
costante del paziente e’ quella di eliminare i difetti senza perdere
in naturalezza. Sono, dunque, da evitare quei nasini appuntiti, con la
punta all'insu’, il dorso basso, la radice scavata, le narici in primo
piano, spesso male assortiti con i tratti del viso, che sono l'esito di
cattive Rinoplastiche. Oggi si tende a rioperare questi nasi
"improbabili" allungandoli e sollevando il dorso insellato
mediante innesti e con cento altri artifizi chirurgici che compongono il
capitolo delle Rinoplastiche Secondarie. |
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Tecnica chirurgica:
L'intervento si effettua
in Day Hospital; vale a dire il paziente va sottoposto ad esami
preliminari che ne attestino le buone condizioni di salute, operato e
dimesso poche ore dopo. Cio’ e’ reso possibile da un tipo di
anestesia molto dolce, specificamente studiata per la Chirurgia
Plastica, che si basa su farmaci ipnotici ad azione immediatamente
reversibile, i cui dosaggi e velocita’ di somministrazione vengono
regolati in base alle esigenze dei vari tempi dell'intervento
chirurgico. Il paziente dorme un sonno piacevole e superficiale; si
risveglia subito dopo l'intervento e dopo 2 o 3 ore puo’ fare ritorno
al proprio domicilio. La durata della operazione e’ di circa 1 ora (1h
e mezza se si procede anche a Settoplastica). |
I tempi chirurgici
principali di una Rinoplastica standard sono, piu’ o meno, i seguenti:
1) Incisione all'interno delle narici e scollamento
dei tessuti molli del dorso nasale dallo scheletro osteocartilagineo
sottostante.
2) Riduzione del dorso nasale tramite forbici, raspe ed osteotomi.
3) Eventuale correzione di una deviazione settale per risolvere una
ostruzione delle fosse nasali, o per riposizionare il setto sulla linea
mediana. In taluni casi di deviazioni settali molto gravi, e’
necessario estrarre il setto cartilagineo in toto, dopo averlo
opportunamente scollato dalle due pagine di mucopericondrio che ne
rivestono
le due facce, raddrizzarlo mediante delle
opportune incisioni a spessore parziale, ed infine reinserirlo.
4) Accorciamento del naso mediante resezione del margine inferiore del
setto. |
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5) Rimodellamento della punta; si avvale di molteplici tecniche da usare a
seconda delle varie situazioni. Una corretta resezione delle cartilagini
alari modifica sensibilmente la forma della punta e ne determina il
sollevamento; per evitare un iperabbassamento del dorso bisogna tener
presente che un innalzamento anche di pochi millimetri della punta e’
gia’ di per se sufficiente a modificare la forma del dorso. Quindi prima
di ridurre il dorso si deve anche calcolare il grado di elevazione finale
della punta. Il sistema migliore per
modificare la punta e’ quello di "Lussare" all'esterno le due
cartilagini alari e rimodellarle. La
cartilagine alare, scollata dalla pelle della punta nasale, viene lussata
in basso ed all'esterno. Per
assottigliare e sollevare la punta, si asporta un tratto piu’ o meno
ampio della porzione superiore delle cartilagini alari. |
| La
cartilagine alare viene ridotta nella sua porzione superiore. Per
arretrare una punta troppo sporgente vengono effettuate delle incisioni
superficiali sulle alari per cambiare la loro curvatura ponendola piu’
in basso. Arretramento della punta: e’
stato gia’ effettuato mediante incisioni modellanti sulla cartilagine
alare di destra. Si nota la differenza col lato sinistro, che non e’
stato ancora trattato. Al contrario se
si vuole allungare la punta ed aumentarne la proiezione, sempre con delle
incisioni superficiali, si modella una nuova curvatura delle alari
ponendola piu’ in alto, e suturando spalla a spalla le due nuove cupole.
Aumento della proiezione della punta; con |
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opportune incisioni si rimodellano le curvature dei "dom" e si
allungano le cupole, suturandole nella nuova posizione ottenuta. Per
dare migliore definizione e sostegno alla punta, si possono suturare
sui due "dom" degli innesti opportunamente sagomati, ottenuti
dai cosiddetti "resti", cioe’ parti di cartilagine gia’
asportate da altre zone del naso. Con
queste tecniche e’ possibile risolvere quasi tutti i problemi della
punta nasale; bisogna tuttavia anche tener conto della "tensione
tissutale" della punta, che e’ determinata dalla spinta del setto
cartilagineo e che e’ tanto maggiore quanto maggiore e’ lo sviluppo e
la lunghezza del setto. |
Quando la spinta del setto sulla punta e’
notevole e questa non e’ primitivamente ipertrofica, basta semplicemente
accorciare il setto lungo il suo contorno inferiore, per vederla
arretrare, mentre la solita resezione della porzione superiore delle alari
ne provoca il sollevamento verso l'alto.
6) La chiusura del dorso nasale; e’ l'ultimo tempo della Rinoplastica.
Dopo l'abbassamento del dorso, il tetto del naso e’ rimasto aperto ed
occorrre chiuderlo. Questo si ottiene con le osteotomie laterali,
effettuate al confine col massiccio facciale, che permettono anche di
restringere la piramide nasale; si tratta, cioe’, di tagliare le ossa in
corrispondenza dell'attacco del naso alla faccia con un apposito
scalpello, staccarle poi anche in alto, a livello dell'attacco all'osso
frontale, ed una volta ottenuta una buona mobilizzazione, unirle
centralmente tra loro sulla linea mediana.
7) Il tamponamento delle narici e la immobilizzazione col gesso concludono
l'intervento. 1 tamponi vanno tenuti 2 giorni in caso di Rinoplastica
senza intervento sul setto, 5 o 6 giorni in caso di Settoplastica. Edemi
ed ecchimosi palpebrali sono presenti per 3 o 4 giorni. Il gesso va tenuto
per 10-12 giorni. Ognuno dei tempi
prima approssimativamente descritti deve avere una precisione
millimetrica, e la loro successione non e’ rigidamente prestabilita, ma
puo’ variare a seconda delle situazioni. Ecco alcune tipologie di
risultati ottenuti con le tecniche su esposte. Il risultato definitivo di
una Rinoplastica non si puo’ vedere subito, ma dopo almeno sei mesi un
anno. Infatti, dopo l'asportazione del gesso, per circa trenta giorni,
permane un certo grado di "risalita" della punta nasale, dovuto
all'edema, che lentamente scompare; cosi anche il dorso si presenta
piuttosto gonfio ed edematoso. L'edema della piramide nasale scompare per
l'80% in due mesi, ad esclusione della punta, che puo’ richiedere anche
un anno per la sua completa definizione anatomica. In
conclusione si puo’ affermare che la Rinoplastica, che, oltre ad essere
il piu’ richiesto, e’ anche il piu’ antico procedimento di Chirurgia
Estetica, e’ stata molte affinata tecnicamente in questi ultimi anni,
per evitare taluni risultati "innaturali" che erano quasi la
norma in passato. Infatti vari anni fa un famoso chirurgo plastico diceva
cinicamente: 'la Rinoplastica e’ un intervento facile in cui e’
difficile ottenere risultati soddisfacenti". Naturalmente non sono
affatto d'accordo con questa affermazione, tuttavia la ricerca di
perfezionamento non e’ ancora terminata e questo intervento continua ad
essere ancora oggi motivo di discussioni e dibattiti.
Anatomia del naso
Il naso e’ costituito da una parte fissa, ossea e
da una parte cartilaginea, mobile. Il sostegno mediano e’ dato dal
setto, che anteriormente e’ cartilaginea e posteriormente e’ osseo.
Il setto ralí. presenta l'asse portante ed una sua deviazione puo’
provocare non solo un ostacolo alla respirazione, ma anche una
deviazione della piramide nasale. Il primo atto di una Rínoplastica,
deve essere, dunque, la correzione del setto, se questo e’
significamente deviato.
Vari tipi di naso storto da deviazioni del setto.
La figura dei naso e’ "armata" e
sostenuta da due strutture cartilaginee, angolate e simmetriche, che
sono le cartilagini alari. Ognuna di esse e’ formata da una aletta
esterna, detta 11crus laterale" ed una interna detta 11crus
mediale". il punto di passaggio tra queste due branche e’ una
specie di cupola, chiamato "dom" di ampiezza variabile. La
loro consistenza e’ molto simile a quella dei guscio di un gambero. Le
tante varianti di forma e dimensioni delle cartilagini alari e
soprattutto delle cupo. le cartilagínee sono responsabili dei diversi
aspetti della punta nasale. Ad esempio la ampiezza e la larghezza della
punta dipendono dalla larghezza e ampiezza di queste cartilagini e dalla
loro angolatura; anche la lunghezza e la proíezione dipendono dalla
loro forma oltre che dalla lunghezza dei setto, che sospinge in avanti
la punta
Anatomia della cartilagine: a) Crus laterale b) Crus
mediale). La larghezza della punta varia nella stessa misura della larghezza delle cupole delle cartilagini
alari, cioe’ i "Dom": a) Dom acuto: lobulo stretto b) Dom
normale c) Dom molto aperto: lobulo
largo e quadrato)La proiezione e la lunghezza della punta della punta
variano secondo l'altezza delle cupole delle cartilagini alari.
RINOSETTO PLASTICA "OPEN"
AA. Brienza E. - Armenise G. Divisione
di Chirurgía Plastica Osp. "V. Fazzi Lecce Scuola
di Spec. Chirurgia Plastica Universita’ di Bari
La tecnica l'aperta" per la ricostruzione
estetica della piramide nasale e’ stata descritta per la prima volta
da Gilbert Ajach" (1986). A tutt'oggi i diversi A.A. espongono
sulla scorta di esperienze personali la validíta’ di tale metodica o
altrettanto di quella tradizionale. La via tranacolummellare esterna e’
stata scelta da’ noi soprattutto quando si vuoi realizzare una piu’
comoda aggressione del setto’ cartilagineo (cartilagine quadrangolare)
o osseo.
Vanno ricordati tutti i vantaggi di tale via
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La completa e diretta visualizzazione delle
strutture anatomiche da modellare con rispetto delle simmetrie.
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Un'accurata emostasi intraoperatoria, con
relativi ridotti rischi emorragíci.
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La esposizione di strutture anatomiche profonde
(setto osseo) con conseguente duttile modellamento.
e gli svantaggi:
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La possibilita’ di un esito cicatriziale
indesiderato esterno al livello della cute colummeIlare.
Considerando in base alla nostra esperienza, minimo
l'esito cícatrizialie, riteniamo di essere soddisfatti dei risultati
ottenuti con la tecnica "open" riservando esclusivamente la
soluzione alle Ricostruzioni estetiche con deviazione settale,
cnsigliandola a chirurghi esperti
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