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Il successo televisivo di alcuni personaggi dotati di un seno prosperoso, propone un canone di bellezza che non
lascia spazio a chi appartiene a taglie piu' piccole. Eppure ci sono casi in cui al chirurgo plastico viene
richiesta la riduzione della grandezza della ghiandola mammaria tramite uno degli interventi al seno che
richiede maggiore maestria, manualita', tecnica, senso estetico e delle proporzioni. Si tratta di una riduzione
che appare per lo piu' necessaria in giovane eta', con un’indicazione che travalica la necessita' estetica per
soddisfare il bisogno funzionale di non gravare sulla colonna con un peso eccessivo. L'iperplasia del seno,
questo il nome tecnico, mette infatti il soggetto a rischio di postura scorretta, dolore alla schiena, carico
sulle articolazioni e scoliosi oltre ai comprensibili disagi psicologici nell'accettazione dell'immagine
corporea e nella vita di relazione. La mastoplastica riduttiva quindi serve a ridimensionare un seno eccessivo
con una quantita' rilevante di ghiandola mammaria e tessuto grasso. "Esistono iperplasie della ghiandola,
iperplasie miste in cui alla ghiandola si associa una quantita' di tessuto adiposo e quelle solo adipose dovute
a sovrappeso e obesita'. Si tratta di un intervento piu' complesso di una mastoplastica additiva in cui si
inserisce una protesi, di maggiore durata, che lascia cicatrici piu' evidenti, fatto che va ben spiegato alla
paziente" spiega il professor Pietro Lorenzetti, Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva e Direttore
Scientifico dell'Istituto Villa Borghese. "Un seno grande e' una evenienza che si manifesta anche in ragazze
molto giovani, magre e minute e per questo motivo e' possibile intervenire gia' intorno ai 18-20 anni per
eliminare sino a piu' di un chilo di tessuto. Prima dell'intervento la paziente viene sottoposta a esami
ematochimici, una accurata visita anestesiologica, una ecografia del seno nelle piu' giovani e una mammografia
in quelle adulte, dai 35 anni in poi". L'intervento puo' essere effettuato in qualsiasi stagione, evitando i
mesi estivi poiche' il caldo favorisce il gonfiore e risulterebbe scomodo indossare il reggiseno contenitivo che
va portato per alcune settimane dopo l'intervento. In genere, la mastoplastica riduttiva richiede una cicatrice
a "T" invertita, cioe' attorno all’areola, verticale dall’areola al solco sottomammario e nel solco
sottomammario, piu' o meno estesa in quest’ultima parte a seconda della quantita' del tessuto da asportare.
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