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articolo aggiornato il: giovedì 17 maggio 2012


Termalismo

Tra i numerosi sviluppi possibili per la professione è significativo quello relativo al termalismo nella sua accezione più moderna

di Danilo Panicali

Il 17 ottobre scorso si è conclusa l’XI edizione del Congresso Internazionale di Medicina Estetica, coordinato dal dottor Alberto Massirone, presidente di Agorà, Società Scientifica di Medicina a indirizzo estetico. Un evento che ha visto una folta partecipazione di iscritti e 175 espositori, a testimonianza di un interesse sempre crescente nei confronti di questa branca della medicina. Nelle numerose sessioni di lavoro, è stato sottolineato il ruolo rilevante che la figura del medico estetico sta assumendo con crescente incisività. Come più volte riaffermato, i medici estetici non vogliono più essere considerati solamente degli specialisti che si occupano della cura degli inestetismi cutanei e corporei, ma dei medici a tutto tondo, che fanno prevenzione soprattutto nei nuovi capitoli dell’aging, attraverso specifiche competenze, e l’utilizzo di tecnologie e materiali in costante evoluzione. Questa nuova professionalità si deve tradurre anche in un più ampio riconoscimento di quelle che sono le competenze del medico estetico che ormai non si dovrebbe più limitare solo a iniettare filler, tossina botulinica o soluzioni rivitalizzanti la cute. D’altro canto, i medici estetici sono coscienti che è per loro necessario percorrere un percorso formativo che dovrebbe includere un corso post-universitario almeno quadriennale che tenga conto delle varie discipline che la moderna medicina estetica contempla. Perché se si vuole riuscire a donare, oltre che bellezza, benessere e qualità degli anni all’individuo, la medicina estetica come scienza deve avere anche un importante valore predittivo perseguibile attraverso indagini, diagnosi e strumenti ad ampio spettro. In questa logica, i campi di azione si ampliano: dal termalismo, che è stato anche uno dei temi approfonditi durante il Congresso, all’antiaging. La situazione attuale in Italia, infatti, conferma una grande vicinanza tra il settore della medicina estetica e il termalismo inteso non solo come succedeva fino a qualche anno fa nella sua accezione terapeutica. Oggi le stazioni termali presentano e rafforzano la propria offerta "benessere" attraverso programmi mirati a obiettivi specifici che spaziano dall’anti-stress al dimagrimento, all’estetica. In questo nuovo quadro - si è detto a Milano - il medico estetico offre programmi antiaging che sfruttano le capacità rigeneranti e stimolanti delle acque con particolare riferimento ai benefici effetti sulla pelle e sulla microcircolazione. Ma anche trattamenti come peeling leggeri, biorivitalizzazioni, sedute di carbossiterapia. Il mezzo termale può anche essere utilizzato come coadiuvante nel trattamento della Panniculopatia Edemato-FibroSclerotica, nel miglioramento qualitativo del circolo vascolare e della texture della pelle. Inoltre i percorsi termali e di medicina estetica possono essere affiancati da programmi nutrizionali studiati in base a esigenze e obiettivi individuali. Altri obiettivi comuni sono quelli che riguardano la correzione di stili di vita errati e la presa in carico di alcuni problemi legati a disturbi dell’apparato osteo-articolare. Il futuro per il medico estetico si presenta ampio e stimolante, staremo a vedere se saprà coglierne le opportunità.

 

 

 


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