Una reazione cutanea a seguito di un trattamento non vuol dire che i prodotti usati non siano buoni. Meglio chiedere a uno specialista di chiarire le cause. E di fornire un elenco delle sostanze da non usare con la stessa cliente.

Di Loredana Molise, con la consulenza della dott.ssa Clara De Bonis

Quante volte vi sarà capitato di ascoltare persone che con grande convinzione dicevano: “sono allergica a tutte le creme” o ancora ” la mia pelle è così sensibile che non posso usare nessun prodotto”. Frasi che certamente hanno una loro base di verità ma che nell’ambito della nostra attività lasciano poco spazio per muoversi e che potrebbero portare a fare degli errori. Non sempre, infatti, queste “certezze” sono state precedentemente confermate da una visita dermatologica e da test cutanei capaci di indicare quali siano le sostanze a cui si è intolleranti e quali quelle che potrebbero essere causa di una vera reazione allergica. Inoltre, per i non addetti ai lavori, nel mondo della cosmesi sembra impossibile districarsi fra una serie di termini che appaiono simili pur rappresentando cose molto diverse fra loro. In particolare, quando si parla di reazioni cutanee locali legate all’uso di cosmetici, non è facile per chi non è dermatologo districarsi fra quadri clinici dovuti a dermatiti irritative da contatto, dermatiti allergiche, fotosensibilità, orticaria, e così si è portati a semplificare facendo riferimento a un concetto di ipersensibilità cutanea che appare come una spiegazione appena sufficiente.

Quello che non quadra però, è che pur facendo uso o consigliando formulazioni specificatamente disegnate per le pelli sensibili spesso le reazioni cutanee si verificano lo stesso e bisogna necessariamente ricorrere all’aiuto dello specialista. Come comportarsi allora di fronte a chi si lamenta di sentire bruciore, dolore e prurito dopo l’applicazione di un prodotto e che spesso però non mostra neanche un arrossamento visibile?

E che fare per evitare al massimo un’irritazione o una reazione allergica?

Recenti ricerche hanno evidenziato ben quattro tipi di pelle sensibile:
a) verso sostanze chimiche incluse in cosmetici o prodotti per l’igiene;
b) nei riguardi di particolari condizioni ambientali (freddo, vento, inquinamento);
c) stress, dieta, alcool, intense emozioni;
d) mestruazioni o altri fattori ormonali.

La base comune a ognuna di queste condizioni pare essere un’alterata funzione di barriera della cute, che può essere provocata sia da un’azione diretta dei prodotti sul film-idrolipidico sia perchè con l’età la secrezione sebacea diminuisce. Il primo intervento per noi possibile, è quello di ripristinare pertanto l’equilibrio della pelle, e in particolare lo stato d’idratazione cutaneo, tramite creme ricche, poco penetranti, evitando contemporaneamente di procedere a pulizie profonde del viso, esfoliazioni, peeling e trattamenti con gli acidi fruttati. Per pulire la pelle vanno consigliati latti e lozioni specifiche per cuti ipersensibili.
Lo stesso dicasi se la cliente si presenta con una dermatite caratterizzata da un forte arrossamento che nei casi più acuti può assumere l’aspetto di un eczema con secchezza cutanea e talvolta desquamazione. Si tratta di un’infiammazione non immunologica della cute, provocata da sostanze capaci di alterare il film idrolipidico, attraversare lo strato corneo e arrivare al derma dove danno luogo a un processo infiammatorio con il rilascio di una serie di mediatori responsabili dei classici sintomi: eritema, calore, prurito, dolore e talvolta edema.

Le reazioni irritative da contatto sono più frequenti al viso e in ogni altro distretto in cui la cute più sottile e dipendono anche dalla qualità della pelle (grassa o secca) o dalla preesistenza di una sofferenza cutanea come nel caso della rosacea, nell’acne o nell’eczema seborroico del viso. Colpite spesso le ascelle dove si può verificare con più facilità un effetto occlusivo da parte dei tessuti.
In questi casi, la cosa migliore da fare è suggerire di rivolgersi al dermatologo di fiducia e di riprendere i trattamenti estetici solo dopo che verrà fatta una diagnosi precisa e d’accordo con lo specialista. Va infatti chiarito se invece di una irritazione si possa trattare di una dermatite allergica da contatto che non è scatenata da un ingrediente sconosciuto al soggetto, che infatti può averlo utilizzato in precedenza anche per lunghi periodi e in formulazioni diverse. Il dermatologo spiegherà al paziente che il fenomeno è riconducibile a una ipersensibilità ritardata, in cui la componente cellulare del derma svolge un ruolo fondamentale; che nella fase di sensibilizzazione avviene il primo contatto fra l’allergene penetrato attraverso la barriera cutanea e le cellule immunitarie (macrofagi, cellule di Langerhans) e vengono prodotti anticorpi specifici (IgE) che hanno la funzione di memoria.

È per questo che in questo stadio non si manifesta alcun sintomo, ma solo un successivo contatto può scatenare la classica reazione immunitaria in cui l’incontro fra l’anticorpo e lo stesso antigene determina la reazione allergica che è mediata dal rilascio di istamina, prostglandine, leucotrieni e citochine. Una volta guarita la sintomatologia, sarebbe importante ricevere dal dermatologo un elenco delle sostanze a cui la cliente è allergica e verificare se esse sono contenute nei mascara o negli eyeliner, negli ombretti o in altre formulazioni. Ai parrucchieri andrebbero invece segnalate le molecole contenute in lacche, tinture o shampoo che potrebbero scatenare nel soggetto intollerante o sensibilizzato una reazione allergica, e la lista andrebbe portata con se anche in profumeria nel momento della scelta di un profumo, di un rossetto o di uno smalto. Sebbene molte di queste condizioni siano rare, bisogna aspettarsi che nella propria attività di estetista prima o poi capiti di imbattersi in uno o più casi. Il consiglio migliore è di non farsi prendere dal panico cercando di migliorare le cose ricorrendo a altre creme che invece potrebbero peggiorare i sintomi. Suggerite invece alla cliente di non prendere sole, di fare un elenco dei prodotti che sta usando (meglio di portarli con sé) e di andare subito dal dermatologo.