La dermatite atopica

admin 05/05/2013 0
La dermatite atopica


La Dermatite atopica, detta una volta anche Eczema Costituzionale, e’ senza dubbio la malattia dermatologica piu’ frequente in eta’ pediatrica colpendo circa il 7% della popolazione infantile

Nel corso della primavera le malattie allergiche (asma, oculorinite, dermatite atopica) si riacutizzano in modo spesso piu’ eclatante e piu’ noioso per l’ammalato. Sempre piu’ frequentemente, negli ambulatori di dermatologia pediatrica, ci sentiamo richiedere da genitori preoccupati: “Mio figlio ha l’eczema sin quasi dalla nascita e, nonostante la dieta ferrea cui e’ stato sottoposto dal nostro pediatra, la malattia procede con alti e bassi, senza grossi o apprezzabili miglioramenti”. E ancora: “Dottore, ci aiuti! Nostro figlio si gratta furiosamente “a sangue”; soprattutto durante la notte e’ irrequieto, non dorme e spesso non ci fa dormire”. Sovente, la diagnosi per questa malattia che, a volte, puo’ durare anni, e’ di Dermatite Atopica.

dermatite atopica

La malattia può insorgere dopo il terzo mese di vita e puo’ essere preceduta da un’altra manifestazione dermatologica, con la quale viene spesso confusa, e che viene impropriamente chiamata “Crosta Lattea”.Questa affezione, piu’ nota correttamente con il nome di dermatite seborroica del lattante, e’ caratterizzata dalla comparsa al cuoio capelluto di numerose squame/croste giallognole, spesso tenaci, aderenti, con cute arrossata; l’affezione puo’ estendersi anche alle pieghe ascellari, a quelle del collo e alla regione del pannolino, realizzando cosi’ un quadro dermatologico spesso impressionante, che spaventa i genitori. e’ opportuno ricordare qui che tale manifestazione Quando la Dermatite Atopica si associa invece ad asma sara’ opportuno seguire in modo pluridisciplinare il paziente (pediatra, dermatologo, allergologo, pneumologo), e nei casi in cui si impone la vaccinoterapia, man mano che si procede con la vaccinazione, contemporaneamente puo’ osservarsi un miglioramento della malattia stessa cutanea dipende da una aumentata secrezione da parte delle ghiandole sebacee della cute, sotto l’influenza degli ormoni androgeni, di provenienza materna, che restano attivi sul neonato sino al terzo mese di vita. Questo fatto ci spiega in modo chiaro la natura dell’affezione, e ci consente di poter escludere, contrariamente a quanto si crede, una responsabilita’ del latte vaccino nel determinismo della malattia. Non sempre pero’ la Dermatite Atopica e’ preceduta da una dermatite seborroica, potendo la malattia insorgere anche in eta’ piu’ avanzata.

La dermatite atopica: Classificazione

Si distinguono, pertanto, tre fasi cliniche, a seconda dell’eta’ dell’insorgenza:

  1. Dermatite Atopica del lattante, che solitamente compare dopo il 3° mese di vita e guarisce entro il 2° anno di eta’
  2. Dermatite Atopica dell’infanzia, che puo’ insorgere verso il 2°-3° anno di eta’ e regredisce verso i 10-12 anni
  3. Dermatite Atopica dell’adolescenza o dell’adulto, che spesso e’ la forma piu’ grave della malattia, potendo persistere sino all’eta’ adulta.

dermatite atopica

La malattia e’ caratterizzata dalla comparsa, alle superfici estensorie degli arti, nei primi due anni di eta’, di chiazze eritemato-vescicolose, pruriginose e spesso essudanti.

Successivamente la malattia, quando permane, si localizza alle pieghe flessorie degli arti che spesso costituiscono l’unica sede di lesione cutanea. Altra sede prediletta e’ il viso, con intenso arrossamento, ma con risparmio della zona centrale, che si presenta pallida per contrasto. Esistono, infine, forme piu’ gravi, con diffusione maggiore delle lesioni eczematose (viso, arti e tronco). Il prurito e’ sempre presente, puo’ essere saltuario o continuo, con riacutizzazione nel periodo notturno e spesso condiziona il menage familiare, esasperando pazienti e genitori. La malattia procede con alti e bassi, a volte anche indipendentemente dalle cure praticate, spesso con carattere di stagionalita’: e’ noto, infatti, che i bambini affetti da Dermatite Atopica migliorano o guariscono del tutto durante i mesi estivi, considerati dai genitori come l’unico rimedio valido per la malattia.
Un problema assai controverso e’ quello della effettiva utilita’ della dieta nella terapia della Dermatite Atopica.
Eccetto i casi di comprovata allergia alimentare, e’ perfettamente inutile sottoporre a diete alimentari restrittive i bambini affetti da Dermatite Atopica.

Per troppo tempo e’ stato identificato il termine di Dermatite Atopica con quello di intolleranza alimentare alle proteine del latte vaccino e per troppo tempo bambini affetti da Dermatite Atopica, anche in forma minima, sono stati sottoposti a inutili diete alimentari (prive di proteine del latte, uova, pesce, carne vaccina, ecc.) con comprensibili problemi riguardanti l’accrescimento corporeo.

Occorre inoltre ricordare che il latte di soia, a parte il gusto pessimo, e’ piu’ allergizzante del latte vaccino e inoltre esso contiene nichel, sostanza verso la quale, secondo ricerche recenti, sono risultati allergici il 30% dei pazienti affetti da Dermatite Atopica.
Il problema e’ che i test immunologici (PRIST-RAST) per svelare un’eventuale componente allergica devono essere praticati dopo il compimento del 2° anno di vita, e mai prima di tale eta’, per la loro inaffidabilita’ durante questo periodo della vita.
Infatti, e’ da ricordare che la pelle dei bambini da 3 mesi a 2 anni di eta’ e’ iperreattiva, reagendo in modo abnorme ed esagerato a stimoli assolutamente normali, e che le capacita’ immunologiche del bambino piccolo devono ancora perfezionarsi.
Se praticati nel periodo giusto, e interpretati in modo corretto, tali test risultano negativi in oltre il 95% dei pazienti affetti da Dermatite Atopica; il che significa che attualmente almeno il 95% dei pazienti affetti da tale malattia vengono messi a dieta in modo inopportuno e senza alcun motivo. Per quanto concerne la terapia della Dermatite Atopica, essa si avvale in primo luogo di farmaci per bocca (antistaminici, sedativi), che servono ad attenuare il prurito, e di medicazioni locali con pomate e creme antiinfiammatorie non cortisoniche. Siccome la pelle dei bambini atopici e’ secca, occorrera’ in primo luogo idratarla, utilizzando creme, bagni idratanti ed emollienti.
e’ opportuno tranquillizzare i genitori perche’, anche se e’ vero che la malattia puo’ durare anni, essa potra’ avere anche lunghi periodi di benessere, e inoltre, quando il paziente guarira’, non restera’ sulla sua pelle alcuna cicatrice o traccia della pregressa malattia.

IL TRATTAMENTO DERMOCOSMETICO DELLA CUTE PATOLOGICA

E’ molto importante, per il bene del paziente, che il piccolo affetto da Dermatite Atopica sia seguito nel corso della malattia dallo stesso specialista dermatologo, in collaborazione con il pediatra, anche perche’ soltanto in questo modo, nel momento della ricaduta, si potra’ valutare il quadro clinico, rapportandolo al decorso generale della malattia e individuare ed approntare i farmaci per bocca e le indicazioni piu’ idonee a farlo guarire nel miglior modo possibile senza alcun effetto collaterale.La detersione della cute nel bambino atopico costituisce un problema di rilevante importanza, a causa dell’elevata incidenza di tale patologia nella popolazione infantile.
Si calcola, infatti, che tale condizione costituisca circa il 10% della patologia cutanea nella popolazione generale. La cute del bambino atopico e’ iperreattiva, quindi facilmente irritabile, e cio’ anche per la sua particolare secchezza. Per questa ragione, ma a torto e per troppi anni, e’ stato detto che la cute del bambino atopico andava lavata il meno possibile, per evitare qualunque tipo di irritazione. Cio’ naturalmente non e’ vero, e non solo per motivi igienici; infatti, noi sappiamo che la cute del paziente atopico, sia a livello della cute sana che patologica, e’ intensamente colonizzata dallo stafilococco aureo e pertanto un rallentamento nella frequenza dei lavaggi potrebbe far aumentare la carica microbica presente e quindi favorire le infezioni. Inoltre, tenendo presente la xerosi cutanea, e’ ovvio che occorre detergere e idratare con regolarita’ la cute del paziente atopico, altrimenti ci si vedrebbe costretti a praticare terapie antisettiche ed antibiotiche sia per uso topico che per via generale. Anche i miceti colonizzano la cute del bambino atopico, come e’ dimostrato dalla rilevante presenza del Pitirosporum ovalis. Il possibile ruolo etiopatogenetico di questo microrganismo e’ stato piu’ volte enfatizzato e diverse esperienze terapeutiche sono state tentate con prodotti a base di solfuro di selenio o di chetoconazolo. Anche la presenza di acari provenienti dalla polvere domestica contribuisce a rendere eterogenea la popolazione residente sulla cute dell’atopico ed a far si’ che la cute stessa diventi iperreattiva verso comuni allergeni. Per tutto cio’ risulta evidente che il bambino atopico va lavato e va idratato il piu’ possibile anche se, naturalmente, non in modo eccessivo. L’atopico, per la sua condizione di allergia, e’ particolarmente iperreattivo a determinate sostanze che si comportano da antigene.
Per tal ragione, concordiamo con quanti sconsigliano paidocosmetici detergenti che contengano sostanze antigeniche protidiche o polipeptidiche come i cereali, essendo questi responsabili in gran parte delle trofoallergie.
E, sempre per lo stesso motivo, non siamo d’accordo con chi consiglia l’impiego di detergenti e di bagni contenenti spesso la stessa sostanza da loro bandita dalla dieta del paziente atopico, come se la pelle non fosse un organo immunocompetente o di interscambio con l’intestino.

Nella formulazione e nell’impiego corretto di un prodotto per la cute dell’infanzia e’ indispensabile chiarire gli esatti confini tra farmaci etici, da banco e cosmetici.

Occorre altresi’ ricordare che un cosmetico, anche se applicato localmente sulla pelle, puo’ provocare effetti dannosi generali.
Fanno parte della storia della dermatologia i casi descritti in letteratura mondiale di intossicazioni, anche mortali, da acqua borata, da talco contenente esaclorofene e da insettifughi. Per una corretta detersione della cute del neonato e del lattante, oltre che del bambino atopico, noi preferiamo lavare con acqua contenente olii da bagno, possibilmente olii minerali.
Per la detersione della cute del bambino e’ preferibile, invece, lavare con molta acqua e poco detergente, evitando quei tensioattivi molto schiumogeni e irritanti quali il laurilsolfato di sodio e preferendo l’impiego di sostanze anfotere, che sono piu’ adatte alla pelle delicata del bambino.

Piove sul bagnato

I pazienti affetti da eczema sviluppano allergie ai prodotti usati sulla loro pelle?
e’ noto che la pelle di pazienti affetti da dermatiti atopiche e’ facilmente irritata da un numero di prodotti applicati sull’epidermide che causano prurito, bruciore o arrossamento. Un tempo si credeva che i pazienti affetti da eczema sviluppassero di meno allergie alle sostanze che venivano in contatto con la loro pelle. Recentemente una serie di studi ha dimostrato che circa un terzo dei pazienti affetti da eczema atopico, anche se bambini, hanno una o piu’ allergie da contatto. I piu’ comuni agenti sensibilizzanti sono il nichel, (metallo fuso in gioielleria, bottoni automatici, ecc.) i profumi, la lanolina, e i conservanti, come il Quaternium 15, che si trovano spesso negli shampoo e nelle lozioni. Anche i materiali plastici possono causare reazioni allergiche in pazienti atopici, e si presentano a volte con eruzioni vescicolose e che danno prurito sulle mani (da guanti ) o sui piedi (da scarpe). Persino i corticosteroidi topici hanno causato reazioni allergiche sulla pelle di pazienti affetti da eczema e un recente studio suggerisce che almeno una su 25 persone con eczema cronico potrebbe essere allergica ai farmaci topici utilizzati.

Questi risultati suggeriscono che per un paziente con eczema atopico che peggiora con un trattamento locale, o che certamente non migliora, si dovrebbe sempre escludere una dermatite allergica da contatto. Uno speciale tipo di reazione, in quelle parti dove il lattice o anche la polvere proveniente dai guanti di gomma toccano la pelle, puo’ comparire con un improvviso prurito, gonfiore, orticaria, e si puo’ accompagnare ad abbassamento della pressione sanguigna e difficolta’ respiratorie. Questa tipica reazione di “orticaria da contatto” si manifesta come gonfiore alle labbra dopo un intervento odontostomatologico, o dopo qualsiasi procedura medica che preveda l’inserimento di tubi (anestesia generale, endoscopia) e va assolutamente menzionata al proprio medico. (G.B.)

 



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