Quando il glande arrossisce – Balanopostite

admin 16/04/2013 0
Quando il glande arrossisce – Balanopostite


di Danilo Panicali

Spesso i giovani possono lamentare una fastidiosa infiammazione del glande. Che puo’ non essere legata a malattie sessuali ma ha cause traumatiche, chimiche e farmacologiche

I

balanopostite irritativa

l numero delle malattie sessualmente trasmesse in Italia e’ in costante aumento. Questo crea uno stato d’ansia negli uomini, soprattutto nei piu’ giovani, ogni qualvolta si manifesti un fastidioso arrossamento nell’area genitale. Non tutte queste condizioni, pero’, sono riconducibili a patologie sessuali e fra le piu’ comuni e meno gravi vanno annoverate alcune forme di balanopostiti o balaniti (nei soggetti circoncisi). Per i meno addentro alla materia vale allora la pena ricordare che si tratta di infiammazioni localizzate della testa del glande (balano), spesso estese anche alla lamina interna del prepuzio (poste). In termini epidemiologici si tratta di forme piuttosto diffuse, spesso associate alla presenza di un prepuzio aderente, che non permette un’igiene adeguata. Le balanopostiti si classificano su base etiologica e morfologica in forme provocate da cause meccaniche, chimiche, farmacologiche: A – il trauma puo’ essere generato da rapporti sessuali ripetuti, masturbazione e uso del preservativo. B – dall’uso di saponi. C – da medicamenti applicati localmente (eritema fisso). D – dal contatto del pene con anticoncezionali introdotti nella vagina. E – da secrezioni acide dell’apparato genitale femminile. F – dall’accumulo di smegma secreto dalle ghiandole sebacee e da cellule epiteliali desquamate (nella piega lo smegma intriso di urina incomincia a macerare le superfici del glande e del prepuzio, particolarmente delicate. Se non viene mantenuta una corretta igiene, la cute umida e macerata si infetta, il glande e il prepuzio appaiono tesi, caldi, arrossati, edematosi e, alla fine, ricoperti di pus. La patologia, tuttavia, si estingue velocemente con la giusta detersione e terapia sulla zona colpita). Per quanto riguarda la balanopostite allergica da contatto (DAC) essa e’ prevalentemente causata dalla gomma del profilattico, lavande, deodoranti e da disinfettanti, ma anche dal rossetto per le labbra utilizzato dalla partner.
Esistono anche balanopostiti di natura infettiva causate da batteri (streptococco,stafilococco; coliformi, gonococco), protozoi (trichomonas), miceti (candida), spirochete (forma pustolo-ulcerosa, erosivo-circinata sifilitica) e virus (herpes genitalis, condilomi acuminati). Quando ad agire sono i batteri, la patologia si manifesta con delle infiammazioni che determinano secrezioni che possono essere piu’ o meno abbondanti, purulente e nei soggetti fimotici, in edema del prepuzio. Esistono anche delle Balanopostite da causa ignota quali la forma plasmacellulare di Zoon e la pseudo-epiteliomatosa cheratosica e micacea.

Altre cause non infettive sono la sindrome di Reiter (balanite circinata), psoriasi, lichen planus, pemfigo e Pemfigoide, dermatite seborroica, lichen sclerosus et atrophicus, scabbia nonche’ eritroplasia di Queyrat. Le balanopostiti sclero-atrofiche o sono l’evoluzione delle forme eritematose infiammatorie ricorrenti e persistenti oppure forme primitive, localizzate, di lichen genitale scleroatrofico. Il diabete mellito e’ una condizione predisponente della balanopostite, probabilmente attraverso diversi meccanismi, incluso la glicosuria. Per riconoscere se ci si trova di fronte a una balanopostite, i principali sintomi sono: dolore, irritazione e secrezione sottoprepuziale che si presentano abitualmente 2-3 gg dopo un rapporto sessuale. Possono presentarsi fimosi (restringimento del prepuzio a causa dell’edema superficiale del glande e del prepuzio stesso) ulcerazioni superficiali o adenopatia inguinale.

balanopostite_traumatica

Nella foto sopra: esempio di Balanopostite Irritativa; appena sopra: esempio di Balanopostite Traumatica. Le foto sono tratte dall’Atlante di Dermatologia Genitale Maschile a cura di Pompeo Donofrio, Maria Teresa La Forza, Antonio Del Sorbo – Dermo Edizioni – Napoli 2001

La balanopostite va trattata localmente con disinfettanti come una Soluzione borica o l’applicazione di soluzione acquosa di Eosina al 2%. Nei casi piu’ difficili per via generale con antibiotici quali le tetracicline, i macrolidi o gli imidazolici per bocca. Una volta che la diagnosi e’ stata effettuata e si e’ sicuri della patologia, bisogna indagare le condizioni patologiche cui abbiamo accennato sopra e soprattutto la candidosi, e va misurata la glicosuria. Anche la cute del paziente va esaminata per ricercare lesioni che possono indicare un interessamento del tratto genitale con una dermatosi piu’ diffusa. Se si rinviene una causa specifica, si dovra’ procedere a una terapia appropriata e andranno messe in atto misure igieniche generali. Per la fimosi puo’ essere necessario eseguire irrigazioni sottoprepuziali, per allontanare secrezioni e detriti. Nei pazienti con fimosi persistente si dovra’ prendere in considerazione la possibilita’ di eseguire la circoncisione dopo la risoluzione dell’infiammazione. Un discorso a parte va fatto se la patologia si presenta nel bambino, che puo’ presentare disuria, pollachiuria, talora associati anche ad aumento della temperatura corporea. Di solito la balanopostite nei soggetti piu’ piccoli si manifesta con un arrossamento e rigonfiamento del prepuzio, dal quale spesso fuoriesce una secrezione giallastra (evidente sulle mutandine). La balanopostite puo’ essere occasionale ma, se ricorre frequentemente, il bambino dovrebbe essere sottoposto ad accertamenti quali test per intolleranza ai carboidrati o un’analisi delle urine. Per curare la fase iniziale della malattia si puo’ immergere il pene del bambino in una idonea soluzione disinfettante (a esempio di cloramina). Se la situazione non migliora entro 1-2 giorni, compare febbre, il bambino non riesce a fare pipi, o dal prepuzio esce pus allora si deve intervenire per evitare la trasformazione in una forma sclero-atrofica licheniena a evoluzione fimotica o in una forma epiteliomatosa.

La sindrome di Reiter e la clamidia

La Sindrome di Reiter, e’ una forma di artrite reattiva caratterizzata dall’associazione di artrite, uretrite non gonococcica e congiuntivite, e da lesioni cutanee e mucose. In alcuni pazienti la patologia esordisce con disturbi intestinali o dopo una dissenteria infettiva, provocata da batteri come la Salmonella, la Shigella, Yersinia e Campylobacter. Normalmente, l’artrite si sviluppa da una a tre settimane dopo il contatto con il batterio infettivo. L’evoluzione puo’ essere nel senso di una remissione spontanea (2-6 settimane) o di recidive. La Sindrome di Reiter e’ in parte dovuta a cause genetiche e frequente e’ la presenza del gene HLA-B27. Le persone con questa predisposizione genetica, sviluppano piu’ facilmente la malattia in seguito a infezioni, le piu’ frequenti delle quali sono di origine venerea e pertanto le fasce a rischio sono costituite da soggetti maschi di trenta o quarant’anni. Nei maschi la forma venerea si manifesta in maniera improvvisa e asimmetrica, da 4 giorni a 4 settimane dopo una infezione genitale – in particolare una uretrite da Chlamydia trachomatis o da Ureaplasma urealyticum. Piu’ colpite solo le articolazioni di arti inferiori e piedi, quasi mai le mani. la congiuntivite e’ bilaterale, non severa ma recidivante. Su glande, palme delle mani e piante dei piedi, cavo orale, uretra e vescica si formano lesioni vescicolari mucocutanee (del tutto diverse da quelle riscontrabili nella sindrome di Behcet), poco dolorose, che si erodono ma si risolvono spontaneamente. Anche se non esiste un test diagnostico specifico si riconosce per la combinazione dell’artrite con l’infiammazione oculare, genito-urinaria e/o gastrointestinale. La terapia e’ prevalentemente sintomatica (I.C.)


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