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articolo aggiornato il: Monday 14 September 2009


I condilomi preferiscono i gay

Negli USA circa la meta' degli omosessuali presenta il virus e una volta preso puo' rimanere per tutta la vita

di Fabio Fantoni

Il gran parlare che da anni si fa dell’AIDS, e piu' recentemente del possibilie ritorno della Sifilide, rischia di oscurare l’informazione riguardante una delle patologie veneree piu' diffuse: i condilomi genitali. Che resta sempre piu' confinata alla stampa circolante nelle popolazioni gay e lesbiche italiane. Da alcune ricerche, infatti, risulterebbe che piu' della meta' di tutti gli omosessuali maschi sono portatori del virus che causa i condilomi e che il virus puo' rimanere dormiente e solo in particolari condizioni crescere e sviluppare i condilomi. 
Sono diversi anni che i laboratori hanno accertata l’esistenza di quasi 100 tipi diversi di Virus del Papilloma Umano (HPV) che causano di tutto: da condilomi delle mani e delle piante dei piedi, a neoplasie dell’esofago e della cervice. Sono oltre dieci quelli che infettano la regione anale e genitale e possono causare dei fastidiosi condilomi genitali o raramente la crescita di cellule precancerose e lo sviluppo di un tumore. I diversi tipi di HPV sono numerati per distinguere gli uni dagli altri. I tipi 6 ed 11 sono quelli che piu' facilmente provocano i condilomi genitali e i tipi 16 e 18 spesso sono causa di lesioni precancerose. Nelle comunita' omosessuali la patologia spesso si sovrappone ad altre infezioni a trasmissione sessuale ed e' favorita dalla presenza di deficit immunitari, tanto che si calcola che circa il 60% dei gay senza HIV e piu' del 90% di quelli con HIV siano portatori dell’HPV nel canale anale, e il fatto piu' preoccupante e' che la maggior parte di loro difficilmente ne e' consapevole. Negli Stati Uniti, il paese che maggiormente vive con preoccupazione questa epidemia, si stima che circa ogni anno si verifichino circa un milione di nuove infezioni da HPV e che siano gia' piu' di 25 milioni le persone gia' infettate. Una buona notizia e' che la maggior parte delle donne riesce a distruggere il virus con la loro risposta immunitaria. Le donne che non ci riescono, pero', sono a rischio di cancro cervicale. La clinica dei condilomi e' ben conosciuta. Si tratta di verruche che tipicamente crescono in zone cutanee caldo umide, come l’area genitale. Le localizzazioni piu' comuni sono il prepuzio, il frenulo, il solco balanoprepuziale e il meato uretrale. Piu' raramente colpiscono asta e scroto e, a seguito di rapporti, la zona perianale. Ma essi possono anche espandersi eccezionalmente sulla faccia, sulle ascelle, sulle cosce e sotto le mammelle. Le verruche possono persino apparire dentro la bocca, ma questo e' veramente un evento molto raro. I condilomi crescono piu' rapidamente nell’ano e nella cervice che non sulla cute del pene, mentre, poiche' il virus per moltiplicarsi ha bisogno di un particolare tipo di cellule cutanee, non puo' espandersi nel colon o nell’utero. Spesso i non addetti ai lavori confondono i condilomi in se stessi con il virus ma e' chiaro che le vegetazioni rappresentano solo una reazione del tessuto cutaneo al virus che e' dentro le sue cellule. La diagnosi in un soggetto omosessuale e' abbastanza semplice e spesso viene fatta a vista in base alle loro specifiche caratteristiche: sono formazioni esuberanti, papillomatose, irregolari, sessili o peduncolate che sono centrate da un asse vascolare assumono la denominazione di ''creste di gallo''. Ma si possono presentare anche come papule irregolari con forma a cavolfiore. Sebbene tipicamente i condilomi siano bianchi essi possono essere piu' chiari o piu' scuri della cute normale. In caso di lesioni subcliniche, per poterli evidenziare si ricorre all’applicazione di acido acetico al 5% e l’osservazione mediante microscopia in epiluminescenza. Nel sospetto di condilomi anali o della vulva, l’osservazione diretta deve escludere la presenza di ulteriori condilomi perche' la situazione clinica esterna potrebbe essere solo la punta di un iceberg con condilomi piu' gravi nascosti all’interno. In caso di un sospetto ma di un aspetto atipico, p.e. una macchia cutanea o una lesione che somiglia a un neo, la diagnosi necessita di una biopsia che permetta di escludere un neo maligno, una papilla anale ipertrofica, un mollusco contagioso, oppure una follicolite, ecc). 

condilomi condilomi
Le foto sono tratte dal volume Atlante di Dermatologia Genitale Maschile, a cura di Pompeo Donofrio, Dermo Edizioni, Napolli
Un problema diagnostico e' legato all’assenza di sintomi: le verruche sono infatti indolori e occasionalmente possono dare prurito o altra irritazione cutanea. Solo quando i condilomi anali diventano grandi, invece, possono sanguinare e provocare dolore durante la defecazione. Facile capire la via di trasmissione. L’HPV si dissemina tra partners sessuali durante contatti stretti tra pelle e pelle, non e' necessaria la penetrazione, e il preservativo puo' non proteggere del tutto. 
Ci sono molti modi di curare i condilomi e la terapia puo' essere divisa in tre principali categorie: topica, chirurgica, immunologica. La terapia topica comprende la distruzione fisica dei condilomi con una varieta' di agenti chimici, mentre l’immunoterapia stimola le difese corporee a distruggere i condilomi, la chirurgia rimuove i condilomi. Il metodo piu' comunemente usato per distruggere i condilomi si avvale di agenti topici: la podofillina, fabbricata da resine vegetali, viene usata come trattamento dei condilomi sin dalla meta' del secolo scorso. Il composto si applica direttamente sulla verruca e gradualmente la distrugge. Altri agenti caustici usati nel tempo sono l’acido tri- e bicloroacetico applicati settimanalmente. e' chiaro che se non applicate con attenzione queste sostanze possono irritare la pelle, ma soprattutto non bisogna prescrivere sostanze da banco prescritte per trattare le verruche delle mani o dei piedi per la cura delle verruche genitali. Questi prodotti, infatti, potrebbero danneggiare seriamente le mucose genitali. La maniera piu' efficace per eliminare i condilomi e' il ricorso alla chirurgia che a seconda della tecnica li taglia, li brucia, li congela o li bombarda con il laser. La scelta della procedura dipende dall’estensione dell’area colpita, e ci puo' essere bisogno o meno di anestesia locale o generale. e' esperienza diffusa che la chirurgia, sebbene piu' dolorosa e costosa, funzioni meglio con le verruche estese o con quelle difficilmente raggiungibili con prodotti topici (verruche anali o vaginali o uretrali), o nei riguardi verruche che recidivano. Di rado richiede un ricovero. I farmaci immunoterapici piu' comunemente usati sono l’Interferone e l’Imiquimod crema (Aldara). Il loro meccanismo di funzionamento e' legato alla stimolazione del sistema immunitario. Questa terapia andrebbe riservata per condilomi recidivanti dopo altre terapie. Qualunque sia la terapia adottata, una recidiva e' sempre possibile, ma se presa in tempo puo' essere curate piu' facilmente senza ricorrere alla chirurgia. Poco viene scritto, e i giovani non ne sono a conoscenza, a riguardo della prevenzione che non e' sempre garantita dal profilattico che non copre la base del pene, il pube e lo scroto, tutti posti dove puo' andare a localizzarsi l’HPV. Il contatto cutaneo in corso dei preliminari e' quanto basta per infettarsi, ma dopo aver fatto sesso si possono ridurre le probabilita' di infezione lavandosi bene con acqua e sapone.





 

 

 

 


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