|
Enzimi e pelle seborroica
L'olio extravergine d'oliva oltre a fornire un valore nutritivo di 9
calorie per grammo, ha un vero effetto farmacologico per la sua capacita'
antiossidante e antiradicalica
del Prof. Antonio Molfese, direttore del Centro Regionale Lucano dell'Accademia
dell'Arte Sanitaria
L'alto indice dietetico e terapeutico dell'olio extravergine d'oliva,
universalmente riconosciuto nella prevenzione e trattamento delle malattie
cardiovascolari, si fonda, anche per alcune affezioni dermatologiche su tre
fattori primari.
• In primo luogo, un'altissima percentuale, nei
trigliceridi che lo costituiscono per circa il 95%, di acidi monoinsaturi,
soprattutto acido oleico, associati a un relativamente ridotto livello di acidi
grassi polinsaturi essenziali (EFA) quali l'acido linoleico (8-10%) e l'acido
-linoleico (0,7-0,9%) e acidi saturi (acido palmitico e acido stearico), che lo
rendono particolarmente stabile all'ossidazione (irrancidimento) da parte di
agenti chimico-fisici, in particolare ossigeno e sue specie reattive, luce (UV),
calore (cotture prolungate), contatto con metalli di transizione (ferro, rame).
Questo in netto contrasto con altri oli vegetali o grassi animali o marini
edibili, nei quali la componente polinsatura prevale di gran lunga su quella
monoinsatura.
• Il cospicuo livello di antiossidanti di natura fenolica, lipofili, (a-tocoferolo o
vit.E) e anfoteri, solubili cioe' sia in acqua sia,
parzialmente, in olio (tirosolo e idrossitirosolo - derivanti dalla degradazione
dell'oleoeuropeina, il maggior principio amaro delle olive - acido ferulico,
acido vanillico, acido cumarico, flavonoidi, ecc.). Tali molecole fenoliche non
solo operano in sintonia e sinergia con l'acido oleico per conferire stabilita' e una resistenza all'ossidazione, ma contribuiscono
significativamente anche al bouquet dell'olio extravergine.
• L'assenza di
colesterolo libero ed esterificato rappresenta una costante degli oli vegetali,
ma che, comunque merita di essere valutata con attenzione. Malgrado la notevole
resistenza all'ossidazione, l'olio extravergine va anch'esso soggetto a
irrancidimento, con perdita delle peculiari caratteristiche organolettiche e con
produzione di by-products sgradevoli al gusto e all'odorato, se non tossici.
E' stato pertanto approfondito da parte di un team di ricercatori del S.
Gallicano IRCCS di Roma, tale fenomeno in varie condizioni di insulto ossidativo,
non limitandosi solo a seguire la decomposizione degli acidi grassi polinsaturi
(PUFA) e il conseguente incremento di liperossidi, ma anche valutando il ruolo
attivo degli antiossidanti fenolici, dello squalene e degli steroli. Lo scopo,
visto l'importanza economica dell'olio extravergine soprattutto nelle
regioni meridionali e centrali dell'Italia, e' stato quello di individuare il
meccanismo di innesco della lipoperossidazione e il sistema piu' idoneo per
inibirlo.
|

Dermatite seborroica, ala del naso |
Lo studio e' stato effettuato su due oli prodotti da olive raccolte
manualmente in Calabria, nella prima decade del mese di novembre, molite entro
il terzo giorno dalla raccolta con metodica a freddo e centrifugazione a flusso
continuo. La conclusione a quale e' giunto lo studio, pubblicato nel numero
2-4-2000 della rivista Progress in Nutrition, e' stata che l'autossidazione
dell'olio extravergine d'oliva, nelle sue fasi iniziali, ha come target
principale non tanto gli acidi grassi essenziali - acidi linoleico e linolenico
- quanto gli antiossidanti presenti nella frazione insaponificabile, e in
particolare la vit.E, lo squalene e gli orto-difenoli, i quali vanno incontro a
degradazione (irrancidimento). Quindi quando maggiore e' la concentrazione di
tali antiossidanti, insieme a una buona conservazione del prodotto (al riparo
dalla luce, a temperature non elevate e ridotta presenza di ossigeno), tanto piu' l'olio extravergine si
manterra' stabile. Intorno agli anni '80, un
altro gruppo del San Gallicano di Roma inizio' delle ricerche sull'uso dell'olio
di oliva extravergine nella cura della dermatite seborroica. |
| Questa affezione
cutanea interessa il 6-8% della popolazione generale, e il quadro clinico e' caratterizzato da chiazze eritemato-desquamative che compaiono in sedi
caratteristiche quali il viso e il tronco di soggetti predisposti, associate a
prurito. Le manifestazioni si verificano specie in occasione di eccessi
alimentari (grassi saturi come il burro, insaccati, fritture, ecc.), stress
nervosi, malattie generali, assunzione di sostanze tossiche (fumo, alcool,
droghe), farmaci. Oltre al Pityrosporon ovale, e' accertato anche il ruolo di un
alterato equilibrio di alcune frazioni lipidiche, rapporto fra acidi grassi
saturi e polinsaturi dei fosfolipidi (PL-PUFA) e un deficit di antiossidanti,
tra cui la vit. E e l'enzima glutatione perossidasi (GSHPx). Dopo la
pubblicazione dei risultati dello studio su Proceeding of Simposium on
Seborrhoeic Dermatitis, Roma CNR 17 aprile 1993) si e' affermato un protocollo
combinato dietetico e farmacologico della durata di due mesi che, nello studio
multicentrico originale, aveva mostrato in oltre il 90% dei casi la risoluzione
clinica della dermatite e la corrispondente normalizzazione del quadro
biochimico. |
Dermatite seborroica del volto |
 |
UN VOLUME MOLTO PREZIOSO
Ci sono libri che ogni medico vorrebbe possedere nella sua libreria. e'il caso
del mitico Atlante di Anatomia Nettero dell'edizione originale di A History of
Medicine in Picturesa cura di George A. Bender, pubblicato a meta' del secolo
scorso. Opere uniche in cui alla parte grafica si accompagnano una serie di
testi chiari e scientificamente validi. Di questa seconda opera e' ora
disponibile una bellissima traduzione in italiano ''Storia della Medicina per
Immagini'', curata dal Prof. Antonio Molfese, specialista in ostetricia,
urologia, medicina legale e igiene e medicina preventiva. Il volume riproduce le
splendide tavole dipinte da Robert A. Thom e rappresenta un appassionante
viaggio alla scoperta dell'evoluzione di quella che fin dalle sue origini e' stata insieme scienza, arte e filosofia: la pratica medica. Nell'adattamento
italiano Molfese ci ripropone l'opera originale corredandola di un apparato
storico-critico ricco e stimolante, che consente al lettore di analizzarne e
insieme storicizzarne ulteriormente i contenuti. Tavola per tavola, una sua
premessa esplicativa introduce la trattazione di Bender (nella traduzione di
Giulia Giunta):
|
| dalle pratiche mediche dell'uomo preistorico alla medicina
magico-scientifica della Mesopotamia e dell'antico Egitto. Da Ippocrate a
Galeno, da Vesalio a Lavoisier a Cannon. Fino ad accennare alle sfide che si
aprono al medico all'inizio del 3° millennio. L'opera e' stata realizzata
con il contributo della Fondazione Pfizer. |
|
|