| Home | Pellebeauty | Cerca nel portale | Alimentazione | Allergie | Acne | Antiaging | Benessere | Chirurgia Plastica | Congressi | Cosmetici | Cute Multietnica
|Ginecologia | Igiene | Immunologia | Laser | Medicina Estetica | Odontoiatria Estetica | Pediatria | Psicosomatica | Ricerca | Sport |Societa' | Termalismo
| Tricologia | Virologia | Recensione Libri | Medicina Dolce | Sudorazione Eccessiva | Dermatologia | Ortopedia | Politica Sanitaria | Chirurgia Estetica | Trucco |
 

articolo aggiornato il: Tuesday 15 May 2012


Enzimi e pelle seborroica

L'olio extravergine d'oliva oltre a fornire un valore nutritivo di 9 calorie per grammo, ha un vero effetto farmacologico per la sua capacita' antiossidante e antiradicalica

del Prof. Antonio Molfese, direttore del Centro Regionale Lucano dell'Accademia dell'Arte Sanitaria

L'alto indice dietetico e terapeutico dell'olio extravergine d'oliva, universalmente riconosciuto nella prevenzione e trattamento delle malattie cardiovascolari, si fonda, anche per alcune affezioni dermatologiche su tre fattori primari. 
• In primo luogo, un'altissima percentuale, nei trigliceridi che lo costituiscono per circa il 95%, di acidi monoinsaturi, soprattutto acido oleico, associati a un relativamente ridotto livello di acidi grassi polinsaturi essenziali (EFA) quali l'acido linoleico (8-10%) e l'acido -linoleico (0,7-0,9%) e acidi saturi (acido palmitico e acido stearico), che lo rendono particolarmente stabile all'ossidazione (irrancidimento) da parte di agenti chimico-fisici, in particolare ossigeno e sue specie reattive, luce (UV), calore (cotture prolungate), contatto con metalli di transizione (ferro, rame). Questo in netto contrasto con altri oli vegetali o grassi animali o marini edibili, nei quali la componente polinsatura prevale di gran lunga su quella monoinsatura. 
• Il cospicuo livello di antiossidanti di natura fenolica, lipofili, (a-tocoferolo o vit.E) e anfoteri, solubili cioe' sia in acqua sia, parzialmente, in olio (tirosolo e idrossitirosolo - derivanti dalla degradazione dell'oleoeuropeina, il maggior principio amaro delle olive - acido ferulico, acido vanillico, acido cumarico, flavonoidi, ecc.). Tali molecole fenoliche non solo operano in sintonia e sinergia con l'acido oleico per conferire stabilita' e una resistenza all'ossidazione, ma contribuiscono significativamente anche al bouquet dell'olio extravergine. 
• L'assenza di colesterolo libero ed esterificato rappresenta una costante degli oli vegetali, ma che, comunque merita di essere valutata con attenzione. Malgrado la notevole resistenza all'ossidazione, l'olio extravergine va anch'esso soggetto a irrancidimento, con perdita delle peculiari caratteristiche organolettiche e con produzione di by-products sgradevoli al gusto e all'odorato, se non tossici. 
E' stato pertanto approfondito da parte di un team di ricercatori del S. Gallicano IRCCS di Roma, tale fenomeno in varie condizioni di insulto ossidativo, non limitandosi solo a seguire la decomposizione degli acidi grassi polinsaturi (PUFA) e il conseguente incremento di liperossidi, ma anche valutando il ruolo attivo degli antiossidanti fenolici, dello squalene e degli steroli. Lo scopo, visto l'importanza economica dell'olio extravergine soprattutto nelle regioni meridionali e centrali dell'Italia, e' stato quello di individuare il meccanismo di innesco della lipoperossidazione e il sistema piu' idoneo per inibirlo. 

Enzimi  e pelle seborroica
Dermatite seborroica, ala del naso
Lo studio e' stato effettuato su due oli prodotti da olive raccolte manualmente in Calabria, nella prima decade del mese di novembre, molite entro il terzo giorno dalla raccolta con metodica a freddo e centrifugazione a flusso continuo. La conclusione a quale e' giunto lo studio, pubblicato nel numero 2-4-2000 della rivista Progress in Nutrition, e' stata che l'autossidazione dell'olio extravergine d'oliva, nelle sue fasi iniziali, ha come target principale non tanto gli acidi grassi essenziali - acidi linoleico e linolenico - quanto gli antiossidanti presenti nella frazione insaponificabile, e in particolare la vit.E, lo squalene e gli orto-difenoli, i quali vanno incontro a degradazione (irrancidimento). Quindi quando maggiore e' la concentrazione di tali antiossidanti, insieme a una buona conservazione del prodotto (al riparo dalla luce, a temperature non elevate e ridotta presenza di ossigeno), tanto piu' l'olio extravergine si manterra' stabile. Intorno agli anni '80, un altro gruppo del San Gallicano di Roma inizio' delle ricerche sull'uso dell'olio di oliva extravergine nella cura della dermatite seborroica. 
Questa affezione cutanea interessa il 6-8% della popolazione generale, e il quadro clinico e' caratterizzato da chiazze eritemato-desquamative che compaiono in sedi caratteristiche quali il viso e il tronco di soggetti predisposti, associate a prurito. Le manifestazioni si verificano specie in occasione di eccessi alimentari (grassi saturi come il burro, insaccati, fritture, ecc.), stress nervosi, malattie generali, assunzione di sostanze tossiche (fumo, alcool, droghe), farmaci. Oltre al Pityrosporon ovale, e' accertato anche il ruolo di un alterato equilibrio di alcune frazioni lipidiche, rapporto fra acidi grassi saturi e polinsaturi dei fosfolipidi (PL-PUFA) e un deficit di antiossidanti, tra cui la vit. E e l'enzima glutatione perossidasi (GSHPx). Dopo la pubblicazione dei risultati dello studio su Proceeding of Simposium on Seborrhoeic Dermatitis, Roma CNR 17 aprile 1993) si e' affermato un protocollo combinato dietetico e farmacologico della durata di due mesi che, nello studio multicentrico originale, aveva mostrato in oltre il 90% dei casi la risoluzione clinica della dermatite e la corrispondente normalizzazione del quadro biochimico. Enzimi  e pelle seborroica
Dermatite seborroica del volto

UN VOLUME MOLTO PREZIOSO
Ci sono libri che ogni medico vorrebbe possedere nella sua libreria. e'il caso del mitico Atlante di Anatomia Nettero dell'edizione originale di A History of Medicine in Picturesa cura di George A. Bender, pubblicato a meta' del secolo scorso. Opere uniche in cui alla parte grafica si accompagnano una serie di testi chiari e scientificamente validi. Di questa seconda opera e' ora disponibile una bellissima traduzione in italiano ''Storia della Medicina per Immagini'', curata dal Prof. Antonio Molfese, specialista in ostetricia, urologia, medicina legale e igiene e medicina preventiva. Il volume riproduce le splendide tavole dipinte da Robert A. Thom e rappresenta un appassionante viaggio alla scoperta dell'evoluzione di quella che fin dalle sue origini e' stata insieme scienza, arte e filosofia: la pratica medica. Nell'adattamento italiano Molfese ci ripropone l'opera originale corredandola di un apparato storico-critico ricco e stimolante, che consente al lettore di analizzarne e insieme storicizzarne ulteriormente i contenuti. Tavola per tavola, una sua premessa esplicativa introduce la trattazione di Bender (nella traduzione di Giulia Giunta): 

dalle pratiche mediche dell'uomo preistorico alla medicina magico-scientifica della Mesopotamia e dell'antico Egitto. Da Ippocrate a Galeno, da Vesalio a Lavoisier a Cannon. Fino ad accennare alle sfide che si aprono al medico all'inizio del 3° millennio. L'opera e' stata realizzata con il contributo della Fondazione Pfizer.



 

 

 

 


|Home| |Torna indietro| |richiedi l'articolo| |chiedi al medico|
www.lapelle.it
Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la duplicazione degli articoli anche parziale 
senza espressa autorizzazione dell'editore