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articolo aggiornato il: Tuesday 15 May 2012


dottor fernando terranova

I grassi che fanno la differenza

La stimolazione di specifici recettori nucleari promuove la differenziazione dei cheratinociti e la sintesi lipidica e il ripristino della barriera cutanea

del dott. Ferdinando Terranova, docente Scuola Internazionale di Medicina Estetica Fondazione Fatebenefratelli Roma

Gli oli vegetali, in cosmetologia, rappresentano la principale fonte di trigliceridi. Essi vengono ricavati da una moltitudine di piante oleaginose. Tra gli oli piu' pregiati e usati, si annoverano i seguenti: karite', ximenia, vinacciolo, soia, ribes, oenothera biennis, oliva, mandorla dolce, girasole, germe di grano, borragine, avocado, arachide, cartamo. Molto si e' scritto per vantare la superiorita' dell'uno o dell'altro; tra i numerosi fattori che entrano in gioco nel determinare il valore di un olio quale ingrediente dei preparati skin care, meritano di essere citate le proprieta' degli acidi grassi e le caratteristiche quantitative e qualitative della frazione insaponificabile. Gli acidi grassi dei trigliceridi, a seconda del grado di insaturazione e della lunghezza della catena carboniosa, condizionano gli aspetti organolettici dell'emulsione e le proprieta' fisiche e biochimiche del velo lipidico che questa forma sulla cute. Inoltre, la parziale idrolisi dei trigliceridi libera, sulla superficie epidermica, una quota di FFAin grado di retrodiffondere verso gli strati vitali, ove puo' assolvere a numerose funzioni:
• strutturali: gli acidi grassi entrano a far parte delle membrane cellulari, in quanto componenti dei fosfolipidi e degli sfingolipidi. Essi, inoltre, sono presenti nel cemento lipidico intercorneocitario: legati alla sfingosina nelle ceramidi; esterificati al colesterolo; in forma libera, come FFA. Una particolare menzione va dedicata al ruolo di un PUFA, l'acido linoleico, capostipite della serie w 6, che e' un indispensabile elemento costitutivo della CER EOS488.
• di regolazione: gli acidi grassi legati a taluni fosfogliceridi e sfingolipidi di membrana sono coinvolti nel ruolo che tali molecole svolgono come ''secondi messaggeri'', partecipando alle catene di trasmissione attraverso cui gli impulsi originati da stimoli recettoriali raggiungono il target endocellulare specifico. I PUFA dei fosfogliceridi di membrana sono incanalati nella cascata degli eicosanoidi: per azione successiva della fosfolipasi A2 e delle ciclo o lipossigenasi, vengono prodotti leucotrieni e prostaglandine. Infine, gli acidi grassi polinsaturi e i loro derivati eicosanoidi rappresentano i ligandi naturali dei recettori nucleari PPAR, la cui stimolazione promuove la differenziazione dei cheratinociti e la sintesi lipidica, accelerando il ripristino della barriera. Da quanto indicato, discende l'importanza che la dotazione di PUFA riveste per i cheratinociti. Com'e' noto, i mammiferi non sono in grado di sintetizzare i capostipiti delle serie w 6 e w 3, che devono essere forniti con il cibo e sono, pertanto, definiti acidi grassi essenziali (EFA). La loro mancanza provoca sindromi carenziali, che si manifestano soprattutto a livello cutaneo. L'epidermide, infatti, sconta le conseguenze di una sua limitazione biochimica: a differenza di altri tessuti, e' priva degli enzimi D4, D5 e D6-desaturasi ed e', percio', incapace di convertire l'acido linoleico e l'acido a-linolenico nei loro derivati piu' insaturi. 

I grassi che fanno la differenza Questi le giungono per via ematica, ma l'approvvigionamento diventa molto precario in caso di insufficiente apporto alimentare dei precursori. Gli oli particolarmente ricchi di polinsaturi (Oenothera biennis, Borago officinalis, Ribes nigrum ecc.) sono, quindi, assai apprezzati dai formulatori di preparati cosmetici vengono anche somministrati per bocca, sebbene con benefici non unanimamente riconosciuti. L'individuazione dei compiti di signaling svolti dagli acidi grassi nell'epidermide spalanca ai cosmetologi un nuovo universo di possibilita', ma anche un'inedita serie di problemi. Man mano che le acquisizioni in materia si faranno piu' precise, sempre maggiore diverra' l'esigenza di selezionare gli oli da inserire nella formulazione valutando non piu' solo le caratteristiche fisiche e organolettiche, ma anche gli specifici effetti sulle attivita' biochimiche cellulari. Una ulteriore caratteristica distintiva, tra i diversi grassi vegetali, risiede nelle proprieta' della frazione insaponificabile, particolarmente abbondante negli oli di oliva, di germe di grano, di avocado, di soia. La composizione e' variabile, a seconda della specie: vi si trovano carotenoidi, tocoferoli, steroli, triterpeni, isoflavoni, alcoli grassi a lunga catena, idrocarburi. 
Tali sostanze, applicate sulla cute, esercitano un'attivita' idratante, emolliente, antinfiammatoria e fotoprotettiva. Alcuni di essi, soprattutto fitosteroli e isoflavoni, svolgono, talora, un'azione ormono-simile, essendo in grado di interagire, in qualita' di deboli agonisti o di inibitori parziali, con i recettori dei corticosteroidi o degli steroidi sessuali. e' stata riferita la loro capacita' di stimolare i fibroblasti.

UN LIBRO SULL'IDRATAZIONE
Di recente pubblicazione, il libro ''Fisiopatologia dell'idratazione cutanea'', scritto dal Dottor Ferdinando Terranova ed edito da l'editrice Tecniche Nuove (Euro 29,90), si segnala come una valida e completa visione di insieme dell'affascinante intreccio di dispositivi che consentono alla cute di conservare, insieme a un prezioso patrimonio di umidita', l'integrita' morfofisiologica: vale a dire la sua bellezza. In questo volume l'autore, Medico chirurgo docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estestica, che ha al suo attivo gia' numerose pubblicazioni che coprono diversi temi di biologia della cute, dall'invecchiamento alle azioni dei radicali liberi, dalla fisiologia cutanea agli approcci 

I grassi che fanno la differenza
dermo-cosmetologici, dal metabolismo energetico alla dietologia, illustra tra l'altro, attraverso una rassegna della piu' recente letteratura scientifica (oltre 700 voci di bibliografia), le tecniche strumentali per la valutazione dell'idratazione cutanea e la patogenesi delle varie forme di xerosi, oltre a fornire le linee-guida per un trattamento cosmetico fondato su veri presupposti scientifici.




 


 

 

 


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