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articolo aggiornato il: Tuesday 15 May 2012


LAVARSI TANTO? LAVARSI MEGLIO

di Clorinda Salvatori


Gli Italiani hanno un buon rapporto con l'acqua e il sapone. Lo dimostrano studi di mercato che indicano i detergenti per il viso e per il corpo ai primi posti nelle vendite dei prodotti di cosmesi. Ma non sempre si lavano bene

In Italia l'igiene personale e' diventata una forma di rito quotidiano. L'anno passato, una indagine condotta dalla Demoskopea per conto della Palmolive aveva rivelato che oltre il 92% degli italiani non si accontentano di lavarsi, ma in maggioranza dichiarano che la pulizia corrisponde a benessere, vitalita' e piacere. La ricerca aveva anche cercato di classificare i comportamenti nei riguardi di acqua e sapone proponendo diverse tipologie di consumatori. Piu' numerosi i pulitissimi avanzati (41,4% del campione) che amano lavarsi spesso e bene e rifiutano di interagire con persone sporche, giudicandole sgradevoli e irrispettose degli altri. Per lo piu' donne e uomini sotto i 45 anni, preferiscono i saponi liquidi e i bagnoschiuma, mentre ai prodotti per il corpo chiedono di prendersi cura della pelle. Seguono i puliti vetero igienisti (16%), un gruppo costituito principalmente da anziani, pensionati e casalinghe, persone abituate a considerare l'igiene un dovere e a lavarsi bene e spesso. Valutano meglio le persone pulite ed esprimono giudizi severi nei riguardi di chi non ha cura del proprio aspetto. 

igiene personale


Piu' eterogeneo il gruppo dei puliti menefreghisti (13,5%), persone di eta' media, benestanti, residenti in comuni medio-piccoli, diplomati e laureati. Pur essendo attenti alla propria igiene personale (sono dei veri fan del bagno e del bidet) ma non attribuiscono alla cultura della pulizia un ruolo predominante. I pulitini tolleranti (12,9%) intendono la pulizia come salute e relax ma accettano di non avere pregiudizi su chi si lava poco. Sono in maggioranza giovani, di scolarita' media, residenti in provincia. Si passa infine a quegli 8 milioni di nostri connazionali che sarebbero da considerarsi sporchetti menefreghisti (12,9%) o sporchi e cattivi (3,1%). I primi si lavano meno della media, sono colti e abbienti, abitano nelle aree metropolitane e tendono a essere critici nei riguardi degli altri gruppi sociali, in particolare gli stranieri. 

I secondi, infine, mostrano un sincero rifiuto per l'acqua e il sapone, non si vergognano di lavarsi poco ma anzi esprimono indifferenza a qualsiasi disapprovazione sociale. Sono in gran parte maschi di oltre 45 anni, di classe socio-economica e titolo di studio medio-bassi, residenti nelle metropoli settentrionali. Osservando la ricerca si osserva, pero', che i prodotti per l'igiene sono scelti non sempre per le loro formulazioni ma anche per l'eleganza delle confezioni (30%), per i bei colori (28%) o perche' partecipano all'arredo del bagno (31%). In molti, invece associano i saponi liquidi e solidi, i bagnoschiuma e i docciaschiuma oltre che all'igiene (87%), anche alla freschezza (75%), al piacere tattile (54%), alla schiumosita' (53%), alla carezza (45%) e alla seduzione (42%). A voler considerare l'igiene personale un indicatore di civilta' di un popolo, certamente c'e' da essere felici che nel nostro Paese si siano registrati questi risultati, resta pero' un quesito: oltre che a lavarsi molto, gli italiani sanno lavarsi bene?


Talvolta, infatti, e' proprio l'eccesso di prodotti o le formulazioni troppo aggressive che creano problemi. Il mantenimento del film idrolipidico di superficie e la funzione barriera cutanea possono essere messi a rischio da sostanze detergenti che non rimuovono dalla pelle solo l'eccesso di secrezioni, la flora microbica, lo sporco ambientale e le cellule sfaldate dello strato corneo, ma anche i lipidi che l'epidermide produce regolarmente per proteggersi. Come conseguenze si assiste a una disidratazione della cute e a un impoverimento delle sue difese. e' esperienza comune a molti dermatologi, che in generale i pazienti non tengono in dovuta considerazione che la scelta dei vari prodotti per la detersione deve essere legata alla propria tipologia di pelle (secca, grassa, mista) e alla natura della problematica cutanea di cui soffrono (acne, rosacea, dermatite atopica, ecc.).

igiene personale

Interno di una ghiandola sudoripara con batteri che si annidano fra le sue pareti e che contribuiranno alla formazione dell’odore corporeo

Non andrebbe infatti mai trascurato il pH delle formulazioni, la quantita' e il tipo di tensioattivi presenti, il potere irritante, le proprieta' idratanti e emollienti che riducono l'azione lesiva del detergente. Un'altra caratteristica che caratterizza i prodotti migliori consiste in un'azione di reintegro della quota lipidica dello strato corneo asportata mediante il lavaggio perche' la pulizia della pelle non deve essere intesa come la semplice rimozione dello sporco ma un trattamento quotidiano rispettoso della fisiologia e dell'ecosistema della cute.





 

 

 

 


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