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Non e' solo un luogo comune, ma le donne hanno una maggiore
sensibilita'.
Soprattutto se svolgono la professione medica e, ancor di piu' se sono
specialiste in dermatologia. Non ce ne vogliano a male i colleghi maschi, ma
questo e' quanto emerge dalle piu' recenti indagini condotte sui pazienti per
testarne la percezione del rapporto con il proprio medico. Per noi donne
dermatologhe questo non e' solo motivo d’orgoglio, ma anche uno stimolo a fare
di piu', a migliorare, a interpretare piu' a fondo i bisogni di chi a noi si
rivolge con fiducia. Sara' forse per questi motivi che una sera, a tavola con le
amiche del direttivo della nostra Associazione, di fronte la mia proposta di
studiare i problemi estetici e dermatologici del paziente oncologico, ho
registrato un unanime consenso che mi ha spinto ad approfondire la tematica e
parlarne sia a Napoli, nel corso della ''Biennale del Mare'', che a Stresa, in
una Sessione del Congresso di Dermatologia Plastica. Ne e' venuto fuori un
progetto di ricerca e di dermocosmesi pratica che abbiamo presentato, come Donne
Dermatologhe Italiane, e che una volta concluso speriamo potra' diventare, se
non un protocollo, almeno un decalogo di raccomandazioni e suggerimenti che
fungano da supporto alle dure terapie oncologiche (Chirurgia, Chemioterapia,
Terapia Ormono-soppressiva, Radioterapia) che spesso, comportano dei danni ed
effetti collaterali che rendono la patologia neoplastica ancora piu' dura da
sopportare (caduta dei capelli, radiodermiti, danni ungueali, invecchiamento
precoce della pelle, ecc.). Approfonditi studi di psicologia hanno messo in
evidenza come lo stato d’animo dei pazienti oncologici sia gia' messo a dura
prova oltre che dalla malattia, anche dallo stress e dalla sofferenza del
trattamento. Molti individui, gia' sconvolti dalla diagnosi della loro patologia
cercano nel proprio aspetto fisico i segni del male che li ha colpiti scatenando
cosi', in maniera inconsapevole, un circolo vizioso fatto di depressione,
sconforto, rabbia e frustrazione. In un momento in cui invece, ci sarebbe
estremamente bisogno di trovare dentro di se' forze, energie e volonta' per
reagire alla malattia. Favorendo in tal modo anche la lotta che il sistema
immunitario sta disperatamente combattendo contro il male. e' evidente che le
reazioni psicologiche di chi, all’improvviso, si trova addosso il peso di un
futuro talvolta pieno d’incertezza non possano essere del tutto volte alla
gioia e alla spensieratezza, ma a riguardo gli studi di psiconeuroimmunologia
applicati all’oncologia non lasciano dubbi: sopravvivono e guariscono di piu'
le persone positive e ottimiste, quelle che non si lasciano andare allo
sconforto, rinunciando fin da subito alla propria vita sociale, ai propri
impegni, e anche alla cura della propria persona. Si tratta di argomenti che i
medici stanno cominciando a conoscere ma che bisogna confessare non sempre fanno
parte della lista delle priorita' nei reparti di oncologia. Cosi' spesso si
tralascia di preparare il paziente a quegli effetti collaterali, prevalentemente
estetici, che molti dei farmaci maggiormente usati per le patologie in
questione, in particolare la chemioterapia, quasi sicuramente provocheranno nei
pazienti. Sottovalutandone l’incidenza, gli stessi dermatologi raramente
trovano reali fonti di aggiornamento. Mentre la nostra funzione, in
affiancamento alla figura dell’oncologo, potrebbe diventare, e non solo per le
dermatiti, quasi indispensabile. Vogliamo augurarci che quando sara' pronta, la
nostra proposta di un protocollo cosmetico, scientificamente pensato e testato,
da consigliare nel controllo degli inestetismi consequenziali, potra' essere,
oltre a un reale, valido aiuto nel migliorare l’aspetto estetico di una
persona particolarmente sofferente, un valore aggiunto nella sinergia positiva,
per non perdere il controllo di se' in un momento cosi' drammatico. Di cancro si
guarisce, sempre piu' spesso. e' anche nostro compito riconsegnare alla vita un
corpo tutelato e danneggiato il meno possibile.
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