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articolo aggiornato il: Sunday 28 March 2010


dott.ssa maria Concetta (Pucci) Romano

L’estetica del paziente oncologico

Le donne dermatologhe italiane stanno mettendo a punto un protocollo di cure e di trattamenti cosmetici che aiuteranno fisicamente e psicologicamente la persona malata

della Dott.ssa Maria Concetta (Pucci) Romano dermatologa

Non e' solo un luogo comune, ma le donne hanno una maggiore sensibilita'. Soprattutto se svolgono la professione medica e, ancor di piu' se sono specialiste in dermatologia. Non ce ne vogliano a male i colleghi maschi, ma questo e' quanto emerge dalle piu' recenti indagini condotte sui pazienti per testarne la percezione del rapporto con il proprio medico. Per noi donne dermatologhe questo non e' solo motivo d’orgoglio, ma anche uno stimolo a fare di piu', a migliorare, a interpretare piu' a fondo i bisogni di chi a noi si rivolge con fiducia. Sara' forse per questi motivi che una sera, a tavola con le amiche del direttivo della nostra Associazione, di fronte la mia proposta di studiare i problemi estetici e dermatologici del paziente oncologico, ho registrato un unanime consenso che mi ha spinto ad approfondire la tematica e parlarne sia a Napoli, nel corso della ''Biennale del Mare'', che a Stresa, in una Sessione del Congresso di Dermatologia Plastica. Ne e' venuto fuori un progetto di ricerca e di dermocosmesi pratica che abbiamo presentato, come Donne Dermatologhe Italiane, e che una volta concluso speriamo potra' diventare, se non un protocollo, almeno un decalogo di raccomandazioni e suggerimenti che fungano da supporto alle dure terapie oncologiche (Chirurgia, Chemioterapia, Terapia Ormono-soppressiva, Radioterapia) che spesso, comportano dei danni ed effetti collaterali che rendono la patologia neoplastica ancora piu' dura da sopportare (caduta dei capelli, radiodermiti, danni ungueali, invecchiamento precoce della pelle, ecc.). Approfonditi studi di psicologia hanno messo in evidenza come lo stato d’animo dei pazienti oncologici sia gia' messo a dura prova oltre che dalla malattia, anche dallo stress e dalla sofferenza del trattamento. Molti individui, gia' sconvolti dalla diagnosi della loro patologia cercano nel proprio aspetto fisico i segni del male che li ha colpiti scatenando cosi', in maniera inconsapevole, un circolo vizioso fatto di depressione, sconforto, rabbia e frustrazione. In un momento in cui invece, ci sarebbe estremamente bisogno di trovare dentro di se' forze, energie e volonta' per reagire alla malattia. Favorendo in tal modo anche la lotta che il sistema immunitario sta disperatamente combattendo contro il male. e' evidente che le reazioni psicologiche di chi, all’improvviso, si trova addosso il peso di un futuro talvolta pieno d’incertezza non possano essere del tutto volte alla gioia e alla spensieratezza, ma a riguardo gli studi di psiconeuroimmunologia applicati all’oncologia non lasciano dubbi: sopravvivono e guariscono di piu' le persone positive e ottimiste, quelle che non si lasciano andare allo sconforto, rinunciando fin da subito alla propria vita sociale, ai propri impegni, e anche alla cura della propria persona. Si tratta di argomenti che i medici stanno cominciando a conoscere ma che bisogna confessare non sempre fanno parte della lista delle priorita' nei reparti di oncologia. Cosi' spesso si tralascia di preparare il paziente a quegli effetti collaterali, prevalentemente estetici, che molti dei farmaci maggiormente usati per le patologie in questione, in particolare la chemioterapia, quasi sicuramente provocheranno nei pazienti. Sottovalutandone l’incidenza, gli stessi dermatologi raramente trovano reali fonti di aggiornamento. Mentre la nostra funzione, in affiancamento alla figura dell’oncologo, potrebbe diventare, e non solo per le dermatiti, quasi indispensabile. Vogliamo augurarci che quando sara' pronta, la nostra proposta di un protocollo cosmetico, scientificamente pensato e testato, da consigliare nel controllo degli inestetismi consequenziali, potra' essere, oltre a un reale, valido aiuto nel migliorare l’aspetto estetico di una persona particolarmente sofferente, un valore aggiunto nella sinergia positiva, per non perdere il controllo di se' in un momento cosi' drammatico. Di cancro si guarisce, sempre piu' spesso. e' anche nostro compito riconsegnare alla vita un corpo tutelato e danneggiato il meno possibile.




 

 


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