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articolo aggiornato il: Sunday 28 March 2010


La psoriasi della pelle scura

Pubblichiamo un interessante estratto sul tema della epidemologia della psoriasi e della sua diffusione in Africa, tratto dal libro ''Psoriasi e Pelle scura'' a cura del dott. Aldo Morrone

di Aldo Morrone

Tutti i dati sulla morbidita' della psoriasi devono essere considerati con cautela, poiche' presuppongono che la malattia sia perfettamente definita sul piano diagnostico. Sebbene la diagnosi di psoriasi sia spesso considerata semplice, i criteri diagnostici non sono mai stati valutati e nella maggior parte degli studi epidemiologici della psoriasi spesso tali criteri non sono neanche descritti. Inoltre non sempre viene indicato se negli studi effettuati siano state considerate le condizioni borderline, come la dermatite seborroica grave, la pustolosi palmpoplantare o la psoriasi guttata. La psoriasi e' ubiquitaria e ha una prevalenza di circa il 2% sulla popolazione europea. e' particolarmente diffusa nel nord Europa, specialmente in Scandinavia: in Norvegia colpisce il 4,8% della popolazione, in Danimarca il 2,9% e in Svezia il 2,3% degli uomini e l'1,5% delle donne. L'Europa ha una popolazione di 726 milioni di abitanti e si stima che circa 14,5 milioni di persona siano affette da psoriasi. Secondo la Fondazione Nazionale Psoriasica Americana, le persone colpite da psoriasi nel nord America sono 6,4 milioni con un costo annuale medio di 800 dollari per malato. Secondo l'Istituto di Statistica IMS, ogni anno in Europa e Canada 12 milioni di ammalati di psoriasi richiedono cure mediche al proprio medico di medicina generale. In Italia, circa 1.250.000 esami medici sono dovuti a psoriaci, sebbene questo dato sia probabilmente sottostimato, poiche' la piu' recente statistica demografica sembra indicare un aumento continuo di questa incidenza. 
la psoriasi e la sua diffusione in Africa Un terzo degli ammalati italiani e' stato visitato dai dermatologi e due terzi dal medico di famiglia e questo porta approssimativamente a 1.400.000 ricette all'anno. Cio' fa della psoriasi una delle malattie della pelle piu' comunemente trattate. Nel 15% dei casi, la psoriasi compare durante la prima decade di vita e il suo decorso cronico e le ricadute possono renderla grave e invalidante. Deve quindi essere considerata una malattia sociale, non solo per il suo impatto sociologico individuale ma anche, nel suo insieme, per il carico economico che comporta. Un primo studio sulla psoriasi in Italia e' stato coordinato dall'Associazione Interdisciplinare per lo Studio della Psoriai (A.I.S.P.), con la apartecipazione di 104 ospedali italiani e Istituti di dermatologia. e' stato valutato un totale di 7.992 ammalati di psoriasi (60% maschi e 40% femmine). Da tale studio e' risultato che: 1) la psoriasi e' uniformemente distribuita in tutte le parti d'Italia (50% nel Nord, 21% al Centro, 10% nel Sud; 10% in Sardegna e Sicilia); 2) la psoriasi a placche e' la forma piu' frequente. Il 4,7% dei casi manifesta clinicamente una psoriasi artropatica; 3) Piu' del 90% dei pazienti perde da 1 a 7 giorni lavorativi all'anno e un numero considerevole e' assente dal lavoro per periodi molto piu' lunghi; 4) il 59% degli ammalati viene ospedalizzato almeno una volta (tale dato sembra tuttavia non esatto poiche' riguarda soltanto 
centri ospedalieri); 5) il 61% degli ammalati si e' sottoposto unicamente a trattamenti locali, il 5% a terapie sistemiche e il 25% a entrambe; il rimanente 8,5% non ha ricevuto alcun trattamento attivo, solo esposizione al sole ed emollienti (Finzi et al., 1998). Sebbene si manifesti nella maggior parte della popolazione mondiale, la psoriasi e' riportata come evento raro in Africa, specialmente in Africa Occidentale. La questione della frequenza della psoriasi nei soggetti di pelle scura, che sembra inferore a quella osservata in pazienti di cute chiara, e' un tema classico della dermatologia etnica, che illustra bene le difficolta' che ci sono per giungere a delle conclusioni formali in questo campo. Globalmente, la psoriasi appare piu' rara nelle regioni tropicali che non nei paesi settentrionali. Si possono osservare, comunque, diverse variazioni locali in queste regioni. Cosi', la psoriasi sembra piu' frequente nelle popolazioni Bantu d'Africa dell'est piuttosto che non nei Bantu d'Africa dell'ovest. Gli afro-americani, in principio originari di etnie ovest-africane, sembrano presentare egualmente un'incidenza minore di questa malattia. Paradossalmente, i gruppi HLA associati alla presenza di psoriasi negli europei sono relativamente frequenti in queste popolazioni a debole incidenza e penetranza. I dati disponibili, unicamente statistici, non permettono di determinare se queste differenze d'incidenza siano dovute a un semplice problema di accesso alle cure, il quale, si sa bene, e' globalmente piu' difficile per la popolazione nera, o a dei fattori di ordine climatico (maggiore esposizione solare), genetico (ma distinto dai dati conosciuti), addirittura socio-culturali. In pratica, anche se la psoriasi sembra effettivamente piu' frequente sulla pelle chiara, deve essere considerata un'affezione non rara sulla pelle scura. Viene osservata, comunque, solo nello 0,4% dei pazienti presenti in un singolo ospedale in Ghana, mentre si riscontra nel 6,2% dei pazienti visitati in una clinica dermatologica in Gran Bretagna nello stesso periodo (Doe at al., 2001). In Nigeria e' considerata una malattia lieve ed e' osservata solo nello 0,8% di 5.250 pazienti di una clinica dermatologica (Leder et al.; 1997). Un'assenza di alleli specifici di suscettibilita' alla psoriasi o la presenza di fattori genetici che promuoverebbero la resistenza alla psoriasi negli Africani puo' essere responsabile di queste osservazioni, come pure del riscontro che anche gli afro-americani mostrano una bassa incidenza di psoriasi. Inoltre, un'altra spiegazione potrebbe risiedere nelle abitudini dietetiche degli africani e nelle caratteristiche immunologiche della psoriasi. Il mais, la dieta tipica in molte parti dell'Africa, ha un alto contenuto in acido linoleico ma basso in altri acidi grassi polinsaturi e riboflavina. L'acido linoleico e' un precursore delle prostaglandine E2 (PGE2) e un suo alto livello, specialmente in assenza di altri acidi grassi polinsaturi (PUFA) e riboflavina risulta in un'alta produzione tissutale di PGE2, conosciuto come un fattore soppressivo dell'immunita' cellulare, risultando in una diminuita espressione della malattia (Namasi et al., 1997). Le ragioni della maggiore incidenza della psoriasi nelle regioni dell'Africa orientale rispetto a quelle occidentali non sono ancora chiare. Ne' il livello di umidita' o di pioggia ne' le frequenze HLA possono spiegare completamente queste differenze; tuttavia, le etnicita' delle popolazioni dell'Africa sub-sahariana possono essere osservate come irregolarmente parallele al trand dell'incidenza psoriasica. I Paesi dell'Africa dell'ovest, come Nigeria, Mali, Senegal e Sierra Leone, in cui e' stata riportata una bassa incidenza di psoriasi (meno dell'1% dei disturbi cutanei) sono popolate principalmente da gruppi etnici non di lingua bantu. Le genti di lingua bantu costituiscono la maggioranza nelle popolazioni della maggior parte dei Paesi dell'Africa sub-sahariana orientale e meridionale, mentre l'incidenza della psoriasi e' ampiamente variabile. Gli afroamericani in cui la derivazione da popolazioni di lingua non-bantu e' mescolata ai moderni africani occidentali, presenterebbero un basso tasso di incidenza di psoriasi se paragonati ai nord-americani cosiddetti caucasaci (Leder, 1997). Benche' la psoriasi sia generalmente considerata un disordine benigno a causa dell'assenza dfi mortalita', la valutazione della morbilita' mostra che la psoriasi e' una malattia frequente con un grave impatto sulla qualita' della vita dell'individuo. Questo spiega l'alto onere economico relativo alla gravita' della malattia (Feldman et al., 1997). Il costo della cura della psoriasi e' stato stimato negli USA nel 1993 tra 1,96 miliardi e 3,2 miliardi di dollari ede' stato corretto a una piu' bassa quota di 650 milioni di dollari, forse per una diminuita di ospedalizzazione. Gli studi epidemiologici hanno fornito prova della trasmissione familiare della psoriasi e hanno permesso interessanti conoscenze all'interno del pattern di trasmissione della malattia. Anche se una maggiore suscettibilita' genetica potra' essere identificata, la combinazione di strategie genetiche ed epidemiologiche sara' necessaria per districare le complesse interazioni di geni molto comuni e delle loro interazioni con emozioni, infezioni e altri fattori ambientali e nel determinismo della psoriasi. Da queste ricerche ci si aspetta nuove applicazioni predittive, preventive e curative. 





 



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