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Trattamento della rosacea
La rosacca e’ un disordine cutaneo idiopatico, a
decorso cronico, caratterizzato da un punto di vista clinico da varie fasi
evolutive, cui corrispondono distinti gradi di gravita’.
Dott.ssa Nicoletta Cassano
Specialista in Dermatologia e Venereologia Dipartimento di Clinica
medica, Immunologia Malattie Infettive Sezione di Dermatologia,
Universita’ degli Studi di Bari
Il punto di partenza della rosacea e’ rappresentato da una spiccata reattivita’
vascolare a livello del distretto cefalico, che si esprime mediante una
particolare tendenza al flushing (pre-rosacea) e alla conseguente formazione di
teleangiectasie. Col procedere del tempo, questi aspetti possono accentuarsi -
con presenza di teleangiectasie diffuse e eritema persistente - e associarsi a
lesioni piu’ propriamente di carattere infiammatorio, di tipo papulopustoloso,
ad edema, e nelle fasi piu’ tardive ad indurimento ed ispessimento cutaneo
fino al quadro estremo di iperplasia dato dal rinofima. In circa la
meta’ dei casi vi puo’ essere un concomitante interessamento oculare,
sebbene sia spesso misconosciuto e sottostimato, con disturbi di vario tipo
(1-4). Dal momento che l’eziologia della rosacea e’ sconosciuta, il
trattamento si fonda su presidi di tipo sintomatico, che trovano un'indicazione
a seconda della fase clinica della dermatite. Piuttosto frequente e’ pero’
l'osservazione di recidive a distanza variabile dalla sospensione del
trattamento farmacologico. Accanto al trattamento mirato medico o chirurgico, e’
comunque necessaria l'adozione di misure preventive tese ad eludere il rischio
di automantenimento e peggioramento della dermatite da parte di fattori
scatenanti aspecifici (farmaci, stress termici, spezie, alcool, topici
irritanti, ed altri). Nelle forme tipiche papulo-pustolose risultano
efficaci le tetracicline orali, che riducono la componente infiammatoria e
agiscono anche sulle complicanze oculari. Il loro meccanismo d'azione e’
tuttora sconosciuto, sebbene si ritenga che gli effetti terapeutici derivino
prevalentemente da un'attivita’ anti-infiammatoria/antiossidante. Tra le
tetracicline orali, si preferiscono in genere la minociclina e la doxiciclina
per la piu’ agevole frequenza di somministrazione giornaliera (singola o
doppia) e per la minore interferenza del cibo sull'asssorbimento.
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In genere,
queste molecole vengono assunte a dosaggio pieno per le prime 3-4 settimane e
successivamente si effettua una riduzione della posologia in accordo alla
risposta clinica. Sono controindicate in gravidanza ed in caso di insufficienza
epatica o renale, e possono indurre pigmentazione cutanea, reazioni fototossiche
e fotoallergiche, disturbi gastrointestinali e vaginiti da Candida. |
| Altri
antibiotici orali proposti per la terapia della rosacea sono claritromicina e
eritromicina, mentre tra le sostanze antimicrobiche topiche sono comprese,
accanto alle tetracicline, anche clindamicina e eritromicina. Il metronidazolo e’
un derivato sintetico nitroimidazolico che si rivela attivo nella rosacea sia
per via topica che per via sistemica (250 ing b.i.d. per os per circa quattro
settimane). Anche per questo agente il meccanismo d'azione nella rosacea e’
sconosciuto, per quanto vi siano attestazioni riguardo alle sue proprieta’
antiossidanti (5). Il metronidazolo topico e’ disponibile in due diverse
concentrazioni: all'1%, in crema, e allo 0,75%, sotto forma di gel e
recentemente anche in crema. |
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Studi clinici hanno dimostrato l'efficacia del
prodotto in formulazione di gel allo 0,75% e di crema all'1% in proporzioni di
pazienti con rosacea variabili dal 68 al 96% (6). La tollerabilita’ e’
buona, ed i soli effetti collaterali riscontrati su varie popolazioni di studio
e nella pratica clinica si limitano alla presenza in alcuni casi di reazioni
locali di lieve entita’. Il metronidazolo topico puo’ essere associato anche
a terapie orali nei casi piu’ severi, in cui si richiede una terapia sistemica
d'urto per ottenere risultati piu’ rapidi. Allo stesso tempo, l'impiego del
metronidazolo topico risulta valido anche a lungo termine, nel prevenire le
recidive della rosacea e nel mantenere la remissione indotta da pregressi
trattamenti (7). |
Nei casi non responsivi o anche come primo approccio,
soprattutto in forme papulopustolose severe, puo’ essere utile l'uso dell'isotretinoina
al dosaggio medio quotidiano di 0,5 mg/kg (4-8). Nelle diverse esperienze
cliniche, comunque, il dosaggio quotidiano utilizzato e’ stato estremamente
variabile, come anche la durata della terapia. (da 12 a 28 settimane). La
risposta sembrerebbe, almeno in parte, non strettamente correlata al dosaggio.
Un miglioramento clinico significativo interessa le lesioni infiammatorie, la
componente edema tosa ed il rinofima, mentre minori o molto ritardati sono gli
effetti sull'eritema. I risultati vengono mantenuti per un tempo variabile dalla
fine della terapia, con un followup in genere negativo dopo un anno dalla
sospensione, ma non e’ infrequente la comparsa di recidive, come
d'altronde avviene anche con altri trattamenti impiegati nella rosacea.Nella
nostra esperienza un trattamento con 0,5 mg/kg/die di isotretinoina orale per 8
settimane e’ sufficiente a curare la maggior parte dei pazienti. Il farmaco
viene tollerato molto bene; la cheilite e la secchezza muco-cutanea sono
pressoche’ costanti. Circa il meccanismo d'azione dell'isotretinoina nella
rosacea si puo’ ipotizzare che almeno in parte sia riconducibile agli
effetti antinfiammatori del farmaco. Non e’ noto se l'azione
sebostatica possa giocare una funzione importante o solo secondaria per la
risposta clinica, dal momento che nella rosacea, a differenza dell'acne, non e’
stato dimostrato un ruolo patogenetico rilevante delle ghiandole sebacee o della
iperproduzione di sebo. L'isotretinoina e’ in grado inoltre di esercitare vari
effetti sul sistema immune che potrebbero contribuire al suo meccanismo
d'azione. Non si puo’ escludere che il farmaco possa stabilizzare la
funzionalita’ microvascolare, per quanto l'azione su queste strutture non sia
stata ancora ben chiarita. Anche le forme conglobate e granulomatose ed il
rinofima sembrano rispondere bene all'isotretinoina orale. Tuttavia, nel
rinofima l'isotretinoina sarebbe particolarirnente efficace se utilizzata agli
stessi dosaggi di quelli dell'acne, ma per tempi piu’ lunghi (9). Una rara
complicanza della rosacea, il linfedema, puo’ essere trattata nell'opinione di
jansen e Plewig con isotretinoina (0,1-0,2 mg/Kg/die) per 24 mesi, eventualmente
associata a chetotifene (10). Sono stati prospettati anche ulteriori trattamenti
alternativi utilizzati su piccole casistiche ed in maniera non controllata. Per
quanto concerne le terapie per via orale vi sono, ad esempio, esperienze con lo
spironolattone in pazienti di sesso maschile (11) e con il dapsone nelle forme
granulomatose (12). Altri presidi topici alternativi sono: acido azelaico al
20%, permetrina e tiabendazolo (13-15). Sebbene l'associazione tra rosacea ed
infezione da Helicobacter pylori sia tuttora controversa, alcuni Autori
ritengono che l'eradicazione del batterio possa avere effetti significativi
sulla dermatite (16). Il trattamento elettivo del rinofima viene effettuato
tramite modalita’ chirurgiche di vario tipo (laser-terapia, crioterapia,
dermoabrasione, elettrocauterizzazione, escissione chirurgica del tessuto
patologico) (17) mentre le lesioni teleangiectasiche rispondono al trattamento
con laser vascolari (18). Tra quelli di piu’ recente introduzione, ricordiamo
il laser a diodi con lunghezza d'onda di 810 nm, che presenta un buon profilo di
efficacia e tollerabilita’. Una precauzione da adottare nei pazienti con
rosacea e’ l'astensione dall'uso di corticosteroidi topici, che possono
indurre un peggioramento della dermatite. L'unica forma di rosacea in cui sono
indicati i corticosteroidi e’ la rosacea fulminans (19). Definita in passato
"pioderma facciale", e’ una rara variante della rosacea, molto
invalidante da un punto di vista estetico, che colpisce soggetti di sesso
femminile, spesso in eta’ postadolescenziale, con iperseborrea di base. E’
caratterizzata da un esordio improvviso e dalla presenza delI’eritema
persistente, di teleangiectasie e soprattutto di lesioni infiammatorie (papule e
noduli) confinate al volto e tendenti alla confluenza. La malattia non recidiva
se trattata in maniera corretta. Risulta molto sensibile all'isotretinoina
orale, associata nelle prime fasi a corticosteroidi sistemici o topici per
indurre un piu’ rapido miglioramento dell'imponente componente infiammatoria.
Alcuni Autori consigliano di utilizzare per 2-4 mesi una dose di 0,2-0,5 mg/kg/die,
aumentandola progressivamente in caso di necessita’, mentre gli steroidi per
via sistemica vengono somministrati per 10-14 giorni a dosaggio pieno (prednisone
0,5~1 mg/kg/die) e poi ridotti gradualmente.
BIBLIOGRAFIA
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