Fragilita’ ungueale

admin 04/04/2013 0
Fragilita’ ungueale


della prof.ssa Antonella Tosti, dott.ssa Bianca Maria Piraccini, Clinica Dermatologica di Bologna

Le unghie hanno un loro linguaggio che bisogna imparare a capire. Quando si sfaldano e diventano friabili, vogliono dirci che qualcosa nell’organismo non funziona al meglio

Fragilita' ungueale

Tirare fuori le unghie”, “difendersi con le unghie”, “affilare le unghie”: questi alcuni dei piu’ comuni modi di dire che ricordano come le unghie delle mani non abbiano avuto nell’uomo solo una funzione estetica e protettiva, ma al pari che negli animali anche il ruolo di strumento d’attacco o di difesa. Se oggi le unghie devono essere belle e ben curate, una volta dovevano essere elastiche, affilate e resistenti, capaci di colpire senza spezzarsi ne sfaldarsi. L’uomo primitivo doveva la sua sopravvivenza anche al benessere del suo apparato ungueale la cui lamina superficiale dura e tagliente aiutava nella lotta e in molti gesti della vita quotidiana. Probabilmente le unghie costituivano uno degli attributi secondari che piu’ segnalavano la forza e lo stato di benessere del soggetto e in molte società avere unghie lunghe e ben curate è segnale di status sociale. Ma anche nella nostra cultura medica occidentale l’unghia costituisce un indice di un buon equilibrio fisiologico e di una ottimale condizione di salute, mentre una specifica semiologia delle alterazioni dell’apparato ungueale puo’ aiutare da sola a comprendere una patologia internistica non ancora diagnosticata o una concomitante patologia cutanea. Quali che siano le cause che danneggiano i due componenti principali dell’unghia, la matrice e il letto ungueale, e’ sulla lamina superficiale che si leggono le modificazioni che testimoniano la presenza di una patologia. Epifenomeni che variano in rapporto al loro significato nosologico piu’ o meno specifico e alla parte anatomica dell’unghia dove compaiono. Le alterazioni dell’apparato ungueale possono manifestarsi come modificazioni della superficie, della forma, del colore e della consistenza della lamina ungueale. Rimandando a altre occasioni una descrizione sistematica di tutte queste importanti condizioni, vogliamo soffermarci su uno dei sintomi che nelle unghie piu’ frequentemente si accompagnano a affezioni dermatologiche o sistemiche: la fragilita’ ungueale.

 

Fragilita' ungueale

Durezza, elasticita’ e resistenza della lamina ungueale dipendono dal suo contenuto in cheratine dure, aminoacidi solforati e soprattutto in cistina. Acido glutammico e arginina sono sono gli aminoacidi non solforati piu’ rappresentati nell’unghia che, insieme agli oligoelementi Ferro, Zinco, Rame e alle vitamine B6, A, C, E e Biotina, costituiscono le sostanze piu’ importanti per una corretta crescita ungueale. La fragilita’ ungueale si manifesta con unghie che si spezzano, che si sfaldano, friabili, molli, prive di elasticita’.

Questa condizione puo’ essere di natura apparentemente idiopatica, causata da traumi, parte della sintomatologia di numerose patologie dermatologiche oppure puo’ accompagnare affezioni sistemiche o stati carenziali. La diagnosi di fragilita’ ungueale si basa essenzialmente sull’esame e su un’accurata analisi.
La fragilita’ idiopatica
L’invecchiamento ne e’ la causa principale, ma anche diversi fattori ambientali possono svolgere un ruolo determinante favorendo la disidratazione dell’unghia: lavaggi frequenti, soprattutto in acqua calda, ripetuto contatto con detergenti e solventi.

Fragilita' ungueale

Onicoschizia lamellin

Si presenta con due quadri clinici principali: a) onicoressi, frequente soprattutto negli anziani, la lamina e’ assottigliata con striature e fissurazioni longitudinali (rilievi a corona di rosario). b) onicoschizia lamellina, comune solo nel sesso femminile, caratterizzata dallo sfaldamento progressivo degli strati piu’ superficiali della porzione distale della lamina per cui l’unghia diviene fragile e si spezza a livello del margine libero che assume un aspetto dentellato.

Fragilita’ traumatica
Il contatto per motivi professionali con prodotti chimici alcalini o acidi (chimici, personale sanitario, fotografi e pittori), o il verificarsi di ripetuti microtraumismi durante l’esecuzione dell’attivita’ lavorativa come puo’ succedere a calzolai, carpentieri, falegnami, determina una maggiore frequenza di rottura delle unghie che puo’ essere causa di notevole fastidio. Anche l’uso continuativo di smalti per le unghie puo’ provocare una degranulazione degli strati piu’ superficiali della lamina che presenta piccole chiazzette biancastre desquamanti, mentre una fragilita’ ungueale puo’ essere la conseguenza dell’effetto disidratante dei solventi usati per rimuovere lo smalto.

Fragilita' ungueale

Unghie senili: fragilità e rilievi longitudinali a “corona di rosario”

 

Affezioni dermatologiche

A essere lesa puo’ essere la matrice ungueale o direttamente la lamina e le alterazioni variano in rapporto alla parte dell’unghia colpita. Per esempio, nella psoriasi, patologia in cui l’interessamento delle unghie avviene nel 10-50% dei casi, quando e’ lesa la parte prossimale della matrice, le modificazioni si evidenziano sotto forma di depressioni ampie, profonde e irregolari sulla parte dorsale della lamina e sua fragilita’. Se il processo paracheratosico lede la parte intermedia della matrice, la conseguenza clnica e’ a tipo leuconichia. La psoriasi della parte distale della matrice puo’ invece non manifestarsi all’esame clinico, se non come un lieve eritema della lunula. Ancora diversi i segni clinici se a essere colpito e’ il letto ungueale. Alterazioni e fragilita’ ungueali possono verificarsi anche in corso di alopecia areata e lichen ruber planus. Anche in questa malattia la patologia a sede ungueale e’ diversa a seconda dell’area lesa della matrice. Se l’alterazione e’ prossimale prevalgono le fissurazioni, quando l’atrofia della matrice e’ diffusa ne deriva una lamina sottile con deformita’ a tipo “ala d’angelo” nelle sedi laterali, qualora la distruzione della matrice e’ totale segue l’anonichia. Se a essere colpito dal lichen e’ il letto ungueale, puo’ verificarsi onicolisi. La friabilita’ puo’ essere infine conseguenza dell’invasione della lamina ungueale da parte di funghi in caso di onicomicosi bianca superficiale e onicomicosi totale.

Affezioni sistemiche e stati carenziali

La fragilita’ ungueale e’ associata a numerose patologie sistemiche, talvolta come sintomo aspecifico, altre come espressione tipica dell’affezione o dello stato carenziale. In caso di arteropatia organica o funzionale, si puo’ verificare una diminuita vascolarizzazione della matrice causa di assottigliamento e fragilita’ dell’unghia. Una condizione siomile puo’ riscontrarsi in molte malattie neurologiche che modificano il tono dei vasi e provocano alterazioni della vascolarizzazione dell’unghia. Un effetto indesiderato che accompagna il trattamento terapeutico con retinoidi aromatici. Gli aminoacidi piu’ rappresentati nell’unghia sono la cistina, l’acido glutammico e l’arginina; fra gli oligoelementi lo zinco e il ferro. Sia una carenza di cistina che di ferro o selenio possono indurre un assottigliamento e una fragilita’ della lamina, ma anche l’insufficiente apporto di Vit. B6, A, C, E, e di Biotina puo’ avere come consenguenza alterazioni ungueali e fragilita’.

Consigli generali

Se la fragilita’ delle unghie e’ una conseguenza di malattie dermatologiche o sistemiche, il trattamento della malattia di base e’ la condizione essenziale per un miglioramento del sintomo. Negli altri casi si possono tenere in conto una serie di comportamenti che migliorano il trofismo e la qualita’ delle unghie favorendone una crescita piu’ forte e sana. In particolare chi svolge attivita’ lavorative che mettono l’unghia a rischio di microtraumi o di contatti con sostanze aggressive dovrebbe tenere le unghie corte, indossare guanti di gomma con sotto guanti di cotone, e evitare il piu’ possibile ambienti umidi. L’applicazione piu’ volte al giorno di topici idratanti contenenti colesterolo, urea, fosfolipidi, alfa idrossiacidi, collagene e acido lattico. permette all’unghia di mantenere un livello d’idratazione ottimale e di rimanere forte. L’assunzione di integratori alimentari contenenti oligoelementi (ferro, zinco, selenio), e vitamine (B6, C, E, biotina), e aminoacidi (cistina, arginina, ac. glutammico) puo’ migliorare la qualita’ e la consistenza delle unghie e facilitarne una corretta crescita.



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