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Molto
importanti sono dunque le misure di prevenzione che possono essere adottate
immediatamente dopo l'arrivo del paziente in reparto e che hanno lo scopo di
ridurre al minimo questo rischio. Le "Linee guida per la prevenzione e
trattamento delle lesioni da decubito" redatte a cura dell'Agency for
Health Care Policy and Research identificano quattro principali obiettivi di
prevenzione:
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Individuazione dei pazienti a rischio (per i quali e'
indicato
un trattamento preventivo) e dei fattori che li espongono a tale rischio
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Adozione
di misure per mantenere e migliorare la tolleranza del tessuto alla pressione
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Protezione dagli effetti negativi provocati da forze meccaniche esterne
(pressione, frizione, stiramento)
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Realizzazione di programmi educativi.
Recentemente le piaghe da decubito sono diventate materia d'esame alla facolta'
di medicina: a Torino dove e' stato introdotto l'insegnamento della vulnologia
per gli studenti del sesto anno. Il corso sulla cura delle ferite si occupa
anche di ulcere venose da stasi e di quelle diabetiche. Ma quali sono i consigli
pratici per affrontare in maniera corretta le lesioni da decubito?
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La
guarigione e' facilitata se l'ulcera e' adeguatamente ripulita da tessuti morti,
detriti e secrezioni. La pulizia puo' essere fatta con un risciacquo o una
irrigazione, mentre i detriti possono essere allontanati con un abbondante
risciacquo. La rimozione dei tessuti morti viene realizzata con una pulizia
chirurgica della lesione o ricorrendo a particolari medicazioni a base di
enzimi.
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Una volta effettuata la pulizia la lesione deve essere medicata
mantenendo una adeguata umidita' della ferita.
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e'
necessario ridurre i
carichi che si esercitano sul tessuto. Si tratta di evitare di tenere il
paziente appoggiato sulla lesione, di ricorrere ad ausili che permettono di
mantenere la lesione sollevata dal piano d'appoggio, di evitare il contatto fra
prominenze ossee come le caviglie o le ginocchia.
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Altro elemento
fondamentale e' rappresentato dalle condizioni nutrizionali. Se l'apporto
dietetico e' inadeguato si puo' ricorrere a supporti nutrizionali come il
sondino nasogastrico, per far si' che il soggetto riceva almeno 30 - 35 kcalorie/Kg/die
e 1,25 - 1,5 grammi di proteine /Kg/die, oltre a una idratazione minima di 1,5
litri. Se e' presente uno stato di carenza vitaminica e di oligoelementi e' necessario fornire le adeguate integrazioni. Questi inoltre i suggerimenti che
il medico deve dare a chi assiste un malato e che potranno rivelarsi molto
utili:
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Raccomandare di ispezionare la pelle almeno una volta al giorno
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Pulire la cute appena si sporca e comunque con
regolarita' con acqua non troppo
calda, utilizzando detergenti delicati
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Evitare la disidratazione della pelle
(ambiente troppo secco) e, nel caso sia necessario, applicare prodotti idratanti
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Evitare anche l'esposizione della pelle all'umidita' provocata da
incontinenza, sudorazione, secrezioni dalle ferite: suggerire rimedi per ridurre
le conseguenze di un'incontinenza urinaria (pannoloni, catetere)
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Non
frizionare o massaggiare la cute in corrispondenza delle prominenze ossee
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Limitare i danni da frizione spiegando come muovere il malato in maniera
corretta. Se necessario suggerire il ricorso a pellicole o medicazioni
protettive
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Correggere i fattori che compromettono la nutrizione e, se
necessario, proporre l'integrazione con supporti nutrizionali e se cio' non e' sufficiente, il ricorso all'alimentazione enterale o parenterale.
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Mettere in
atto tutti i mezzi per migliorare, ove possibile, lo stato di attivita' del
paziente e suggerire di cambiare posizione al malato ogni due ore
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Proporre
l'uso di supporti per proteggere le prominenze ossee e per evitare la pressione
sui calcagni e non sollevare troppo la testata del letto (compatibilmente con le
indicazioni cliniche). Il problema delle ulcere e' grave perche' si accompagna a
conseguenze in termini di sofferenza per il malato e di costi per la collettivita'. Studi epidemiologici di incidenza delle piaghe riportano valori
compresi fra il quattro e il nove per cento nei pazienti ricoverati
indipendentemente dall'eta'. E queste cifre salgono al 10-25% quando si
analizzano solo i soggetti anziani. Si calcola che per l'assistenza ospedaliera
le spese raddoppino rispetto a quelli di una normale degenza. Altrettanto
allarmanti sono i dati relativi ai pazienti assistiti al loro domicilio. Una
rilevazione effettuata nel 1998 in 23 ASL su un campione di 2665 pazienti ha
permesso di dimostrare la presenza di lesioni da decubito in un quarto degli
assistiti.
Compresse all'argento
Da alcuni anni, a disposizione del personale
medico e paramedico italiano esiste una medicazione cutanea a base di purissimo
argento metallico micronizzato. Le compresse di Katomed hanno gli angoli
smussati e vengono in due dimensioni (10x12 o 10x20 cm), sono sterilizzate
mediante raggi g. Costituite da un supporto autoadesivo in tessuto non tessuto
espressamente realizzato per uso sanitario (a norma di legge 883/73) e da un
tampone assorbente centrale in fibra di viscosa rivestito d'argento metallico
micronizzato. Le modalita' d'uso sono molto semplici: dapprima si deterge e si
asciuga la ferita con garze sterili. Successivamente si applica il tampone e si
distende la compressa esercitando una leggera pressione in modo da evitare la
formazione di pieghe o bolle d'aria. Katomed, in vendita in farmacia, si presta
a una gamma d'interventi terapeutici: decubiti, ulcere degli arti inferiori,
ustioni, ferite chirurgiche, deiscenze, macerazioni zone di prelievo cutaneo,
innesti e dermoabrasioni in genere.
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