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articolo aggiornato il: Wednesday 16 June 2010

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LUNGHEZZA D'ONDA

di Susan Sauer

Nel corso degli ultimi anni diversi laser sono stati utilizzati per trattare gli inestetismi legati a lesioni vascolari superficiali, incluso l'argon laser, il CO2 , e il dye-laser, ma i risultati ottenuti, mancando una specifica selettività per i le pareti dei vasi e i globuli rossi, non sono stati entusiasmanti. Successivamente con l'arrivo di un laser la cui lunghezza d'onda è molto vicina al massimo assorbimento della ossiemoglobina e selettiva per l'endotelio capillare, si è visto che anche queste lesioni possono essere eliminate e l'interesse per la laserterapia nel trattamento delle teleangectasie della faccia e delle gambe è enormemente cresciuto. Molti gli studi presentati durante recenti congressi internazionali, tesi a comparare i risultati ottenuti con i diversi apparecchi disponibili sul mercato, e molta incertezza fra gli operatori che devono orientarsi verso l'acquisto di un apparecchio il cui costo non permette errori di sorta. I termini della questione sono pressappoco questi: per le patologie vascolari tipo le teleangectasie, quale lunghezza d'onda è preferibile fra quelle disponibili ? Tutti vi diranno la loro, ed è molto difficile orientarsi fra studi e ricerche poco comparabili. Abbiamo allora cercato la risposta da un'autorità internazionale nel campo della laserterapia, la dott. Tina Alster, professore di dermatologia alla Georgetown University e Direttrice del Washington Institute of Dermatologic Laser Surgery, autrice di diversi best-seller sulla matera fra cui il Manual of Cutanous Laser Techniques.
" Le teleangectasie di piccolo calibro ( fino a 1mm di diametro, rispondono egregiamente a un trattamento con il 585 nm pulsed dye laser, così come l'eritema. Il raggio laser pulsato penetra l'epidermidee i vasi sanguigni per incenerire le emazie e successivamente distruggere gli stessi vasi dall'interno. Molti pazienti possono fare a meno dell'anestesia considerando sufficiente l'uso di creme anestetiche topiche . La distruzione del microcircolo ha come conseguenza la formazione di discromie bluastre simili a lividi sulla superficie cutanea. La zona trattata dovrebbe essere coperta da tanti piccoli puntini dalle dimensioni di una lenticchia, che possono anche essere attaccate uno all'altro, ma non dovrebbero mai essere sovrapposti perchè si rischia che in questo caso la guarigione possa essere insufficiente e si produca un'alterazione tissutale che può anche evolvere in una cicatrice. I segni possono essere fonte di prurito per alcune ore e ci può essere anche un minimo gonfiore e un bruciore che somiglia a una scottatura solare che scompare nel corso nel giro di qualche giorno. Ci vogliono unadiecina di giorni perchè il quadro cutaneo si normalizzi e in alcuni pazienti può persistere una lieve iperpigmentazioneche normalmente va via nel corso di un paio di mesi.
In genere è sufficiente un solo trattamento tuttavia in quelle aree cutanee in cui la trama vascolare è molto densa può essere necessaria una seconda seduta a distanza di 6-8 settimane. Ciò avviene anche per le teleangectasie di calibro maggiore in cui i vasi possono essere stati solo danneggiati dal primo trattamento, e in alcuni casi può essere necessario anche un terzo trattamento per finire il lavoro. Teleangectasie più grandi, oltre un millimetro di calibro, sono difficilmente trattabili con il laser e meglio è ricorrere alla scleroterapia. " La questione sembrerebbe chiusa, senza appello, ma un recente studio del Dott. Oscar Hevia, del Cosmetic Dermatology and Laser Surgery Center di Tallahasse in Florida sembra non essere d'accordo. In uno studio randomizzato 15 pazienti che presentavano teleangectasie lineari di circa 0,5 mm di diametro, sono stati trattati con un laser con una lunghezza d'onda di 532 nm, per verificare la comparsa e l'intensità di quei fastidiosi sintomi locali , provocati dal laser a 585 nm, di cui parla la dott.ssa Alster e per valutare i risultati finali dal punto di estetico. Orbene secondo la ricerca ci sarebbe una differenza statisticamente significativa nella percezione individuale da parte dei pazienti sia del gonfiore, che dell'arrossamento e del dolore sia immediatamente che dopo una settimana. Simili i giudizi sui risultati estetici ottenuti con entrambe le frequenze d'onda. Secondo il dott. Hevia, l'azione sui capillari non dipenderebbe dalla lunghezza d'onda, ma più dalla durata della pulsazione, che se è di 450 microsec produce una vasculite con stravaso di globuli rossi e quindi eritema e lividi, mentre se si limita a 10 microsec sembrerebbe provocare solo una coagulazione intravasale senza rottura dei vasi. Della stessa opinione non è il Dott. Robert Adrian che, seppure preferisca il laser a 532 nm con una pulsazione di 10 msec, ha realizzato un'indagine istologica su 55 pazienti dimostrando che la zona trattata presenta trombi di fibrina ma anche evidenti segni di disintegrazione delle cellule endoteliali e di scomparsa della parete vasale. Anzi egli ritiene che in teoria il risultato migliore potrebbe venire dall'uso di passi e di pulsazioni multiple, che trasmetterebbero ai tessuti una maggiore densità di energia. Come annunciato ce ne per tutti i gusti e per tutte le opinioni. L'unica cosa su cui invece tutti concordano è che bisogna stare attenti a non andare troppo in profondità nei tessuti perchè si rischia di compromettere il processo rigenerativo cutaneo.

The queen of laser

E' così che l'ha definitaMaureen Dowd sul New York Times, mentre il giornale "Allure" l'ha inserita fra i migliori dieci dermatologi degli Stati Uniti. Inutile chiederle l'età o cercare 

d'indovinarla, ( a che servirebbe altrimenti la sua bravura?) , una vita dedicata alla laserterapia, fra le aule della Georgetown University e gli uffici del suo mega-galattico Institute of Dermatologic Laser Surgery, Tina Alster sembra avere tutte le risposte per chi ancora non conosce, o non si fida completamente di questo nuovo strumento medico. E le scrive nei libri rivolti ai medici e al grande pubblico, e vende centinaia di migliaia di copie perchè il suo linguaggio è semplice e diretto. La sua specialità: le rughe, le cicatrici, le discromie cutane, i tatuaggi e più in generale tutti i segni del tempo che passa.



 

 

 


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