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articolo aggiornato il: Wednesday 16 June 2010

 

Non solo acido glicolico

 cura dei dott.ri A. BANDIERA e F. FIORDALISI Clinica Dermatologica , Bari

La cultura dell’immagine, della bellezza, sta assumendo una importanza sempre maggiore nella nostra societa': concetti antichi gia' sviluppati nella civilta' greca. Forse perche' il "sentirsi belli" genera fiducia in se stessi (per un maggior successo sociale e professionale). Ostacolo quasi insormontabile pero', e' l’invecchiamento cutaneo. La cute si presenta lassa, solcata da rughe profonde e unidirezionali,  meno elastica e meno turgida. Vi e' interessamento sia dell’epidermide che del derma.
  • EPIDERMIDE: rallentato turnover cellulare con accumulo di corneociti.

  • DERMA: alterazioni quali-quantitative della componente fibrosa ed amorfa;

  • rallentato turnover della componente fibrosa;

  • diminuzione dei GAGs;

  • ridotta attivita' fibroplastica.

Nel processo dell’invecchiamento cutaneo si verificano infatti eventi di due tipi :
a) Biologici:
  • - atrofia dell’epidermide

  • - atrofia del derma

  • - diminuzione delle cellule di Langerhans

  • - ispessimento e degenerazione delle fibre collagene

b) Biochimici:
  • - GAGs

  • - condroitinsolfato

  • - acido sialico

In riferimento al ringiovanimento cutaneo inteso, come dice Van Scott come ringiovanimento cellulare, notevoli progressi si sono fatti negli ultimi anni ,con l’uso di nuove molecole. La molecola piu' maneggevole ed efficace in questo senso e' l’acido glicolico il cui successo e' collegato direttamente al crescente bisogno da parte del paziente di migliorare, in tempi veloci, il proprio aspetto estetico, ed e' sempre piu' frequente la richiesta al medico di sottoporsi al cosiddetto "peeling dolce all’acido glicolico".
L’acido glicolico riduce l’adesivita' delle cellule dello strato corneo; il suo ph induce una " leggera irritazione " cutanea con aumentato turnover cellulare; un lieve ispessimento del derma; stimola il fibroplasta con produzione di collagene di tipo I e III; favorisce l’assorbimento transcutaneo di varie sostanze.
In questi ultimi periodi si e' cercato di andare oltre e potenziare l’azione degli AHA (acido glicolico in particolare) associando altre sostanze dermofunzionali capaci di stimolare a livello dermico, la sintesi di quelle macromolecole la cui alterazione quali-quantitativa e' una delle cause dell’invecchiamento cutaneo.  Una associazione di sostanze, chiamata SYNCHROLINE TERPROLINE, e' costituita da:
  • - N-acetil-D-glucosamina

  • - linoleato di prolina;

  • - frazione enzimaticamente ridotta di Fibronectina;

  • - acido asiatico.

In particolare, questa componente esplica una azione di stimolo sulla incorporazione di prolina e di acetato nei gas da parte del fibroplasta; stimola la produzione di collagene di tipo I e III; aumenta la produzione di a. jaluronico; aumenta la produzione di condroitinsolfato. Inoltre l’azione combinata dell’acido asiatico e della N-acetil-glucosamina favorisce la produzione di acido jaluronico.
In presenza di acido asiatico e della frazione enzimaticamente ridotta della fibronectina si ha un aumento della biosintesi della fibronectina sulla parete del fibroblasta. La fibronectina e' una glicoproteina in grado di connettere gli elementi cellulari, fibrosi ed amorfi del derma. L’acido glicolico in associazione alla TERPROLINE aumenta l’assorbimento di quest’ultima, amplifica la stimolazione dell’acido asiatico sulla incorporazione di prolina nelle catene polipeptidiche, amplifica la sintesi fibroblastica dei GAGs. La Terprolina, a sua volta, associata all’acido glicolico consente di poter eseguire peeling piu' profondi; utilizzare acido glicolico libero; aumentare i tempi di esposizione. In sintesi amplifica a livello dermico l’azione stimolatoria dell’acido glicolido.
L’associazione fra Acido glicolico+ terproline e' indicato nell’invecchiamento cutaneo; negli esiti cicatrizzali; nelle smagliature in fase "rubra"; nel trattamento delle strie anelastiche. L’applicazione di Terproline va eseguita sia in sede ambulatoriale, subito dopo l’esecuzione del peeling con acido glicolico libero, sia piu' tardi a casa, nei tre giorni successivi al peeling, in associazione all’acido glicolico libero per uso domiciliare. 
acido glicolico

Fibroblasta quiescente

acido glicolico
Fibroblasta attivato
UNA TRAMA DA MIGLIORARE Le rughe, sia se conseguenti a eventi biologici, biochimici, molecolari tipici dell'intrinsic aging (invecchiamento cronologico), oppure dell'extrinsic aging, causato pricipalmente dai raggi solari, sono l'espressione di una modifica della tramatura cutanea. Essa puo' essere la conseguenza ad un rallentamento del turn-over cellulare, di una diminuzione del tessuto elastico, di una minore capacita' rigenerante dei vasi cutanei, della biosintesi di un collagene non ben strutturato. oppure di una produzione anarchica di tessuto elastico anomalo, processo chiamato elastosi, e della degradazione e perdita di collagene. La tramatura cutanea rappresenta quindi il principale target dei trattamenti cosmetici e medici contro le rughe. La tecnica del cosiddetto peeling chimico nata per trattare gli esiti cicatriziali dell'acne e per eliminare le cheratosi solari, ha recentemente trovato nell'acido glicolico uno strumento di lavoro molto affidabile e meno aggressivo di altre sostanze usate in precedenza. 
Esso trova una indicazione elettiva nel miglioramento della tessitura e della trama cutanea perche' agisce sul fibroblata quiescente , diminuendo l'adesivita' dei corneociti, stimolando la riproduzione fibroblastica, aumentando la produzione di collagene I e II.
L'associazione con la Terproline fornisce, al fibroblasta attivato, i precursori per la sintesi della componente fibrosa ed amorfa, del derma : piu' collagene, elastina , glicosaminoglicani e glicoproteine strutturali. Il risultato e' un miglioramento della qualita' dello strato corneo edell'idratazione cutanea.
acido glicolico
Componente fibrosa del derma


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