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Agarosio: dolce filler antirughe
A distanza di anni dal filler boom, si cerca ancora il filler
ideale che garantisca criteri di biocompatibilita' sicurezza e durata
del Dott. Davide Strippoli, dermatologo, dermochirurgo Ospedale
Alessandro Manzoni, Lecco
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Il modello culturale dominante in estetica impone la ricerca, se
non della perfezione - ahime' ardita utopia - quanto meno di un aspetto il piu'
possibile curato, in linea con i canoni di giovinezza, efficienza e
presentabilita' che il propro ruolo sociale richiede. A questo scopo sono state
sviluppate e vengono proposte dalla Medicina e dalla Chirurgia Estetica tante
procedure tese all'ottenimento del ringiovanimento del volto. In particolare si e'
venuto cosi' sviluppando il settore dei fillers, sostanze per uso iniettivo
utilizzate per distendere le rughe, correggere i difetti cutanei, reidratare e
sostenere i tessuti. Un campo in continuo fermento ed evoluzione.
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E' per questo
che, ancora dopo tanti anni, si legge che si e' ancora alla ricerca del
cosiddetto filler ideale, che risponda a pieno a criteri di sicurezza,
biocompatibilita' e durata degli effetti. Purtroppo come spesso accade in questo
ambito, dove estetica e business vanno a braccetto, non sempre scientificita',
standard qualitativi e di sicurezza sono appropriati per tutte le sostanze
commercializzate come filler. Si e' quindi in presenza di un ''filler-boom'' e,
recentemente, dagli USA e' arrivata la proposta di una ''soft-surgery'', una
chirurgia e una medicina estetica, piu' vicina alle esigenze del paziente, che
si prefigge di essere una valida alternativa alla chirurgia estetica
tradizionale, come dimostrano i fatturati degli interventi di correzione tramite
dermal filler, botox, fili di sospensione, biorivitalizzazione, ormai ai primi
posti degli interventi eseguiti nel 2007-2008 dagli americani. Le
classificazioni che sono state proposte per le sostanze fillers sono numerose,
ma quella che ci sembra resistere agli attacchi dell'innovazione e forse la piu'
esplicativa e' quella che le suddivide in due categorie: prodotti riassorbibili
a effetti temporanei e prodotti permanenti. Recentemente si va delineando fra
queste due una terza categoria intermedia a cui fanno capo prodotti che pur
essendo riassorbibili producono effetti piu' duraturi. Il filler a base di gel
di agarosio, a mio avviso, si e' inserito di diritto in questa classe di
prodotti e, a distanza, di circa 4 anni dal suo lancio, si e' confermato come
scelta di eccellenza per chi vuole filler di lunga durata, perfettamente
compatibile, plastico nel suo uso e adatto a tutte quelle condizioni di
correzioni e aumenti volumetrici del volto che i pazienti presentano. Ho
iniziato a usarlo circa 3 anni fa quando era ancora visto come una novita'. All'epoca
mi colpi' proprio per la diversita' della sostanza, e il mio approccio e' stato
cauto - venivo da esperienze con vari tipi di acido ialuronico e collagene - poi
ho cominciato a incrementarne l'uso incoraggiato dall'immediatezza e dalla
plasticita' della correzione dell'inestetismo e dall'assenza di problematiche
post impianto. Proprio la plasticita' e la fluidita' del gel mi hanno ricordato
il collagene prima maniera, ma con il vantaggio |
| sicuramente fondamentale di una
durata dell'impianto e mantenimento della correzione estetica nel tempo
superiore. Durante alcuni workshop teorici-pratici che ho presentato sull'agarosio,
i colleghi sono rimasti ben impressionati dalle caratteristiche del prodotto e
la domanda che mi veniva posta piu' frequentemente era da dove provenisse e che
cosa fosse questo gel di agarosio. Beh la mia risposta e' forse stata sempre piu'
semplice di quella che forse i colleghi si aspettavano ma tant'e': l'agarosio
altro non e' che un banale zucchero - un glucosaminoglicano, come l'acido
ialuronico in fondo! - formato da galattani, cioe' zuccheri a cinque atomi di
carbonio. L'industria biomedica, farmaceutica, ben conoscono il prodotto e i
derivati dell'agar-agar, che da anni sono utilizzati come substrati per colture
cellulari, per test farmacologici, di mutagenesi, ecc. Cio' conferma come il
prodotto sia ben conosciuto e accettato dai tessuti che lo ospitano per la sua
biocompatibilita'. Da queste premesse e' nato il razionale per mettere a punto
un gel di agarosio che potesse soddisfare i migliori requisiti fisici, chimici e
meccanici e per essere iniettato con aghi sottili. L'agarosio e' un polimero
saccaridico che a contatto con l'acqua contenuta nei tessuti forma un gel a
maglie rigide con reticolo plastico tridimensionale. Il segreto della sua azione
''long-lasting'' e' nel suo riassorbimento che |

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| non avviene, come per i filler a
base di acido ialuronico, nel sito di impianto ma a distanza: la molecola e'
rimossa dai macrofagi e metabolizzata per via enzimatica tramite una
galactosidasi, e distrutta nel ciclo dei pentosi. Tutto cio' e' ben dimostrato
da una serie di studi e articoli scientifici facilmente reperibili. Il gel
esiste in 3 formulazioni per soddisfare tutte le esigenze di correzione del
volto: a bassa densita' (Easy-agarose LD), per gli inestetismi del 3° superiore
del viso (rughe perioculari e frontali, glabellari) o il ''codice a barre'' del
labbro superiore. La formulazione ad alta densita' (Easy-agarose HD) per la
correzione di rughe profonde, delle pieghe naso-labiali, per il riempimento e la
ridefinizione del contorno delle labbra. La formulazione a piu' alta densita',
quella ''volumizzante'' (Easy-agarose VL) per gli aumenti volumetrici del volto
(zigomi) o nelle tecniche di dermal filler per pavimentazione. Le tecniche di
impianto, seppur simili a quelle normalmente utilizzate con altri prodotti
riassorbibili a base di acido ialuronico, richiedono semplici ma al tempo stesso
specifiche manualita'. Una annotazione personale: per mia natura non mi piace
ricorrere all'ipercorrezione, preferendo rivedere la paziente a breve distanza
dal primo impianto per una eventuale correzione. Forse anche per questo nei casi
da me trattati non ho mai rilevato la persistenza di eritemi e/o edemi, ma solo
fugace bruciore nel momento dell'impianto. I soggetti da me trattati
presentavano tutte le problematiche estetiche del volto, e monitorizzati nel
tempo hanno mostrato una buona soddisfazione del grado di correzione raggiunto e
una persistenza dell'effetto di circa 8-9 mesi. Molti di loro sono ancora
oggetto della mia osservazione perche' e' mio interesse acquisire ancora
maggiori dati sulla persistenza degli effetti. Posso pero' affermare che questo
filler, pur confrontato al nutrito gruppo di molecole usate in questo campo, e'
gia' stato in grado di ritagliarsi un'isola di tutto rispetto mantenendo le
promesse, per un ottimo rapporto qualita'/prezzo, per il suo alto standard di
sicurezza e affidabilita', che ritengo caratteristiche imprescindibili per un
dermal filler. |
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