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Mantenersi giovani
Ci si puo' sentire vecchi
a ventanni e giovani a sessanta, ma inesorabilmente
il tempo lascia sul nostro corpo dei segni che e' quasi
impossibile ignorare. Uomini e donne vivono in maniera
diversa i cambiamenti dellaspetto e delle proprie
performances
Di Clorinda Salvatori
Non e' importante
laspetto esterno, ma bisogna sentirsi giovani
dentro". Quante volte avrete detto o sentito questa
frase che sembra nascondere il segreto di una vecchiaia
felice, ma che molto spesso si rivela un banale luogo
comune, senza alcun rapporto con la realta'? Certamente
lo sviluppo economico ha prodotto un miglioramento dello
stato di benessere in tutti gli strati della popolazione,
accrescendo i livelli di reddito e quindi facilitando
laccesso a piu' beni e servizi, ma si puo' dire che
tutti vivono il processo dellinvecchiamento allo
stesso modo? Teoricamente si dovrebbe rispondere di si,
perche' il progresso della ricerca scientifica,
specialmente nel campo medico e biologico, ha
statisticamente contribuito a prolungare la vita media,
tante' che la longevita' e' un obiettivo a portata
di tutti, ma le implicazioni psicologiche che
accompagnano linarrestabile passaggio del tempo
sono certamente una risposta individuale, unica e
imprevedibile. Pochi gli studi realizzati per capirne di piu'. Abbiamo pero' avuto la possibilita' di leggere i
risultati preliminare di una ricerca che verra'
prossimamente pubblicata su una importante rivista
internazionale e queste sono le prime impressioni che gli
autori hanno avuto analizzando i dati raccolti fra una
popolazione rappresentativa di uomini e donne a cui era
stato posto il quesito: "Quali sono i segni fisici
che al loro primo insorgere vi hanno convinto che state
diventando vecchi?" Una domanda a cui non e'
semplice rispondere e che mette a nudo la complessita'
del rapporto che ognuno di noi ha con il suo corpo e con
linevitabile processo della senescenza.
Ma che mostra
anche la diversa maniera in cui maschi e femmine valutano
limpatto dei segni del tempo nella loro vita e sul
proprio aspetto esteriore. In una societa' in cui si
parla di quarta e quinta eta' e in cui i dati
epidemiologici mostrano che sempre piu' uomini e donne
arrivano in buona salute oltre la soglia dei
sessantanni, per chi si aspettava che al primo
posto ci fossero riferimenti a condizioni morbose
determinate da quelle patologie osteoporotiche,
cardiovascolari o artrosiche tipiche della vecchiaia,
cominciano le sorprese. Fra gli uomini infatti, prima
ancora di lamentarsi per non riuscire piu' a fare le
scale senza il fiatone, o accusare una persistente
sonnolenza post-prandiale, una gran parte del campione
identifica i primi segni nel calo della libido e della
potenza sessuale, o lega linizio di una propria
decadenza fisica al fastidioso accumulo di grasso sui
fianchi e sulla pancia o al diradarsi dei capelli e
cadere inesorabilmente. Eventi che in generale si
manifestano ben oltre i quarantanni di vita e che quasi
sempre corrispondono a una certa maturita' psicologica,
capace di aiutare il soggetto a ridefinire il proprio
ruolo sociale e accettare la sua nuova immagine.
Molte le differenze che
si evidenziano nelle diverse classi sociali e in rapporto
al successo professionale. Discorso diverso per le donne
per cui ce' da rivedere lanalisi dei fattori psicodinamici, legati alla personalita' e ai
comportamenti, che intervengono molti anni prima e
possono influire su quella buona capacita' di adattamento
che e' essenziale per un successfull aging anche
al femminile. Udite, udite, le tanto temute rughe non
sarebbero il primo problema per una donna se essa e'
dotata di un certo carisma, irradia positivita' e
ottimismo. Molto piu' gravi sono considerate le
alterazioni dentarie che minano il sorriso, il bisogno di
inforcare gli occhiali per leggere da vicino, il calo del
seno o del sedere, e piu' in generale un appesantimento
della linea dei fianchi e la crescita di una fastidiosa
pancetta. Da cio' il ricorso sempre piu' frequente ai
centri di dimagrimento, ai massaggi e alle palestre.
Seguono nella lista delle lamentele: le discromie cutanee
del volto, le palpebre che cadono e spengono
lespressivita' degli occhi, le rughe e la secchezza
cutanea. Tutti questi fattori avrebbero come conseguenza
un calo dellentusiasmo nei contatti sociali, un
irrigidimento della personalita' fino a una negazione
progressiva della propria sessualita'. Il processo inizia
almeno un decennio prima che negli uomini, dopo i
trentanni, e' piu' o meno lento e nel caso di donne
che non hanno figli, accelera con lavvicinarsi
della scadenza biologica costituita dalla menopausa. Ad
aggravare la situazione una insoddisfacente situazione
sentimentale che si puo' accompagnare a solitudine e
depressione. Perche' se nei riguardi di una ruga o di una
macchia si puo' sempre lottare e avere la meglio, alla
mancanza di motivazioni e di tenerezza puo' essere
difficile dare una facile soluzione. Il consiglio degli
esperti? Non rinunciare mai a curare il proprio corpo, a
tutte le eta'. Mantenersi in forma e migliorare la
qualita' della propria pelle, non solo puo' essere un
esercizio quotidiano utile per vivere la propria
esistenza, ma e' anche lunica maniera per ridurre
la dipendenza dagli altri e dare qualita' ai propri anni. |