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articolo aggiornato il: Wednesday 16 September 2009


Mantenersi giovani

Ci si puo' sentire vecchi a vent’anni e giovani a sessanta, ma inesorabilmente il tempo lascia sul nostro corpo dei segni che e' quasi impossibile ignorare. Uomini e donne vivono in maniera diversa i cambiamenti dell’aspetto e delle proprie performances

Di Clorinda Salvatori

Non e' importante l’aspetto esterno, ma bisogna sentirsi giovani dentro". Quante volte avrete detto o sentito questa frase che sembra nascondere il segreto di una vecchiaia felice, ma che molto spesso si rivela un banale luogo comune, senza alcun rapporto con la realta'? Certamente lo sviluppo economico ha prodotto un miglioramento dello stato di benessere in tutti gli strati della popolazione, accrescendo i livelli di reddito e quindi facilitando l’accesso a piu' beni e servizi, ma si puo' dire che tutti vivono il processo dell’invecchiamento allo stesso modo? Teoricamente si dovrebbe rispondere di si, perche' il progresso della ricerca scientifica, specialmente nel campo medico e biologico, ha statisticamente contribuito a prolungare la vita media, tant’e' che la longevita' e' un obiettivo a portata di tutti, ma le implicazioni psicologiche che accompagnano l’inarrestabile passaggio del tempo sono certamente una risposta individuale, unica e imprevedibile. Pochi gli studi realizzati per capirne di piu'. Abbiamo pero' avuto la possibilita' di leggere i risultati preliminare di una ricerca che verra' prossimamente pubblicata su una importante rivista internazionale e queste sono le prime impressioni che gli autori hanno avuto analizzando i dati raccolti fra una popolazione rappresentativa di uomini e donne a cui era stato posto il quesito: "Quali sono i segni fisici che al loro primo insorgere vi hanno convinto che state diventando vecchi?" Una domanda a cui non e' semplice rispondere e che mette a nudo la complessita' del rapporto che ognuno di noi ha con il suo corpo e con l’inevitabile processo della senescenza.
Ma che mostra anche la diversa maniera in cui maschi e femmine valutano l’impatto dei segni del tempo nella loro vita e sul proprio aspetto esteriore. In una societa' in cui si parla di quarta e quinta eta' e in cui i dati epidemiologici mostrano che sempre piu' uomini e donne arrivano in buona salute oltre la soglia dei sessant’anni, per chi si aspettava che al primo posto ci fossero riferimenti a condizioni morbose determinate da quelle patologie osteoporotiche, cardiovascolari o artrosiche tipiche della vecchiaia, cominciano le sorprese. Fra gli uomini infatti, prima ancora di lamentarsi per non riuscire piu' a fare le scale senza il fiatone, o accusare una persistente sonnolenza post-prandiale, una gran parte del campione identifica i primi segni nel calo della libido e della potenza sessuale, o lega l’inizio di una propria decadenza fisica al fastidioso accumulo di grasso sui fianchi e sulla pancia o al diradarsi dei capelli e cadere inesorabilmente. Eventi che in generale si manifestano ben oltre i quarantanni di vita e che quasi sempre corrispondono a una certa maturita' psicologica, capace di aiutare il soggetto a ridefinire il proprio ruolo sociale e accettare la sua nuova immagine.
Molte le differenze che si evidenziano nelle diverse classi sociali e in rapporto al successo professionale. Discorso diverso per le donne per cui c’e' da rivedere l’analisi dei fattori psicodinamici, legati alla personalita' e ai comportamenti, che intervengono molti anni prima e possono influire su quella buona capacita' di adattamento che e' essenziale per un successfull aging anche al femminile. Udite, udite, le tanto temute rughe non sarebbero il primo problema per una donna se essa e' dotata di un certo carisma, irradia positivita' e ottimismo. Molto piu' gravi sono considerate le alterazioni dentarie che minano il sorriso, il bisogno di inforcare gli occhiali per leggere da vicino, il calo del seno o del sedere, e piu' in generale un appesantimento della linea dei fianchi e la crescita di una fastidiosa pancetta. Da cio' il ricorso sempre piu' frequente ai centri di dimagrimento, ai massaggi e alle palestre. Seguono nella lista delle lamentele: le discromie cutanee del volto, le palpebre che cadono e spengono l’espressivita' degli occhi, le rughe e la secchezza cutanea. Tutti questi fattori avrebbero come conseguenza un calo dell’entusiasmo nei contatti sociali, un irrigidimento della personalita' fino a una negazione progressiva della propria sessualita'. Il processo inizia almeno un decennio prima che negli uomini, dopo i trent’anni, e' piu' o meno lento e nel caso di donne che non hanno figli, accelera con l’avvicinarsi della scadenza biologica costituita dalla menopausa. Ad aggravare la situazione una insoddisfacente situazione sentimentale che si puo' accompagnare a solitudine e depressione. Perche' se nei riguardi di una ruga o di una macchia si puo' sempre lottare e avere la meglio, alla mancanza di motivazioni e di tenerezza puo' essere difficile dare una facile soluzione. Il consiglio degli esperti? Non rinunciare mai a curare il proprio corpo, a tutte le eta'. Mantenersi in forma e migliorare la qualita' della propria pelle, non solo puo' essere un esercizio quotidiano utile per vivere la propria esistenza, ma e' anche l’unica maniera per ridurre la dipendenza dagli altri e dare qualita' ai propri anni.

 

 

 


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