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IL FUTURO E' NEI POLI-AHA COMPLESSI
A partire dall'acido glicolico sono nate
una serie di molecole sempre piu' affidabili nella lotta al fotoinvecchiamento.
Dal gluconolattone ai poli-idrossiacidi complessi
Sono passati circa trent'anni
da quando Van Scott e Yu pubblicarono sugli Achives of Dermatology, il loro
primo lavoro sul possibile controllo della cheratinizzazione con gli alfa
idrossiacidi. Tanto tempo e' passato, ma a vedere oggi a New Orleans, il Prof.
Eugene Van Scott che ancora tiene banco nelle affollate riunioni dell'American
Academy of Dermatologyfa pensare che oltre ad aver scoperto una delle molecole
che hanno realmente cambiato la storia della dermocosmesi egli abbia formulato
un filtro della giovinezzae che lo usi abbondantemente su di se. Dinamico,
scherzoso, talvolta polemico, il quasi ottantenne scienziato newyorkese, gia'
capo del dipartimento di dermatologia del National Cancer Institute,primo a
definire il concetto di "cinetica dell'epitelio", fondatore della
Neostrata, la prima azienda a ottenere dalla FDA l'approvazione per
commercializzare gli AHA, continua a stupire per l'impegno con cui continua i
suoi studi sulla fisiologia e biologia cutanea. Nelle sue parole si nota pero'
una certa nostalgia per gli anni pioneristici in cui studiava il processo di
maturazione e l'invecchiamento delle cellule cutanee in gravi forme d'ittiosi e
altri disturbi della cheratinizzazione e per quando, insieme al collega Ruey Yu,
gli apparve chiaro che era l'aggiunta di un gruppo idrossilico a un atomo di di
carbonio in posizione alfa che permetteva di ottenere risultati apprezzabili nel
diminuire la coesione fra i corneociti. Sembra che siano passati secoli ma in
reala' sono stati gli ultimi dieci anni quelli che hanno permesso, attraverso
continue ricerche ed esperienze cliniche, di dimostrare che gli AHA non solo
portano vantaggi notevoli nella cura di problemi cutanei come la pelle secca, le
cheratosi attiniche e seborroiche e nell'acne, ma sono anche attivi nello
stimolare la pelle vecchia e danneggiata alla rigenerazione, portandola ad
apparire piu' giovane e splendente. Si e' assistito cosi' alla identificazione
di nuovi principi attivi con una vasta gamma di formulazioni, con diverse
concentrazioni di AHA, in funzione del tipo di pelle e del problema specifico
del paziente da trattare. Sono state sviluppate linee professionali per il
peeling ambulatoriale e linee per il trattamento quotidiano, domiciliare. Un
giro d'affari con tanti zeri, con pochi precedenti nel mercato dei cosmetici. Ma
la ricerca e' andata avanti e non a caso l'innovazione che sta modificando
nuovamente l'approccio al trattamento del fotoinvecchiamento cutaneo e' frutto
di un'altra scoperta di Eugene Van Scott e si chiama acido gluconico-delta
lattone (piu' semplicemente gluconolattone). Il prof. Van Scott ci spiega che
questa molecola ha la formula chimica C6H1006 e nella forma ad anello possiede
quattro gruppi idrossilici mentre nella forma a catena aperta ne presenta
cinque.
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Il gluconolattone si ritrova naturalmente nella pelle come metabolita
intermedio nei processi di rinnovamento cellulare, in quanto, soprattutto nelle
pelli giovani, i cheratinociti sintetizzano e naturalmente convertono l'acido
gluconico e il gluconolattone a ribosio e desossiribosio, rispettivamente basi
fondamentali del RNA e del DNA. In presenza di acqua, nell'organismo e nelle
formulazioni cosmetiche, la forma ad anello del gluconolattone viene idrolizzata
e convertita ad acido gluconico, una molecola che e' sia un alfa-idrossiacido,
perche' possiede un gruppo idrossilico (OH), sia un poli-idrossiacido per la
presenza di cinque gruppi idrossilici, legati a tutti gli atomi di carbonio
della catena.
Di conseguenza essa mantiene la capacita' di modulare il processo
di cheratinizzazione attraverso la stimolazione dell'esfoliazione e del turnover
cellulare in modo sovrapponibile
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all'azione dell'acido glicolico ma ha anche un
meccanismo igroscopico e idratante diretto per la presenza dei molteplici gruppi
ossidrilici. Inoltre la forma a lattone maschera il gruppo acido evitando quei
fenomeni d'irritazione , pizzicore e prurito, che spesso accompagnano, specie in
pelli particolarmente sensibili, l'applicazione dell'acido glicolico. In piu' il
gluconolattone possiede un'attivita' antiossidante naturale , assente negli AHA,
che migliora la funzione di barriera cutanea e contrasta e previene i danni
ossidativi. Secondo Van Scott, a una concentrazione fra il 4 e l'8% si assiste a
un miglioramento nel fotodanneggiamento e in particolare a una riduzione delle
rughe, delle discromie cutanee e dei pori con un aumento del tono cutaneo.
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Ma il
processo di ricerca per una cosmesi piu' efficace e vicina alla biologia della
pelle sta adando ancora piu' avanti. Dopo gli AHA e i Poli-idrossiacidi
(gluconolattone) oggi si parla di Poli-idrossiacidi complessi il cui capostipite
e' l'acido lattobionico, formula chimica C12H22012, noto chimicamente con il
nome Acido Aldonico polisaccaridico, costituito da un poli-idrossiacido, l'acido
gluconico che nelle cellule e' presente come forma acida del gluconolattone, e
uno zucchero, il galattosio, componente naturale dei glucosaminoglicani che
costituiscono la sostanza fondamentale del derma.
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Questa molecola, ottimo
chelante del ferro, ha una potentissima azione antiossidante tanto che da anni e'
usata come costituente principale dei fluidi in cui si conservano gli organi
da trapiantare, ma possiede soprattutto un forte potere igroscopico per la
presenza di ben 8 gruppi ossidrilici. Ha inoltre una notevole attivita'
riparativa cicatrizzante, propria del galattosio nella sintesi e aggregazione
del collagene e nei fenomeni di migrazione cellulare, e contenendo al suo
interno una molecola di poli-idrossiacido favorisce l'esfoliazione e il
rinnovamento cellulare, modulando il processo di cheratinizzazione. I risultati
sperimentali indicano che l'applicazione topica dell'acido lattobionico aumenta
il turgore utaneo e corregge i segni istologici dell'invecchiamento cutaneo con
profili di tollerabilita' e di irritazione sovrapponibili a quelli della
soluzione fisiologica. (Susan Sauer)
Dalla ricerca alla farmacia
NeoStrata e' una delle piu' note
Societa' di Ricerca in ambito dermocosmetico. Fondata nel
1998 da Van Scott e Ruey Yu per commercializzare gli idrossiacidi da loro
identificati, sviluppa da sempre prodotti dermatologici a elevato contenuto
innovativo, mirati all'impiego in dermatologia e chirurgia plastica.
Da qualche
anno l'Azienda, con la scoperta del gluconolattone ha messo a punto la
tecnologia dei poli-idrossiacidi, e piu' recentemente ha brevettato l'acido
lattobionico, un Poli AHA, particolarmente complesso, e un sistema innovativo
anfoterico, che presenta cioe' caratteristiche sia acide che basiche, capace di
non interferire nella penetrazione cutanea degli AHA che e' solo rallentata,
senza tamponarne il pH ma riducendone il potenziale irritativo. Questo obiettivo
e' raggiunto attraverso la formazione e il rilascio di complessi temporanei non
ionici composti da aminoacido (arginina) e idrossiacido, che costituisce un
veicolo a rilascio controllato ma non tamponato. In Farmacia si trovano ora due
nuovi prodotti: NeoStrata Renewal Cream, una crema intensiva antirughe e
antiossidante, adatta aper tutte le pelli, formulata con un'alta concentrazione
di gluconolattone (12%), la cui azione esfoliante e antiradicalica viene
potenziata da una combinazione di pro-retinolo (provitamina A), noto per la sua
capacita' di favorire il turnover cellulare dei corneociti e di aumentare il
tono cutaneo, e la Vit. E, che svolge azione antiossidante, antiaging e protegge
la pelle dal danno ossidativo. NeoStrata Bionic Face Cream,
e' invece una crema
specifica per il viso in cui la combinazione ottimale di Poli-idrossiacidi e' in
grado di sommare l'azione antiossidante e riparativa del gluconolattone
all'azione rivitalizzante e ultra-idratante dell'acido lattobionico. Entrambe le
creme includono il Sistema anfoterico che le rende altamente tollerabili da
tutti i tipi di pelle. |
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