cerca nel portale http://www.lapelle.it

Sei nella rivista www.lapelle.it nella sessione medicina estetica

articolo aggiornato il: Wednesday 16 September 2009


La biochimica degli AHA

Per il 1998 l’American Academy of Dermatology ha assegnato a Eugene J. Van Scott il prestigioso titolo di master in Dermatologia. Un uomo che ha segnato la storia di questa disciplina. in occasione della premiazione gli abbiamo posto alcune domande

di Giorgio Maggiore

In medicina raramente il tempo è galantuomo. Spesso infatti, si danno per acquisite la maggior parte delle piccole e grandi scoperte scientifiche che progressivamente entrano a far parte della scienza medica, e non ci si preoccupa quasi mai del nome degli autori e gli sforzi da loro compiuti in anni di duro lavoro. A ricordarci il ruolo svolto nella Dermatologia da Eugene j. Van Scott, ci ha pensato il Comitato Storico dell'American Academy of Dermatology che durante il recente incontro annuale gli ha conferito il prestigioso titolo di Master in Dernatologia. 
alfaisrosiacidi Nato a New York, si laurea nel 1948 a Chigago dove inizia la sua carriera di dermatologo sotto la guida di Stephen Rothman, il padre delle scienze dermatologiche nord-americane. Capo del dipartimento di dermatologia del National Cancer Institute, dal 1961 al 1968, concentro' i suoi studi sulla fisiologia e biologia cutanea, introducendo per primo il concetto di " cinetica dell'epitelio" e mettendo le basi per i futuri interventi di trapianto delle bulbi piliferi e dei trapianti di cute. Negli stessi anni insieme a Robert Auerbach mise a punto la cura per l'artrite psoriasica a base di metotrexate parenterale. Professore di Dermatologia dal 1968 al 1989 presso la Temple University di Filadelfia, utilizzo' per primo l'applicazione generalizzata su tutto il corpo di 
mecloretamina per il trattamento della micosi fungoide, e, studiando il processo di maturazione e l'invecchiamento delle cellule cutanee in gravi forme di ittiosi e altri disturbi della cheratinizzazione, agli inizi degli anni ‘70, identifico’ insieme al collega Ruey Yu gli alfa idrossiacidi molecole che forse maggiormente ha influenzato lo sviluppo di una moderna dermocosmesi. A seguito della sua scoperta nel 1988 fondo’ la Neostrata, la prima azienda a ottenere nere l'approvazione FDA e a commercializzare gli AHA nel mondo.

Prof. Van Scott, come ricorda i suoi inizi con gli AHA.

La scoperta degli idrossiacidi è stata sorprendente, la ricerca su di essi ancor piu' entusiasmante. Quasi subito ci siamo accorti che i loro benefici andavano oltre il trattamento di quelle condizioni dermatologiche caratterizzate da secchezza cutanea, le cheratosi attiniche e seborroiche o l'acne, ma si poteva stimolare una cute invecchiata e danneggiata a ringiovanire se stessa, fino alla quasi totale scomparsa delle rughe piu' superficiali e fini.

Cosa è cambiato nella biochimica degli AHA?

Quando abbiamo iniziato avevamo inutilmente testato piu' di 200 acidi, ma solo con l'aggiunta di un gruppo idrossilico all'atomo di carbonio in posizione alfa, ci accorgemmo che si ottenevano risultati. Oggi ne sappiamo molto di piu' e siamo in grado di distinguere la loro azione biologica di diminuzione della coesione fra i corneociti, da quella di sostanze che hanno un effetto acido irritativo e chearatolitico a livello dell'epidermide. Si conosce molto di piu' anche sulla possibilita' di preparare formulazioni a base di AHA parzialmente neutralizzati, con un pH piu' vicino a quello normale della pelle. Perchè è bene ricordarlo, l'effetto degli idrossiacidi sulla formazione dello strato corneo è indipendente sia dalla loro acidita', sia da una presunta e inesistente azione sulla mitosi cutanea, ne è legata a un effetto irritativo o a un'azione cheratolitica. In molti studi si è visto che gli effetti sul derma dell'acido glicolico e di altri AHA sono infine dovuti a un aumento della produzione di mucopolisaccaridi e nuovo collagene.

Qualcuno dice che l'acido glicolico è superato....

Non sono assolutamente d'accordo. L'identificazione di altri AHA, con diverse qualita' e proprieta', puo' essere un arricchimento per il dermatologo che di fronte alla complessita' dell'organismo umano ha piu' armi a disposizione. Ma nessuno portera' mai via all'acido glicolico il suo ruolo principale, da solo in concentrazioni crescenti fino al 70% per un peeling profondo o insieme a altre sostanze che ne potenziano l'azione come il piruvato e l'acido acetico. Ricordatevi che se una molecola è vincente, se funziona, un motivo c'è sempre. I risultati della linea Neostrata nel cancellare i segni visibili della pelle secca e anelastica, riequilibrarne lo strato lipidico, e ridarle compattezza e luminosita', non sono mai stati messi in discussione.


 

 



|Home| |Torna indietro| |richiedi l'articolo| |chiedi al medico|
www.lapelle.it
Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la duplicazione degli articoli anche parziale 
senza espressa autorizzazione dell'editore