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per il trattamento della micosi fungoide, e, studiando il processo di
maturazione e l'invecchiamento delle cellule cutanee in gravi forme di
ittiosi e altri disturbi della cheratinizzazione, agli inizi degli anni
‘70, identifico’ insieme al collega Ruey Yu gli alfa idrossiacidi
molecole che forse maggiormente ha influenzato lo sviluppo di una
moderna dermocosmesi. A seguito della sua scoperta nel 1988 fondo’ la
Neostrata, la prima azienda a ottenere nere l'approvazione FDA e a
commercializzare gli AHA nel mondo.
Prof. Van Scott, come ricorda i suoi inizi con gli AHA.
La scoperta degli idrossiacidi è stata sorprendente, la ricerca su
di essi ancor piu' entusiasmante. Quasi subito ci siamo accorti che i
loro benefici andavano oltre il trattamento di quelle condizioni
dermatologiche caratterizzate da secchezza cutanea, le cheratosi
attiniche e seborroiche o l'acne, ma si poteva stimolare una cute
invecchiata e danneggiata a ringiovanire se stessa, fino alla quasi
totale scomparsa delle rughe piu' superficiali e fini.
Cosa è cambiato nella biochimica degli AHA?
Quando abbiamo iniziato avevamo inutilmente testato piu' di 200
acidi, ma solo con l'aggiunta di un gruppo idrossilico all'atomo di
carbonio in posizione alfa, ci accorgemmo che si ottenevano risultati.
Oggi ne sappiamo molto di piu' e siamo in grado di distinguere la loro
azione biologica di diminuzione della coesione fra i corneociti, da
quella di sostanze che hanno un effetto acido irritativo e
chearatolitico a livello dell'epidermide. Si conosce molto di piu' anche
sulla possibilita' di preparare formulazioni a base di AHA parzialmente
neutralizzati, con un pH piu' vicino a quello normale della pelle.
Perchè è bene ricordarlo, l'effetto degli idrossiacidi sulla
formazione dello strato corneo è indipendente sia dalla loro acidita',
sia da una presunta e inesistente azione sulla mitosi cutanea, ne è
legata a un effetto irritativo o a un'azione cheratolitica. In molti
studi si è visto che gli effetti sul derma dell'acido glicolico e di
altri AHA sono infine dovuti a un aumento della produzione di
mucopolisaccaridi e nuovo collagene.
Qualcuno dice che l'acido glicolico è superato....
Non sono assolutamente d'accordo. L'identificazione di altri AHA, con
diverse qualita' e proprieta', puo' essere un arricchimento per il
dermatologo che di fronte alla complessita' dell'organismo umano ha piu'
armi a disposizione. Ma nessuno portera' mai via all'acido glicolico il
suo ruolo principale, da solo in concentrazioni crescenti fino al 70%
per un peeling profondo o insieme a altre sostanze che ne potenziano
l'azione come il piruvato e l'acido acetico. Ricordatevi che se una
molecola è vincente, se funziona, un motivo c'è sempre. I risultati
della linea Neostrata nel cancellare i segni visibili della pelle secca
e anelastica, riequilibrarne lo strato lipidico, e ridarle compattezza e
luminosita', non sono mai stati messi in discussione.
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