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articolo aggiornato il: Wednesday 16 September 2009


Un successo per tutti i medici

Si e' finalmente conclusa la vicenda giuduziaria che ha visto diversi medici estetici in lotta contro il Ministero della salute per i limiti dell'uso del botulino

La storia e' nota. Era la primavera del 2004 e la tossina botulinica di tipo A ottenne l'indicazione ministeriale per l'applicazione in medicina estetica. Con la limitazione imposta dal Ministero della Salute che riservava l'uso a ''chirughi plastici, dermatologi, oftalmologi e chirurghi maxillo facciali''. Di conseguenza, vennero tagliati fuori tutti i medici che non rientravano in queste categorie. Il 25 giugno 2004, il professor Maurizio Priori, presidente della Societa' Italiana di Medicina e Chirurgia Estetica, presento' un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, chiedendo l'annullamento della norma restrittiva introdotta dal Ministero della Salute. A seguire, altre associazioni presentarono a loro volta ricorso. A luglio 2005 inizia il procedimento che si e' concluso alla fine di febbraio 2006 con l'accoglimento da parte della Terza Sezione del T.A.R. del ricorso e annulla il provvedimento adottato nel 2004 dal Ministero della Salute. La normativa relativa all'applicazione dei prodotti contenenti tossina botulinica viene modificata. Oggi il prof. Priori lo definisce ''un trionfo per l'intera categoria dei medici, non piu' scioccamente divisa in figli e figliastri. 
'' Tutto e' bene quel che finisce bene? 
''Potremmo - i miei associati e io aggiunge Priori - gonfiare il petto e, dopo esserci assunti l'onere del procedimento, goderci gli onori della vittoria. I prodotti a base di tossina botulinica non sono piu' sostanze proibite…Nel dispositivo della sentenza i giudici hanno confermato quanto sosteniamo da sempre, ovvero che i prodotti a base di tossina botulinica non sono piu' pericolosi di altri medicinali e che per effettuare queste infiltrazioni basta essere medici e aver frequentato corsi specifici.Questo sistema ''antirughe'', sebbene abbia risultati temporanei e' certamente meno invasivo, meno cruento e meno costoso della riduzione chirurgica delle rughe''. 
Quindi, pensa che giustizia sia stata fatta? 
''Si', giustizia e' fatta. Il rammarico e' che per poter affermare diritti sacrosanti (quello dei medici abilitati, ma anche quello dei pazienti a scegliere la cura che fa al caso loro) siano occorsi due anni. In ogni caso cio' che conta, lo sappiamo, e' il risultato finale. E l'arbitro potrebbe addirittura non aver ancora dato il triplice fischio…''.
 In che senso? 
''Stiamo valutando la possibilita' di rivolgerci alle autorita' competenti per chiedere al Ministero della Salute i danni - morali e soprattutto materiali - per questi due anni in cui a qualcuno e' stato impedito di esercitare appieno la propria professione. Insomma, dopo la vittoria potrebbe esserci addirittura il trionfo: staremo a vedere''.




 

 

 


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