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Un successo per tutti i medici
Si e' finalmente conclusa la vicenda giuduziaria che ha
visto diversi medici estetici in lotta contro il Ministero della salute per
i limiti dell'uso del botulino
La storia e' nota. Era la primavera del 2004 e la tossina
botulinica di tipo A ottenne l'indicazione ministeriale per l'applicazione in
medicina estetica. Con la limitazione imposta dal Ministero della Salute che
riservava l'uso a ''chirughi plastici, dermatologi, oftalmologi e chirurghi
maxillo facciali''. Di conseguenza, vennero tagliati fuori tutti i medici che
non rientravano in queste categorie. Il 25 giugno 2004, il professor Maurizio
Priori, presidente della Societa' Italiana di Medicina e Chirurgia Estetica,
presento' un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, chiedendo
l'annullamento della norma restrittiva introdotta dal Ministero della Salute. A
seguire, altre associazioni presentarono a loro volta ricorso. A luglio 2005
inizia il procedimento che si e' concluso alla fine di febbraio 2006 con
l'accoglimento da parte della Terza Sezione del T.A.R. del ricorso e annulla il
provvedimento adottato nel 2004 dal Ministero della Salute. La normativa
relativa all'applicazione dei prodotti contenenti tossina botulinica viene
modificata. Oggi il prof. Priori lo definisce ''un trionfo per l'intera
categoria dei medici, non piu' scioccamente divisa in figli e figliastri.
'' Tutto e' bene quel che finisce bene?
''Potremmo - i miei associati e io aggiunge Priori - gonfiare il petto e, dopo
esserci assunti l'onere del procedimento, goderci gli onori della vittoria. I
prodotti a base di tossina botulinica non sono piu' sostanze proibite…Nel
dispositivo della sentenza i giudici hanno confermato quanto sosteniamo da
sempre, ovvero che i prodotti a base di tossina botulinica non sono piu'
pericolosi di altri medicinali e che per effettuare queste infiltrazioni basta
essere medici e aver frequentato corsi specifici.Questo sistema ''antirughe'',
sebbene abbia risultati temporanei e' certamente meno invasivo, meno cruento e
meno costoso della riduzione chirurgica delle rughe''.
Quindi, pensa che giustizia sia stata fatta?
''Si', giustizia e' fatta. Il rammarico e' che per poter affermare diritti
sacrosanti (quello dei medici abilitati, ma anche quello dei pazienti a
scegliere la cura che fa al caso loro) siano occorsi due anni. In ogni caso cio'
che conta, lo sappiamo, e' il risultato finale. E l'arbitro potrebbe addirittura
non aver ancora dato il triplice fischio…''.
In che senso?
''Stiamo valutando la possibilita' di rivolgerci alle autorita' competenti per
chiedere al Ministero della Salute i danni - morali e soprattutto materiali -
per questi due anni in cui a qualcuno e' stato impedito di esercitare appieno la
propria professione. Insomma, dopo la vittoria potrebbe esserci addirittura il
trionfo: staremo a vedere''.
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