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articolo aggiornato il: Thursday 10 May 2012

 


Il bruxismo? E' tutto uno stress

del dott. Bahri Adis

Sono tante le patologie attribuibili allo stress. Fra queste una, non grave e poco nota puo' dare tanti fastidi

 

bruxismo, digrignamento dei denti
Perdita dello smalto (sostanza dentale) dovuta a bruxismo. Prima e dopo la cura ( in basso capsule in zirconia).

Stringere i denti, “mordere il freno”, sono espressioni comuni nella nostra societa' competitiva e hanno il significato di farsi forza, essere determinati, lottare per ottenere successo, prestigio, immagine. 
Ma qual’e' il prezzo pagato dai nostri denti? 
Il Dizionario Medico, alla voce “bruxismo” recita: “digrignamento dei denti che avviene nelle fasi di sonno leggero o di sonno REM. Procura un sonno disturbato e, al risveglio, una sensazione di stanchezza alla mandibola. A lungo termine provoca l’appiattimento della parte superiore dei denti”. E non solo. Perche' la compressione esercitata inconsciamente durante la notte (o anche di giorno), puo' causare l’usura e la progressiva distruzione dei denti che

vengono via via “limati”, ma anche gravi danni all’articolazione mandibolare con conseguenze dolorose ai muscoli facciali, emicranie, dolori al collo e al rachide cervicale.
Piu' tensione, piu' bruxismo
Serrare e digrignare i denti e' piuttosto frequente ai nostri giorni ed e' senz’altro in relazione con lo stress quotidiano cui siamo sottoposti. Il fenomeno indica, infatti, uno stato di forte nervosismo e, specie di notte, appare un metodo per scaricare le tensioni accumulate durante il giorno. 

bruxismo, digrignamento dei denti
bruxismo, digrignamento dei denti In genere ne sono vittima gli adulti, ma neppure i bambini sono risparmiati, sempre piu' coinvolti dalla velocita' dei tempi e da giochi iper-tecnologici, come i videogiochi, che impongono uno stato di perenne alta tensione.
Oltre al fattore psicologico, il bruxismo puo' avere anche cause meccaniche dovute a:
• infraocclusione (mancanza di contatto)
• sopracontatti (eccesso di contatto che porta una deviazione dell’Articolazione Temporo-Mandibolare - ATM)
• mancata intercuspidazione (combaciamento).

I segnali “spia”
Volete rendervi conto se il bruxismo ha colpito anche voi? Mettetevi davanti allo specchio con i denti allineati, le arcate chiuse. Se tutti i denti combaciano (canini e laterali) senza lasciare alcuno spazio, e' gia' segno che state “digrignando”.
Per riuscire a capire se questo fenomeno avviene anche quando state dormendo, esistono diversi segnali indicatori:
• al risveglio si possono avvertire fastidiosi dolori muscolari

bruxismo, digrignamento dei denti
bruxismo, digrignamento dei denti
Paziente con spazio frontale e forte abrasione dovuta a bruxismo. Vista frontale dopo la terapia. Il rapporto tra lunghezza e larghezza delle corone e' anatomicamente corretto.
• sbadigliare risulta doloroso perche' e' difficile aprire al massimo la bocca
• al mattino fanno male tutti i denti
• la sensibilita' dentale al caldo e al freddo aumenta.
Le conseguenze

La persona “bruxista” non dovrebbe sottovalutare il disturbo. Col tempo, infatti, puo' andare incontro a conseguenze assai spiacevoli: dolori dentali cronici, devitalizzazioni di singoli denti per usura, denti che si muovono o si consumano eccessivamente.
I danni causati dal digrignamento si possono evidenziare anche nell’articolazione mandibolare con il 
classico “scrocchio” all’apertura della bocca, ma, soprattutto, con risvolti ben piu' seri quali vertigini, cefalee, dolori cronici e danni all’articolazione temporo-mandibolare, oltre ad algie alla cervicale che potrebbero perfino interessare la colonna vertebrale.
Placca trasparente modellata sulla forma dei denti del paziente per evitare contatti errati e distoglierlo dalla sua abitudine di digrignamento.

I rimedi
Dopo un approfondito studio del caso clinico e dopo aver portato il paziente alla consapevolezza delle sue azioni, l’odontoiatra puo' suggerire una soluzione naturale e poco invasiva, costituita da una “placca masticatoria” da utilizzare principalmente di notte. La sua funzione protettiva evita i contatti traumatizzanti delle cuspidi e mantiene l’articolazione in posizione di riposo, oltre a distogliere il bruxista dalle sue abitudini pericolose. 
In seguito, lo specialista puo' intervenire per salvare i denti usurati utilizzando capsule in oro, ceramica o in zirconia, un materiale esteticamente molto bello, non riconoscibile dagli altri denti e con, in piu', il pregio di essere quasi indistruttibile.
Per tornare a essere in perfetta forma, la terapia non puo' tuttavia essere unicamente medica. 
Il bruxista, da parte sua, dovrebbe infatti cercare di diventare consapevole delle cause che lo hanno portato a digrignare i denti, cercare di elaborarle e trovare, di conseguenza, altre modalita' per canalizzare le sue tensioni. 
Le attivita' non odontoiatriche possibili sono tante e diverse fra loro: puo' bastare un hobby, uno sport anche violento, o qualche sessione di psicoterapia. Metodi da valutare, secondo il proprio carattere e inclinazioni, per vivere una situazione piu' armoniosa con se stesso.

 








 

 

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