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articolo aggiornato il: Wednesday 16 June 2010


La semantica della cellulite

Dopo oltre trent’anni non si riesce ancora a usare una terminologia unitaria per definire uno degli inestetismi piu' diffusi e odiati dalle donne. Eppure la ricerca ha fatto da tempo chiarezza

del dott. Vincenzo Varlaro, docente della Scuola Internazionale di Medicina Estetica FatebenefratelliRoma

Il termine "cellulite" venne introdotto da Cancesi, Alquier, Pavot nel 1922. Tale termine e' entrato nell'uso comune per definire le modificazioni del pannicolo adiposo sottocutaneo. Fino a oggi confusione e ambiguita' hanno animato tale patologia del tessuto adiposo sottocutaneo. Per lunghi anni si e' parlato di infiammazione degli adipociti del pannicolo adiposo sottocutaneo e, ancora oggi, qualcuno che non la conosce, ingannato dal suffisso "ite", continua a definire la cellulite come un processo infiammatorio delle cellule adipose del tessuto adiposo sottocutaneo. In occasione del VI Congresso Nazionale della Societa' Italiana di Medicina Estetica tenutosi a Roma, nel 1982, Bartoletti, Binazzi, Ribuffo, Carlesimo, Calvieri, Chimenti, Curri, Merlen chiarirono gli aspetti istopatologici della cellulite stabilendo che bisognava distinguere delle situazioni istopatologiche diverse: l'adiposita' localizzata (AL) e la pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS).

cellulite
Adipociti rigonfi di lipidi
Negli anni successivi, Curri, proseguendo negli studi, completo' il discorso "cellulite" chiarendo ulteriormente i rapporti tra AL e PEFS. 
Dal testo di Curri "Compendio di semeiotica clinica e strumentale delle pannicolopatie" si legge: "...la cosiddetta cellulite e' in realta' la risultante di processi patologici diversi, che vanno correttamente identificati e valutati nelle componenti di adiposita' localizzata e di pannicolopatia abiotrofico-regressiva vera e propria. La pratica clinica insegna che le forme pure di adiposita' localizzate o di pannicolopatia da stasi sono relativamente rare, mentre prevalgono di gran lunga le forme miste, in cui su un pregresso terreno di adiposita' localizzata, insorta per cause varie, si impianta, a un certo momento, il processo pannicolopatico da stasi...". 
Curri stabili' che la "cellulite" era l'espressione clinica di situazioni istopatologiche del tipo AL e del tipo pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica e che la pannicolopatia da stasi microcircolatoria si impianta su una situazione di adiposita' localizzata in eccesso. Secondo lo stesso Autore le forme di adiposita' localizzata su cui si impianta una pannicolopatia da stasi microcircolatoria sono di riscontro clinico molto frequente e che tali situazioni istopatologiche rappresentano oltre l'80% dei casi comunemente diagnosticati come cellulite. 
In altre parole, insomma fu lo stesso Curri a introdurre il concetto di cellulite "pura" e di cellulite "mista" intendendo per cellulite "pura" una cellulite costituita esclusivamente da adiposita' localizzata in eccesso, o una cellulite costituita esclusivamente da pannicolopatia da stasi microcircolatoria, e per cellulite "mista" una cellulite costituita dalla contemporanea presenza di situazioni istopatologiche di AL e di pannicolopatia da stasi microcircolatoria. 
cellulite
Interstizio del tessuto connettivo lasso
cellulite cellulite
famigerati cuscinetti sono l'espressione di aspetti istopatologici del tessuto adiposo sottocutaneo 
Secondo la nostra esperienza, pero', la possibilita' di riscontrare una cellulite "pura" costituita da sola adiposita' localizzata in eccesso o costituita da sola pannicolopatia da stasi microcircolatoria e' del tutto teorica. Infatti, se si puo' essere possibilisti nell'ammettere una cellulite "pura" costituita esclusivamente da adiposita' localizzata in eccesso (i primi accumuli che si possono verificare nelle ragazze giovani che non sono ancora mature sessualmente) lo stesso non puo' valere per una cellulite "pura" costituita esclusivamente da pannicolopatia da stasi microcircolatoria, che resta cosi' un concetto didattico, teorico, non riscontrabile nella realta'. 
La pannicolopatia da stasi microcircolatoria, infatti, impiantandosi su un'adiposita' localizzata dovrebbe sostituire integralmente il tessuto adiposo stesso interessandolo completamente 
con i suoi processi abiotrofico-regressivi e questo non e' possibile che si verifichi se non in via teorica. Volendo usare una efficace analogia con cio' che normalmente avviene in natura, se si puo' ammettere che una parte della mela possa essere sostituita da materiale marciscente e' difficile sostenere che l'intera mela possa diventare materiale marciscente. Anche perche' nel caso del pannicolo adiposo sottocutaneo, pur in presenza di problemi di microcircolazione, si verifica comunque il nutrimento del tessuto adiposo abbondantemente vascolarizzato.
Sulla base di questi concetti e' imprudente identificare la pannicolopatia da stasi microcircolatoria con la cellulite. La pannicolopatia da stasi microcircolatoria e' solo un aspetto istopatologico della cellulite e solo in teoria potrebbe costituire l'unico tipo istopatologico della cellulite. I "famigerati" cuscinetti tanto apprezzati nel Cinquecento e tanto odiati nel Mondo Moderno sono, quindi, l'espressione di aspetti istopatologici del tessuto adiposo sottocutaneo che possono variare da una situazione di semplice ipertrofia-iperplasia adipocitaria in eccesso fino a vere manifestazioni abiotrofico-regressive del pannicolo adiposo sottocutaneo. 
Trattandosi di un processo iperplasico-ipertrofico-abiotrofico-regressivo del pannicolo adiposo sottocutaneo sarebbe quindi piu' appropriato definire tali situazioni istopatologiche come "cellulosi" e non come cellulite. 
Disarcionare il termine di uso comune cellulite e', per adesso, un'impresa difficile, una montagna troppo impegnativa da scalare per cui e' bene rimandare tale obiettivo a tempi piu' propizi. Quello che e' importante, in tale fase, e' parlare correttamente di cellulite e per farlo bisogna conoscerla. Conoscere la cellulite e' un prologo importante che potra' rendere piu' facile, in futuro, l'operazione di disarcionamento del termine cellulite a favore del termine "cellulosi". 
Cerchiamo allora di definire e inquadrare in maniera corretta dal punto di vista clinico la cellulite, come patologia del pannicolo adiposo sottocutaneo caratterizzata dal punto di vista istopatologico da situazioni di adiposita' localizzata in eccesso (iperplasia-ipertrofia adipocitaria) e/o da situazioni abiotrofico-regressive del tessuto adiposo di tipo pannicolopatico edemato-fibro-sclerotico. Per chi non dovesse bastare offriamo un’altra definizione adottabile: la cellulite e' una patologia di tipo iperplasico-ipertrofico-abiotrofico-regressivo del pannicolo adiposo sottocutaneo. Quando il pannicolo adiposo sottocutaneo aumenta di volume per una iperplasia/ipertrofia degli adipociti ma conserva la tipica lobulazione e la sua normale vascolarizzazione si parla, invece, di Adiposita' Localizzata in eccesso. Quando il pannicolo adiposo sottocutaneo va incontro a processi involutivi (dissociazione adipocitaria, aniso-poichilocitosi adipocitaria, manifestazioni abiotrofico-regressive degli adipociti, fuoriuscita di trigliceridi dagli adipociti, neofibrillopoesi collagene) e si ha la scomparsa della tipica lobulazione e l'alterazione della normale vascolarizzazione (aspetti microangiopatici con situazioni di stasi veno-linfatica microcircolatoria) si parla infine di PEFS. In alcune situazioni di cellulite puo' essere dominante l'aspetto istopatologico dell'AL in eccesso, mentre in altre quello della PEFS, coesistendo, comunque, nella maggioranza dei casi, i due tipi istopatologici: l'AL e la PEFS.




 

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