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Chemioesfoliazione con acido piruvico
Gli italiani preferiscono chiamarlo peeling, ma la sostanza
non cambia: e' con la chimica che si combattono tanti inestismi cutanei
della Dr.ssa Lucia Cussolotto
Per molti dermatologi e medici estetici il peeling chimico non
e' solo una tecnica medica ma una questione artistica. Il termine peeling, e' di origine inglese, deriva dal verbo to peel (sbucciare), cui
e' stato aggiunto l’aggettivo chimico, per indicare il ricorso a sostanze di formula e non a mezzi
fisico-meccanici. In realta', in italiano si dovrebbe far ricorso alla meno affascinante parola
chemioesfoliazione, che meglio, pero', descrive l’applicazione di una o piu' sostanze chimiche esfolianti sulla cute con la conseguente distruzione e successiva rigenerazione di porzioni di epidermide e/o del derma. Qualunque sia il modo in cui si voglia chiamarlo, il peeling chimico
e' un trattamento dermatologico molto comune per il miglioramento di specifiche condizioni cutanee quali acne,
fotoinvecchiamento, discromie, cheratosi attinica, melasma, rughe e cicatrici superficiali e, come
e' noto, consiste nella rimozione delle cellule morte dello strato corneo e rimodellamento della matrice extracellulare con formazione di nuovo collagene, riorganizzazione delle fibre elastiche e rigenerazione di nuova epidermide.
Il peeling puo' essere superficiale, medio o profondo a seconda della natura e della concentrazione
(pH) dell’agente esfoliante utilizzato e dal tempo di applicazione sulla cute prima della sua neutralizzazione. Maggiore
e' la profondita' di azione del peeling, maggiore sara' il risultato, ma maggiore sara' anche il rischio di complicanze ed esiti indesiderati post-trattamento.
La necessita' di ottenere risultati efficaci con il minor rischio possibile ha determinato la diffusione dei peeling superficiali e la ricerca di trattamenti esfolianti caratterizzati da tempi di recupero piu' brevi rispetto a quelli richiesti nei peeling
medio-profondi.
L’equilibrio tra efficacia ed effetti indesiderati rappresenta, quindi, la sfida e l’arte del peeling chimico.
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