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articolo aggiornato il: Wednesday 16 September 2009

 


I miei fillers sono tre

I requisiti che un filler ideale dovrebbe soddisfare sono cosi' tanti che a seconda dell’indicazione e' meglio usare prodotti diversi

della dott.ssa Clara Rigo, medico estetico

Il trattamento delle cosiddette "rughe" e' una delle richieste piu' frequenti a cui dermatologi e chirurghi plastici sono quotidianamente sottoposti. Spetta al medico suggerire al paziente la metodica piu' idonea, in relazione al difetto lamentato e alla sua localizzazione. L'aumento dei tessuti molli e' una tecnica molto diffusa, attraverso cui una sostanza viene iniettata sotto la cute. Questa metodica viene usata per correggere rughe, depressioni, cicatrici varie. Oggi correttamente si parla di riempitivi, denominati dermal fillers dal verbo inglese to fill che vuol dire riempire. Da quando negli anni ‘80 il collagene, primo prodotto naturale, e' stato adottato dai medici di tutto il mondo per attenuare le rughe, la ricerca ha puntato a trovare il filler dal profilo ideale, cioe' quello che dovrebbe soddisfare al meglio i requisiti richiesti a questo prodotto. Secondo la mia esperienza la lista di cio' che dobbiamo assolutamente richiedere ai fillers e' molto estesa: biocompatibilita'; proprieta' fisiche e chimiche assimilabili a quelle del tessuto circostante, cioe' completa integrazione con la zona ricevente l'innesto; plasticita', cioe' capacita' di modellarsi sulle strutture anatomiche sottostanti; mancanza di tossicita'; non allergenicita' e quindi anche non immunogenicita'; sterilita'; stabilita' del prodotto nella sede di iniezione e non migrazione in zone limitrofe o in altre sedi dell'organismo; facilita' di inoculazione e completa biodegradabilita'.

fillers E' comunemente riconosciuto che molte delle sostanze estranee usate fino ad oggi si sono, nel tempo, rivelate inadeguate, sia dal punto di vista clinico, che istologico. In seguito al loro uso, infatti, si sono registrati frequenti problemi legati alla reazione da corpo estraneo, alla migrazione, alla sovrainfezione e, non ultimo, alla stabilita' della molecola. 
Molto si e' scritto sulle potenzialita' dei fillers, tutte da raggiungere senza complicazioni, il cui obiettivo principale e' pero' comune: dare un risultato duraturo il piu' a lungo possibile. Per questo motivo i formulatori hanno, negli ultimi anni, messo a punto una nuova generazione di fillers, non solo riempitivi ma anche rigeneranti del derma in cui vengono iniettati.  fillers
fillers Ne sono derivati prodotti con caratteristiche diverse: quelli che promettono aumento dei volumi e rigenerazione tissutale; aumento e rivitalizzazione; aumento e plasticita', cioe' volume. Questa differenza di attivita' all'interno del derma, permette una maggiore possibilita' di scelta per il medico fra le diverse formulazioni dei prodotti in commercio. 

Nella mia pratica quotidiana, per l'aumento intradermico, utilizzo una formula che contiene 25mg di acido jaluronico semplice, piu' 25 mg di acido jaluronico cross-linked, e idrossipropilmetilcellulosa, che ne diminuisce la velocita' di degradazione dopo l'iniezione nei tessuti umani. La combinazione di entrambi i gel da' origine a un "copolimero reticolato", tenendo presente che gli acidi jaluronici utilizzati nel prodotto sono sintetizzati in laboratorio, quindi di origine bioenzimatica, non animale, altamente purificati, con grande capacita' di richiamare e trattenere acqua, da cui il naturale effetto rivitalizzante. Per la rigenerazione, un concetto che significa ricostruire nuove fibre del tessuto cutaneo che si e' impoverito, usurato dal tempo, e colmare in parte l'eventuale perdita di sostanza, uso invece un prodotto in cui sono aggiunte microsferule di destrano, e la cui composizione e' la seguente: acido jaluronico semplice, piu' acido jaluronico cross-linked ( Hylan Gel ) reticolato ad alto peso molecolare, idrossi-propil-metilcellulosa (HPMC), acido lattico per bilanciare il PH e infine, sferule di destrano o destranomeri (Deae Sephadex). I due componenti che denotano la peculiarita' del prodotto sono l'idrossipropilmetilcellulosa e i destranomeri.
L'HPMC e' un polimero di cellulosa cross-linked, sostanza ricavata dalle fibre di piante, idrofila, altamente viscoelastica, resistente alla digestione enzimatica e biocompatibile. I destranomeri sono sferule di destrano cross-linked, perfettamente rotonde, della misura da 80 a 120 micron con carica di superficie positiva. I destranomeri possono avere carica di superficie neutra, negativa e positiva. Da uno studio comparativo delle cariche e' risultato che le particelle di destrano quando vengono iniettate: se hanno carica neutra creano solo una reazione da corpo estraneo senza neosintesi di nuovo tessuto, mentre se hanno carica negativa stimolano l'osteogenesi con formazione di nuovo tessuto osseo tanto da essere utilizzate per i traumi, a esempio cranio facciali. Quando, infine, hanno carica positiva, come nel prodotto da me usato, stimolano la neogenesi di fibre collagene, cioe' di un nuovo tessuto connettivo. La dispersione dei destranomeri in acido jaluronico e' altamente biocompatibile, e questa combinazione e' da lungo tempo usata per facilitare la cicatrizzazione delle ferite, con crescita di un tessuto connettivo soffice e stabile.
A orientare la mia preferenza sono stati di un ampio studio teso a verificare la formazione di nuovo tessuto e la totale degradabilita' del prodotto, iniettato nel derma e tenuto sotto controllo istologico con biopsie seriate per un periodo da 6 a 24 mesi. Infatti si e' visto che dopo una settimana, si registra una minima reazione infiammatoria. Le sferule di destrano sono circondate da un tessuto ricco di fibroblasti, e c'e' una notevole quantita' di acido jaluronico. Dopo tre mesi, si osserva una banda larga di nuove fibre collagene, intorno alle sferule di Sephadex. Soltanto una piccola quantita' di jaluronico si vede intorno alle piccole palline. Dopo sei mesi le fibre collagene non aumentano piu', non si trovano cellule giganti da corpo estraneo, e le sferule sono presenti senza migrazione. Dopo 24 mesi, infine si registrano un’avanzata degradazione dei destranomeri, nessuna migrazione delle sferule e una ben definita banda di tessuto collagene neoformato. Tutto cio' e' stato documentato anche ecograficamente a livello della piega nasogeniena. Riassumendo: scelgo fra i tre prodotti in base alle indicazioni diverse. Quello con le microsferule di destrano va meglio per riempire rughe o pieghe nasogeniene, rughe profonde della glabella, pieghe ai lati della bocca. Viceversa per le rughe sottili periorali, delle guance,le rughette periorbitali, le collane di Venere del collo, si usa il prodotto base. Per gli aumenti di volume, come per il rimodellamento plastico di labbra e zigomi, e' indicato l'idrogel viscoelastico ad alta viscosita'. Due parole sulla tecnica da me adottata: faccio precedere il trattamento, circa mezz'ora prima, da un'anestesia topica con pomata anestetica. L’iniezione e' intradermica, lineare a tunnel retrogrado con l'uso di un ago 27, 29 o 30 G, a seconda delle zone da trattare e della profondita' o meno del difetto cutaneo. Tenendo presente che se l'iniezione e' troppo profonda, non si verifica il risultato di riempimento, viceversa se e' troppo superficiale, il materiale puo' produrre un'ipercorrezione. In genere occorrono circa 2 sedute, a distanza di quindici o venti giorni l'una dall'altra. Come controindicazioni indico la tendenza alle cicatrici ipertrofiche, gravidanza, diabete mellito e talune ipersensibilita' alla metilcellulosa o all'acido lattico. Come effetti collaterali segnalo quelli comuni a tutti i filler: eritema, edema, ecchimosi, indurimento nel punto dell'impianto, tutti a totale risoluzione entro 24- 36 ore.



 

 

 


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