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Riassorbibile e long lasting
Sperimentato a Bologna un nuovo filler a base di
agarosio, un polisaccaride estratto da un’alga, maneggevole e
biocompatibile. Resta in sede a lungo,
e' ben tollerato e senza controindicazioni
Dott.ri Venturo N., De Padova MP., Bentivogli M., Tosti A.,
Dipartimento di Medicina Clinica specialistica sperimentale, Sezione di Clinica dermatologica,
Universita' di Bologna
Recentemente la richiesta di trattamenti estetici ambulatoriali si va sempre
piu' orientando nella direzione di metodiche scarsamente invasive per non precludere le normali
attivita' sociali. In particolare nel settore del trattamento dell’invecchiamento cutaneo l’attenzione si rivolge essenzialmente all’uso di peeling, biorivitalizzazione e fillers [1, 2]. I fillers consistono in materiali di diversa natura [3], che vengono iniettati nel derma mediante aghi sottili al fine di ridurre rughe e solchi del viso, aumentare il volume dei tessuti molli [4], correggere cicatrici e difetti cutanei conseguenti a interventi chirurgici o traumi [5, 6]. Questi dispositivi medico-chirurgici possono essere classificati in due categorie in base alla durata dell’effetto ottenuto:
• Fillers permanenti: sono costituiti da sostanze che mantengono immutate le proprie caratteristiche nel tempo e che non vengono riassorbite [7]. Intorno all’impianto si crea col tempo una struttura di rivestimento, una sorta di “capsula” fibrosa reattiva che ne impedisce la migrazione nelle aree circostanti [8]. Questi fillers hanno il vantaggio di richiedere una sola seduta
iniettiva, ma lo svantaggio di non essere plasmabili
ne' asportabili.
• Fillers temporanei: sono sostanze che determinano un rimodellamento estremamente fine e delicato dei tessuti trattati, garantendo un effetto particolarmente naturale e che vengono riassorbite gradualmente, ma completamente [9]. In base al tempo di riassorbimento possono essere ulteriormente suddivisi in due gruppi:
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prima
Dopo |
a) filler a rapido riassorbimento
b) filler a lento riassorbimento
Il principale vantaggio derivato dall’uso di questi prodotti e' la possibilita' di ottenere un miglioramento dell’aspetto estetico del volto senza “stravolgere” in maniera definitiva la struttura dei tessuti.
Presso il Servizio di Dermocosmetologia della Clinica Dermatologica dell’Universita' di Bologna abbiamo effettuato uno studio di valutazione clinica sugli effetti di un nuovo filler riassorbibile a base di
agarosio, recentemente messo in commercio. L’agarosio
e' un polisaccaride estratto dall’agar-agar.
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Agar-agar e' una parola malese usata per un tipo di alga piuttosto comune in quell’area geografica. In biologia indica un gel, miscela complessa di diversi tipi di zuccheri e proteine, a sua volta derivato da una miscela di alghe rosse, appartenenti a specie del genere
Gelidium. e' un composto gia' usato come agente gelificante per terreni e brodi di coltura microbiologici oltre che per uso alimentare, per uso farmaceutico, come componente di alcuni lassativi, e per uso cosmetico. L’agar-agar, utilizzato come substrato di crescita cellulare, ha tra i suoi numerosi costituenti alcune sostanze saccaridiche appartenenti alla famiglia dell’agarosio. L’agar-agar contiene quindi numerosi tipi di
agarosio.
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prima
dopo |

Fig. 2: reticolo tridimensionale del gel di agarosio |
La molecola di agarosio e' costituita da unita' ripetute di D-galattoso e 3,6-anidro-L-galattoso, appartenenti alla famiglia dei
galattani.
Si tratta di un gel vero a maglie rigide, facilmente estrudibile da un ago sottile (30-32 G), che forma nel tessuto ospite una rete tridimensionale in grado di trattenere molecole e liquidi organici in equilibrio con il suo riassorbimento. Altra interessante caratteristica
e' il suo lento riassorbimento, determinato dall’assenza, in situ, dell’enzima degradante specifico. Infatti, il prodotto non viene metabolizzato nel punto di inoculo,
bensi' viene prima fagocitato dai macrofagi e poi trasportato nel sistema reticolo-endoteliale [10]. Il polimero viene quindi distrutto da una
galactosidasi, enzima appartenente alla famiglia delle glicosidasi, che lo frammenta nelle sue
unita' di base e nelle sue subunita': i galattani.
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Questi ultimi vengono degradati nel ciclo dei pentosi a livello sia degli stessi
macrofagi, sia delle piastrine, che delle cellule del sistema reticolo-endoteliale [11, 12, 13]. La terza caratteristica
e' la sua estrema biocompatibilita' [14, 15, 16]: l’agarosio, gia' noto e utilizzato in
virtu' delle sue proprieta', e' ben tollerato da cellule e tessuti, non stimola reazioni da corpo estraneo [17, 18] e non induce risposte a carico del sistema immunitario [19, 20]. Il prodotto si presenta come un presidio medico-chirurgico sterile, iniettabile,
apirogeno, viscoelastico, isosmotico, isotonico, incolore e trasparente, di cui esistono due formulazioni:
• HD (high density): a maggior concentrazione di agarosio (1,5%) per la correzione di lesioni profonde, come solchi
nasolabiali, frontali e genieni, depressioni sottocommissurali, e per l’aumento di volume dei tessuti atrofici e di esiti cicatriziali.
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Immagine della galactosidasi enzima della famiglia delle glicosidasi,
che degrada l'agarosio |
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• LD (low density) a minore concentrazione di agarosio (1%) per la correzione di lesioni superficiali e di piccoli difetti cutanei, come rughe
periorali, periorbicolari e per l’aumento volumetrico delle labbra.
Per lo studio sono state reclutate 25 pazienti di sesso femminile di eta' compresa fra 38 e 52 anni
(eta' media 47 anni), che hanno richiesto la correzione delle rughe nasogeniene e glabellari e di altri piccoli difetti e in 4 casi anche l’aumento volumetrico delle labbra. Tre settimane prima della seduta iniziale ciascuna paziente
e' stata sottoposta a un test preliminare, sebbene non richiesto dal protocollo di studio, per valutare la
tollerabilita' individuale al prodotto. Sulla faccia volare dell’avambraccio a livello sottocutaneo
e' stata iniettata una piccola quantita' di sostanza e dopo 48 ore e dopo 3 settimane si
e' valutata l’eventuale comparsa di una reazione secondaria. Nel protocollo d’impianto sono previste due sedute: nella prima abbiamo utilizzato un minimo quantitativo di filler per trattare le rughe e ottenere aumenti volumetrici, senza necessariamente arrivare alla correzione ottimale; nella seconda, distanziata di 7-15 giorni dalla precedente, abbiamo ottimizzato la correzione utilizzando la
quantita' necessaria di agarosio al fine di ottenere una completa risoluzione dell’inestetismo. Si
e' provveduto a eseguire un primo controllo a due giorni dalla seduta iniziale per valutare l’edema post-impianto e una serie di controlli a 15 giorni e poi a cadenza mensile per un totale di 6 mesi per monitorare l’andamento dei risultati e procedere ad eventuali altre iniezioni, ove necessario. Durante questo follow-up abbiamo osservato che nel 70% dei casi (18 pazienti) la correzione si
e' mantenuta invariata; nel restante 30% dei casi (7 pazienti) si sono resi necessari interventi di ritocco a intervalli fra 3 e 6 mesi (foto 1, foto 2 e foto 3, foto 4).
I risultati ottenuti, quindi, nel complesso ci sembrano buoni, in modo particolare la tenuta nel tempo delle correzioni effettuate. L’edema aflegmasico che si verifica in seconda giornata, osservato in molti casi e dose dipendente,
e' comunque spontaneamente risolvibile anche senza cura. Il buon confort per il paziente, grazie all’uso di aghi 30 e 32G, l’assenza di bruciore per la
isotonicita' del prodotto, l’alta affidabilita' della metodica grazie all’estrema
plasmabilita' del prodotto, che ricorda per questo aspetto le apprezzate analoghe caratteristiche del collagene, la grande maneggevolezza nell’iniezione, la
biocompatibilita' e la durata degli effetti dimostrata ci fanno intravedere nel gel di agarosio un ulteriore utile strumento che va ad arricchire il bagaglio del dermatologo che si occupa di medicina estetica.
Bibliografia
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