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Il programma per togliere le macchie
I trattamenti per eliminare fastidiose iperpigmentazioni cutanee sono numerosi, ma la scelta va fatta caso per caso
del Dr. Antonio Torti - Dermatologo - Milano
Frequentemente al Dermatologo si presentano pazienti che lamentano la presenza di macchie di cui non conoscono
l'origine ma delle quali vorrebbero liberarsi. Si tratta quasi sempre di
ipermelanosi, termine con cui identifichiamo una iperpigmentazione cutanea da accumulo o da disturbo della distribuzione di un pigmento cutaneo normale. Da un punto di vista classificativo ma anche operativo, per noi dermatologi
e' opportuno distinguere le ipermelanocitosi epidermiche (aumento dei melanociti) dalle ipermelaninosi epidermiche (aumento della quantita' di melanina). Alle prime appartengono, per esempio le lentiggini; alle seconde le efelidi, le chiazze
caffe'-latte, il melasma. In base alla mia esperienza, il trattamento delle ipermelanosi non puo' prescindere da una attenta e costante prevenzione, quando possibile, dei fattori
eziologici. Sospensione e sostituzione (laddove sia praticabile) delle terapie inducenti pigmentazione: esiste un lunghissimo elenco di farmaci responsabili ipermelanosi iatrogene: tra i piu' impiegati,
Fenotiazine, Antimalarici, Idantoinici, Antimitotici (Bleomicina), Psoraleni,
Minociclina, Chinolonici, Amiodarone, Clofazimina. Divieto di uso di profumi (soprattutto contenenti bergapteni e
psoraleni), abolizione delle lunghe esposizioni a sole e lampade ultravioletti (UVA - 320/400 nm e UVB - 290/320nm), attenta e costante foto protezione. In particolare
quest'ultima indicazione risulta indispensabile per un ragionevole programma di
depigmentazione. Non
e' credibile l'uso di preparati schiarenti o interventi ambulatoriali depigmentanti se il paziente non accetta e non comprende
l'imprescindibile necessita' della foto protezione continuativa e adeguata. Il fallimento dei trattamenti
e' in parte legato alla mancata osservanza di questa norma fondamentale. Peraltro i trattamenti delle chiazze iperpigmentate sono lunghi, talvolta
e' necessario integrare piu' metodiche o cambiare indirizzo in corso d'opera. Occorre costanza da parte del paziente e chiarezza da parte del Dermatologo
nell'illustrare le possibilita', ma anche i limiti e i possibili insuccessi, dei trattamenti stessi. Gli agenti depigmentanti sono le armi piu' frequentemente e piu' classicamente impiegate. Il capostipite di questi
e' l'Idrochinone il cui uso e' pero' stato limitato per la possibile comparsa di effetti collaterali
(Ocronosi, pseudo-vitiligo).
L'Acido Cogico possiede attivita' diretta sulla sintesi di melanina per azione
anti-tirosinasica, cosi' come il Fenolo. Anche
l'Acido Azelaico, alla concentrazione del 20%, esercita azione depigmentante per inibizione della
tirosinasi. Tra i prodotti di origine vegetale vanno ricordati l'Arbutina, l'Acido Ascorbico (con problemi di stabilita' e
biodisponibilita'). Un'attivita' piu' propriamente definibile come schiarente la posseggono quei preparati in grado di accelerare
l'allontanamento dei granuli melanici, soprattutto per esfoliazione del corneo. In questa categoria: alcuni a-idrossi-acidi (Acido
Glicolico),
l'Acido Tricloroacetico, la Niacinamide, l'Acido Retinoico. Al Dermatologo rimane la scelta tra i prodotti offerti dalla gamma dei dermocosmetici o la prescrizione di galenici, a esempio quelli contenenti Idrochinone,
Tretinoina, e Desametazone, come nella formula tradizionale di Kligman e derivati. Altri trattamenti, questa volta ambulatoriali, sono rappresentati dai peeling.
L'Acido Glicolico, l'Acido Cogico, l'Acido Tricloracetico alle concentrazioni piu' elevate, da soli o in combinazione con altre sostanze
(es.: Resorcina, Acido Salicilico) possono dare buoni risultati.
E' pero' importante valutare il fototipo del paziente perche', soprattutto nelle carnagioni piu' scure, si possono avere discromie post-infiammatorie. Per un buon successo le sedute debbono essere ravvicinate (15-20
gg.) e non attuate in periodo estivo. Il paziente va informato dei prevedibili effetti irritativi dei peeling. Un trattamento frequentemente impiegato nella depigmentazione in ambito ambulatoriale
e' la crioterapia con Azoto liquido. Anche qui sussiste il rischio di ipo o iperpigmentazione post-intervento. Un contributo importante al problema delle chiazze iperpigmentate
e' venuto dall'introduzione, nella pratica dermatologica, dei Laser. Sono impiegati a questo scopo quattro tipi di Laser: il Laser a colorante pulsato (510nm) e tre Laser
Q-switched: quello a rubino (694nm) quello ad alessandrite (760nm) e il Nd-YAG (1064nm). Questi Laser sono in grado di raggiungere i granuli di melanina
nell'epidermide, nel derma superficiale e nel derma medio. Per questo motivo la loro indicazione
e' quella delle ipermelanosi epidermiche, anche su base genetica, quali le lentiggini e le macchie
caffe'-latte. Meno utilizzata, proprio in virtu' del crescente impiego dei Laser,
e' la dermoabrasione. Le macchie restano ancora un problema per il Dermatologo e per il suo paziente ma, come abbiamo brevemente visto, sempre piu' soddisfacenti sono i risultati ottenibili.
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SKINECO:Associarsi per il futuro del Pianeta (e della
pelle)
Nasce in Italia, per iniziativa di tre note dermatologhe (Riccarda Serri Presidente, Pucci Romano e Adele Sparavigna Vice-Presidenti)
Skineco, Associazione internazionale e multidisciplinare che promuove lo studio,
l'approfondimento, il confronto scientifico e la divulgazione delle tematiche relative
all'ambiente nella sua interazione con la pelle. Composta di un gruppo di ricercatori e clinici decisi a scendere in campo mettendo a disposizione la loro scienza per migliorare le condizioni del nostro pianeta in rapporto alla salute
dell' ''universo pelle''. Clima, umidita', fumo, pesticidi, inquinamento ambientale e delle acque, rifiuti tossici e diossina, espongono la cute umana a possibili danni. Senza dimenticare il sole le cui interazioni sono oggi studiate a vari livelli: fisico (natura delle radiazioni e interazioni con
l'ambiente), chimico (sostanze protettive naturali della pelle e formulazioni cosmetiche), biologico (meccanismi cellulari di danno e di protezione), dermatologico (individuazione dei danni da foto-esposizione e |
| quantificazione dei meccanismi di causa-effetto), ecologico (buco
nell'ozono con conseguente alterazione quali-quantitativa delle radiazioni a livello della superficie terrestre). Skineco si prefigge di collaborare con le Associazioni di consumatori, con le aziende e con altri soggetti interessati alla ricerca e messa a punto di metodiche di studio inerenti le problematiche di tutti i prodotti destinati al contatto con la pelle, quindi non solo cosmetici, ma anche tessuti, monili, detergenti casa, detergenti panni, pellame, ecc. Per ridurre il rischio ambientale in relazione alla pelle e per la gestione degli
''eco-disastri'' - leggasi p.e. diossina - divulgando la materia a tutti i livelli (mass-media, scuole, societa' sportive, associazioni, ecc.) e ponendosi come polo di riferimento per chi
e' interessato a una definizione chiara e precisa dei prodotti demo - ed eco-compatibili e dermo - ed
eco-sostenibili, |
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frutto di una valutazione oggettiva, precisa e mai influenzabile da interessi economici di chiunque voglia produrre ecologico. Al progetto possono aderire dermatologi, ricercatori, aziende, istituzioni o consumatori individuali con
un'alta sensibilita' a questa tematica. Per informazioni e adesioni collegarsi al sito www.skineco.org o scrivere a
pucci.r@libero.it (Germana
Pitrola)
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