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articolo aggiornato il: Wednesday 16 September 2009


Le ragioni del massaggio anti-PEFS

Contro la cellulite si e' disposti a tutto. Meglio pero' informarsi sul rationale per cui un prodotto o una tecnica dovrebbe funzionare 

Vuoi che si parli di Cellulite, o piu' correttamente di Pannicolopatia-Edemato-Fibro-Sclerotica (P.E. F.S.), l'immagine che salta immediatamente in mente e' quella di una inestetica buccia d'arancio. Molto tempo e' passato, infatti, da quando Rubens scelse come modelle per le sue "Tre Grazie" tre giovani fanciulle che nella sua epoca erano considerate tra le piu' attraenti e femminili, ma tanto floride e prosperose quanto ricche di cellulite. Dismorfia che oggi e' diventata il nemico numero uno delle donne, disposte a sottoporsi a qualsiasi sforzo e trattamento estetico, medico e chirurgico, pur di eliminarla o almeno renderla esteticamente accettabile. Spesso in maniera acritica, senza che l'intervento o il cosmetico di turno, siano stati ancora sottoposti al vaglio della comunita' scientifica. Perche', bisogna dirlo con franchezza, se ben si conoscono la fisiopatologia del disturbo a partire dal risentimento delle cellule adipose, determinato dall'edema e, in fasi evolutive successive, dalla fibrosi e poi sclerosi delle fibre reticolari che, spesso si palesa con ispessimenti localizzati ed irregolari del tessuto adiposo, corrispondenti alle varie fasi del processo di formazione, non altrettanto bene si puo' spiegare il presupposto effetto terapeutico che alcune sostanze o metodiche dovrebbero esercitare su questa deformazione che, pur non essendo patologica, sicuramente puo' determinare notevoli problemi a livello psicologico e relazionale. Per esempio, e' vero o sono solo luoghi comuni che un'alimentazione corretta e diverso di stile di vita, anche psichico, uniti a una maggiore mobilita' fisica riducono il rischio, o almeno rallentano la formazione di cellulite? Mancano a proposito veri dati scientifici e quindi bisogna accontentarsi del principio generale per cui tentare non nuocere. Qualcosa di piu' concreto si sa, invece, a riguardo dei massaggi, manuali e meccanici, che spesso costituiscono il primo approccio al problema. Recenti review della letteratura hanno evidenziato che queste forme di terapia possono costituire una buona base di partenza sia per i comprovati effetti, sia per il relativo basso costo. Per capire come il massaggio agisce, va ricordato che la cellulite e' un disturbo che interessa l'ipoderma, un tessuto di natura prevalentemente adiposa, molto attivo per il legame esistente tra il suo metabolismo e il bilancio calorico. I suoi grassi si sciolgono quando il bilancio calorico e' negativo; oppure vengono immagazzinati quando il bilancio e' positivo, costituendo cosi' la riserva energetica dell'organismo. Una buona microcircolazione della massa adiposa garantisce, ai fini metabolici, la regolare diffusione delle molecole di trigliceridi, e qualsiasi fattore in grado di interferire negativamente con il microcircolo puo' causare alterazioni localizzate, che lentamente determinano una compromissione anatomica e funzionale dell'unita' vascolare del tessuto, che conduce all'insorgenza di problemi a carico dell'ipoderma e del derma sovrastante. Esiste una ottima letteratura sugli effetti del massaggio sulla circolazione sanguigna, sia a livello locale che sistemico, specie nel caso di massaggio profondo e drenante (Hovind 1974; Wakim 1949; Hansen 1937; Bell 1964; Severini 1967; Oliviri 1989; Olson 1989). In particolare uno studio di Eliska e Eliskova (1995) dimostra che il massaggio altera lo stato dei linfatici e questo dato conferma quanto dimostrato da Yates (1990). Se si accetta, quindi, che una delle cause della cellulite sia proprio la degenerazione della microcircolazione del tessuto adiposo con conseguente alterazione delle sue piu' importanti funzioni metaboliche, si deve facilmente riconoscere che il massaggio puo' rivelarsi utile proprio perche' ristimola la circolazione, rilassa la muscolatura contratta e tonifica i tessuti. Specie se realizzato in maniera lenta a distendere e favorire il drenaggio dei tessuti. Gli esperti consigliano di iniziare questo tipo di massaggio iniziando dai piedi, risalendo verso il cuore, con movimenti lenti e circolari. I muscoli vanno impastati delicatamente, mentre con le dita e il palmo della mano si picchietta la pelle per stimolare la circolazione. Il trattamento di almeno 30 minuti si conclude con lunghi sfioramenti sempre in direzione del cuore e va ripetuto con regolarita', almeno due volte alla settimana. Dalla letteratura e dall'esperienza di chi effettua professionalmente massaggi anticellulite arrivano alcuni suggerimenti su qualche essenziale precauzione da non dimenticare. Non massaggiare se la pelle e' irritata o arrossata e cercare di non usare movimenti pesanti. La zona dietro le ginocchia, l'incavo del gomito o l'inguine devono essere sfiorati delicatamente perche' in questi punti i vasi linfatici scorrono appena sotto la pelle. Per massaggiare l'addome ricorrere a movimenti circolari e frizioni leggere. In conclusione, nonostante le poche revisioni della letteratura clinica, sembra sufficientemente provato che il massaggio puo' rappresentare uno degli strumenti non invasivi piu' adatti a prevenire o a rallentare l'insorgenza della Pannicolopatia-Edemato-Fibro-Sclerotica, ricordando anche che, prima ancora della dimostrazione degli effetti terapeutici si deve riconoscere che questa metodica favorisce il rapporto fra operatore e paziente, fatto sempre piu' raro nella medicina moderna. 

 

 

 


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