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Materiali iniettabili a confronto Cresce in dermatologia cosmetica l’offerta di nuovi materiali iniettabili sulla cui sicurezza e efficacia non sempre si hanno prove scientifiche. In quest’articolo gli autori tracciano un profilo di molte metodologie usate comunemente e altre in via sperimentale e esprimono una loro valutazione il piu' possibile obiettiva. A seguire, invece le opinioni di tre operatori che hanno gia' trovato il loro filler ideale e ci spiegano il perche' Dott.ssa Leslie Bauman Dir. of Cosmetic Dermatology, Univ. Miami; Dott. Paolo Romanelli, Univ. of Miami; Dott.ssa Corinna Rigoni, Univ. Milano L’aumento del tessuto morbido e' una procedura che consiste nell’iniezione di un materiale alloplastico o di tessuto autologo nella pelle, per trattare rughe, cicatrici profonde e per aumentare il volume delle labbra. Esistono differenti materiali iniettabili che possono essere usati a seconda degli specifici bisogni del paziente. La discussione sul filler ideale ha interessato i medici per anni, ma la ricerca non ha purtroppo ancora prodotto la sostanza perfetta e nessuna fra quelle attualmente in commercio soddisfa tutte le seguenti qualita' intrinseche: facile da produrre, indolore da iniettare, di lunga durata o permanente senza migrazione, di consistenza simile al derma normale, atossica, non cancerogena, anallergica e non sensibilizzante. Ecco un’analisi obiettiva sui fillers usati nel mondo.Collagene bovino Zyderm I (Collagen Corporation, Palo Alto, Ca) usato dal 1977, e' stato il primo collagene bovino iniettabile approvato dal U.S. Food and Drug Administration (FDA) nel 1981. Zyderm II fu approvato nel 1983 e Zyplast nel 1985. In Europa e' disponibile anche sotto il nome di Resoplast (Rofil Medical International BV, Breda, Olanda). Si tratta di sospensioni di collagene bovino dermale da cui vengono rimosse le componenti piu' antigeniche. Il medium e' una soluzione salina fisiologica arricchita di fosfati. Zyderm I e II differiscono solo nella concentrazione di collagene (35 mg per cc vs 65 mg per cc). In Zyplast e' presente uno 0,0075% di glutaraldeide(35 mg glutaraldehyde crosslinked per/cc) che lo rende piu' resistente all’azione delle collagenasi del paziente. Le rughe superficiali si trattano meglio con Zyderm I e II, incluse le rughe orizzontali della fronte, la glabella, le zampe di gallina, i segni sottili del labbro e le cicatrici. Zyplast e' preferibile per rughe piu' profonde e per i solchi come le pieghe nasolabiali, le cicatrici profonde e per evidenziare il margine del vermiglio. Lo Zyderm I puo' essere sovrapposto allo Zyplast per solchi piu' profondi. La correzione e' temporanea perche' il collagene bovino e' riassorbito dalle collagenasi entro 3/6 mesi dall’iniezione, cio'nonostante circa il 30% dei pazienti mantiene una durata dell’effetto fino a 18 mesi. Esiste un minimo rischio di allergia che si puo' ridurre se si effettuano due tests cutanei prima del trattamento. Una risposta positiva si manifesta con rossore, gonfiore, o prurito anche solo 6 ore dopo il test ma piu' comunemente dopo 48 ore. Nonostante un test negativo, dall’1 al 6% dei pazienti mostrera' ipersensibilita' al trattamento, per cui sarebbe opportuno effettuare un secondo test per ridurre il rischio a meno dello 0,5%. Queste reazioni di ipersensibilita' si risolvono in un periodo che va dai 4 ai 24 mesi nei casi piu' rari. Nel passato il paziente doveva aspettare che il rossore e l’indurimento si risolvesse spontaneamente ora pero' Baumann e Kerdel hanno documentato una ipersensibilita' al collagene che si e' risolta in 11 giorni se trattata con ciclosporina. Reazioni contrarie non allergiche includono: tumefazione, riattivazione di eruzioni herpetiche, infezioni batteriche superficiali e necrosi locale dovuti a un fenomeno ischemico causato dall’occlusione di un’arteriola. Cisti localizzate nel luogo dell’iniezione sono state riferite nello 0.04% dei soggetti. Per evitare queste complicazioni occorre iniettare con cura solo nel derma, usare medicazioni antivirali in pazienti con storia di herpes orali e non usare Zyplast nella glabella perche' questa parte e' piu' predisposta a sviluppare necrosi. Alcuni medici hanno ipotizzato che l’esposizione al collagene bovino potrebbe accellerare alcune malattie autoimmuni, come la polimiosite e la dermatomiosite. Ricerche hanno pero' dimostrato che gli anticorpi verso il collagene bovino non aggrediscono il collagene umano e che quindi la possibilita' di una collagenopatia e' altamente improbabile. Per concludere lo Zyplast da oltre 15 anni e' considerato il prodotto di riferimento a cui confrontare tutti gli altri materiali iniettabili. Resoplast e' una soluzione di collagene mononucleare con microsfere, che si presenta in concentrazioni del 3.5 % e 6.5%. e' molto simile allo Zyderm e allo Zyplast ed e' usato con la stessa tecnica. Artecoll (Rofil Medical, Breda, Olanda) e' una soluzione di collagene
bovino combinata con microsfere di polimetacrilato (PMMA). Il collagene e'
derivato da vitelli di eta' fino a sei mesi, che hanno seguito una dieta a base
unicamente di latte e verdure. Nessun ormone o antibiotico e' stato
somministrato. Per assicurare che il materiale sia libero di Encefalite Bovina
Spongiforme(BSE), il collagene e' lavato con idrossido di sodio per eliminare
proteine non collagene e virus. Il materiale e' infine filtrato per ridurre l’antigenicita'.
La soluzione che contiene 3.5% di collagene, viene mischiata con delle
microsfere lisce di polimetacrilato, una sostanza che viene usata da oltre
cinquant’anni nel cemento osseo e nelle protesi dentali. Si pensa che queste
microsfere (30-40 cm di diametro) siano troppo larghe per essere fagocitate o
per migrare. Nel giro di 2-4 mesi esse vengono circondate da una sottile capula
fibrosa che le fissa sul posto. Per diminuire il dolore dell’iniezione si
addiziona lidocaina allo 0.3%. Il materiale va conservato in frigorifero. Artecoll
e' indicato per il trattamento di rughe, ampie cicatrici e per l’aumento del
labbro. Collagene porcino Fibrel, (Mentor Corporation, Santa Barbara, CA) e'
stato approvato dal FDA nel 1988 per le cicatrici e nel 1990 per rughe. e'
composto di gelatina porcina in polvere e acido aminocaproico mescolati con il
plasma del paziente e lo 0.9% di cloruro di sodio. Questa mistura e' iniettata
con la stessa tecnica degli impianti di collagene bovino. In unesperimento
clinico multicentrico, su 300 pazienti si e' visto un miglioramento del 65% in
quasi il 50% dei casi, senza alcun sintomo immunologico ne' alcuna conseguenza
avversa. I pazienti allergici al collagene bovino hanno possibilita' di
tollerare gli impianti di collagene porcino, ma devono essere sottoposti a un
test cutaneo prima dell’impianto. La positivita' e' pari all’1.9% dei
pazienti esaminati. Fibrel non e' attualmente in produzione ma potrebbe arrivare
sul mercato in futuro. Collagene umano Tessuti autologhi del paziente stesso o di un donatore possono essere trapiantati da una parte del corpo all’altro. L’uso di tessuto autologo specialmente se derma e grasso da buoni risultati. Collagene autologo Autologen, (collagenesis Inc, Beverly, MA and
Autogenesis Technologies, Inc., Boston, MA) e' composto di fibre collagene
derivate da un campione di pelle rimossa durante operazioni chirurgiche quali l’addominoplastica
o interventi al seno. Il tessuto e'congelato e spedito alla compagnia per essere
trattato. Il materiale da iniettare viene poi rispedito al medico in una
siringa. La concentrazione di collagene in sospensione varia da 50 a 120 mg/ml.
Da due pollici quadrati di pelle donata si otterranno approssimativamente 1 cc
di Autologen. Con questa tecnica, non e' necessario fare un test cutaneo dal
momento che non c’e' rischio di reazioni di ipersensibilita'. Fillers derivati da altri soggetti Alloderm, (Life Cell cor., The Wodlands, Tx)
costituisce un impianto acellulare dermico ottenuto da pelle di cadavere umano.
Viene seccato nel ghiaccio, il che rimuove tutte le cellule, mentre al ME la
matrice mostra elastina e collagene V e VII non danneggiati. Analisi
immunoistochimiche non hanno evidenziato antigeni di classe I e II. Il trapianto
e' rapidamente rivascolarizzato dal sangue dello stesso paziente e Alloderm e'
frequentemente usato per impianti della pelle superficiale in pazienti
ustionati. Puo' essere usato in cicatrici da acne, zone atrofiche e in
irregolarita' causate da trauma o resezioni chirurgiche, nella ricostruzione o
aumento del labbro, e nel decorso postrinoplastico. Per procurare la desiderata
quantita' di aumento il tessuto si puo' arrotolare, piegare o tagliare nella
forma e lunghezza desiderata. Vantaggi: nessun test dal momento che tutte le
proteine antigeniche sono state rimosse, l’impianto e' piu' delicato e
naturale, il risultato e' permanente. A differenza di molti altri fillers non
deve essere rimosso in caso d’infezione perche' la vascolarizzazione del
trapianto permette l’arrivo degli anticorpi. Svantaggi: la preparazione del
materiale, una tecnica piu' lunga da imparare e perdita di volume dell’impianto. Acido ialuronico E' composto da una serie di molecole di acido D-glucuronico e
N-acetyl-glucosamina. Componente del derma e' in grado di legare acqua fino a
1000 volte il suo volume aumentando il volume dermico e la sua compressibilita'.
L’acido ialuronico nella sua forma naturale verrebbe rapidamente degradato,
quindi per ottenere un effetto duraturo i polimeri vanno incontro a un processo
di cross-linking che lo rende piu' viscoso e non solubile nell’acqua ma ne
mantiene la biocompatibilita'. e' facile da iniettare nel derma, pochissimo
doloroso e da un aspetto levigato. Non e' necessario alcun test. Poiche' il
prodotto e' incolore, anche le iniezioni superficiali sono invisibili
contrariamente alle protuberanze bianche che compaiono talvolta con lo Zyplast.
Diversi i tipi di derivati di acido ialuronico disponibili sul mercato. Hylaform
e Ial System sono considerati acidi ialuronici di seconda generazione perche'
derivati da animali. Restylane proviene da culture batteriche e e' considerato
di terza generazione. Gli effetti collaterali associati con tutti i tipi di
acido ialuronico includono: eritema transitorio, tumefazione e sensibilita'
localizzata nella zona del trattamento. L’edema e' comunemente riscontrato
dopo il trattamento delle labbra. Questi prodotti sono molto conosciuti in
Europa e in America Latina ma non sono ancora stati approvati per l’uso negli
Stati Uniti. Trapianto di grasso Fin dal tardo XIX secolo l’iniezione di grasso e' stata usata per ricostruire, ma Illouz fu il primo nel 1980 a reiniettare grasso ottenuto con la liposuzione. e' del 1986 la tecnica modificata di Fournier, chiamata microlipoestrazione e iniezione che rappresento' un notevole progresso nella chirurgia cosmetica. Uno studio del comportamento del grasso impiantato in un coniglio ha mostrato che il tessuto adiposo rimane anche dopo l’azione meccanica sulle cellule durante la raccolta e l’iniezione. Uno studio effettuato da Skouge ha mostrato che il campione di grasso puo' reintegrarsi e diventare rivascolarizzato. Il trapianto di tessuto autologo e' stato usato nelle aree facciali per la correzione di rughe, per zone depresse o atrofiche, per l’aumento di zigomo guancia e mento, per le cicatrici da acne e da trauma. e' stato usato anche per il ringiovanimento del dorso delle mani, per aumento del seno, per difetti causati da errata liposuzione. Il viso e' la zona d’elezione perche' la ricca vascolarizzazione supporta il fragile impianto adiposo. Molte variazioni della tecnica di Fournier sono attualmente usate per il trapianto di grasso autologo, ma sono tutte basate sulla stessa idea. Circa 15-20 cc. di grasso viene succhiato con un ago da 13 dal quadrante superiore esterno del fianco del paziente. Il raccolto e' riiniettato con un ago da 16 o 18. Alcuni usano un metodo di trasferimento anaerobico per spostare il grasso a una siringa piu' piccola cosicche' l’iniezione e' piu' facile da effettuare. La siringa e' messa capovolta in una rastrelliera per 5 minuti per permettere la separazione degli adipociti dal siero. Il grasso e' reiniettato a livello del sottocutaneo e modellato nel tessuto. Il tessuto grasso in eccesso e' congelato in modo da poter essere usato per ritocchi durante i 6 mesi successivi. Non e' richiesto alcun test e la disponibilita' di materiale iniettabile e' molto alta. Svantaggi: la viscosita' del materiale richiede un ago piu' grande con buchi visibili, tumefazione, gonfiore e leggera dolorabilita'. Sebbene sia a basso rischio e' stato riportato un caso di cecita' causato dalla iniezione intravascolare di grasso nell’area glabellare. Negli studi a cura di Peek e Wetmore, la durata dell’impianto dopo un anno va dal 30 all’80%. Politetrafluoroetilene (PTFE) Meglio conosciuto come Gore-Tex (W.L. Gore e
Associati, Flafstaff, Ariz) e' stato creato nel 1969 e e' stato usato dal 1972
nella chirurgia vascolare. Questa sostanza e' usata in forma di filo piegato
tante volte quanto e' necessario per produrre il necessario spessore. L’ago e'
introdotto negli strati piu' profondi del derma, le due estremita' del filo sono
tagliate e l’ago tolto. Le estremita' vengono affondate nella pelle. I punti
piu' indicati per l’uso di Gore-Tex sono i solchi profondi nasolabiali,
l’aumento del labbro e gravi difetti facciali. Silicone Il silicone appartiene alla famiglia dei polimeri. L’uso per aumento di tessuto morbido e' illegale negli Stati Uniti. Sono stati riportati molti effetti collaterali quali ipersensibilita', formazione di granulomi e migrazione, associati all’impurita' del materiale. e' comunemente usato in America Latina e in pochi paesi Europei. Il silicone e' iniettato in profondita' nella pelle e nel grasso. La correzione sembra essere immediata ma si verifica a seguito di una reazione di ipersensibilita' ritardata. L’infiammazione progredisce fino a una reazione locale fibrobastica che conduce al permanente aumento del tessuto. Il silicone dovrebbe essere usato solo in piccole quantita' (0.01-0.04 ml) e mai nell’anca, glutei o coscia perche' questi punti sono a piu' alto rischio di migrazione. Il silicone e' stato usato per solchi nasolabiali, rughe glabellari, guance e labbra. Gli autori non raccomandano l’uso di questo materiale perche' esistono altre opzioni che offrono grossi risultati e comportano meno controindicazioni. |
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