cerca nel portale http://www.lapelle.it

Sei nella rivista www.lapelle.it nella sessione medicina estetica

articolo aggiornato il: Wednesday 16 September 2009


La mesoterapia

L’uso combinato di due sostanze attive ben conosciute ai medici italiani, l-carnitina e teofillina, migliora i risultati ottenuti nel trattamento mesoterapico dell’adiposita' distrettuale

Dott.ssa Gloria Trocchi - Dott. Sergio Maggiori 
 Scuola Internazionale di Medicina Estetica della Fondazione Internazionale Fatebenefratelli - Roma

 L'impiego della l-carnitina in medicina estetica trova le sue indicazioni nel trattamento mesoterapico dell'Adiposita’ Distrettuale (AD) in concomitanza con farmaci lipolitici. E’ noto che la scissione idrolitica dei trigliceridi adipocitari avviene, con la mediazione del recettore ß due sotto stimolo catecolaminico che determina, tramite l'adenilciclasi, attivazione dell'ATP ad AMP ciclico il quale attiva chinasi specifiche che, a loro volta, attivano la lipasi ormonosensibile (HPL) responsabile della scissione idrolitica dei trigliceridi adipocitari in acidi grassi e glicerolo. Il glicerolo puo’ riversarsi in circolo (in parte verra’ utilizzato a livello epatico nei processi di neoglicogenesi e glicolisi, in parte sara’ eliminato con le urine) o puo’ essere inserito nello shunt dei monofosfati, non puo’ essere utilizzato nell'adipocita per la biosintesi dei trigliceridi (assenza dell'enzima glicerolchinasi). Gli acidi grassi possono passare in circolo (FFA) o essere attivati (esterificazione). Gli acidi grassi attivati (acil-CoA) possono essere ossidati o utilizzati per la biosintesi dei trigliceridi.Per essere demolito l'acido grasso deve spostarsi dal citoplasma nei mitocondri. Gli esteri acil-CoA hanno capacita’ limitata a attraversare la membrana mitocondriale interna impermeabile a questo tipo di molecola. A questo punto se non subentrasse un vettore fisiologico, gli acidi grassi esterificati potrebbero essere utilizzati esclusivamente per la biosintesi dei trigliceridi e non per la loro ossidazione. L'ingresso degli acil-CoA nei mitocondri avviene per l'intervento della l-carnitina, carrier fisiologico, che da’ luogo alla formazione di acil-carnitina in grado di superare la membrana mitocondriale interna. L'acil-CoA dell'acido grasso e’ cosi’ pronto per l'ossidazione della sua componente acido grasso a opera di una serie di enzimi specifici presenti nella matrice mitocondriale. L'ossidazione avviene in due fasi principali: nella prima l'acido grasso e’ trasformato in frammenti a due atomi di carbonio sotto forma di acetil-CoA; nella seconda le molecole di acetil-CoA sono inserite nel ciclo dell'acido citrico (o di Krebs) per essere ossidate a anidride carbonica e acqua. A questo punto la l-carnitina si rende disponibile per il trasporto di altri acidi grassi.
adiposità distrettuale Ruolo della l-carnitina nel trattamento mesoterapico dell'Adiposita’ Distrettuale

Per Adiposita’ Distrettuale (AD) s'intende un eccesso di tessuto adiposo in quei distretti in cui, nel soggetto femminile, il tessuto adiposo e’ normalmente rappresentato come carattere sessuale secondario estrogeno-dipendente e ne caratterizza la silhouette. Questi distretti sono essenzialmente la regione glutea, la regione trocanterica, la radice delle cosce, la regione mediale del ginocchio.L'intervento mesoterapico si propone di ridurre il volume adipocitario e quindi il volume degli eccessi adiposi di questi distretti con l'ausilio anche d'adeguata dietoterapia e attivita’ fisica. La mesoterapia dell'AD consiste nell'indurre una intensa lipolisi a livello locale utilizzando le basi xantiniche e piu’ precisamente la teofillina. 
Il meccanismo delle varie azioni di questo composto e’ dovuto alla proprieta’ d'inibire la fosfodiesterasi che, come e’ noto, promuove l'inattivazione dell'AMP ciclico. Grazie a questa proprieta’ la teofillina ha anche un'azione lipolitica, infatti l'inibizione della fosfodiesterasi comporta un ritardo dell'inattivazione dell'AMP ciclico e quindi il prolungamento dell'attivita’ idrolitica della lipasi ormonosensibile (HPL) a carico dei trigliceridi adipocitari.A questo punto, affinche’ parte degli FFA non venga risintetizzata a trigliceridi e ricondotta ai depositi anziche’ avviata alla demolizione, e’ necessario fare ricorso all'impiego della l-carnitina, vettore fisiologico, che favorira’ il passaggio degli Acil-CoA attraverso i mitocondri e l'avvio verso la ß-ossidazione.  principi attivi per la mesoterapia
riduzione dell'adiposità localizzata Poiche’ la scissione idrolitica dei trigliceridi a opera della teofillina sembra essere estremamente rapida (pochi decimi di secondo) il trattamento intradermico locale con l-carnitina dovrebbe precedere quello con teofillina per assicurare il pronto intervento del carrier fisiologico. Noi preferiamo la somministrazione orale della l-carnitina alla dose di 4 gr. al giorno per tutto il periodo di trattamento con teofillina oppure tre giorni prima e il giorno stesso della seduta di mesoterapia. 
Per quanto riguarda i risultati, tenendo conto che si agisce sulla componente ipertrofica dell'AD, sono soddisfacenti anche se non definitivi. L'impiego combinato teofillina-l-carnitina non solo ha contribuito ad aumentare il numero di questi risultati ma sembrerebbe realizzarli in tempi piu’ rapidi.

IL PROFILO DI UN PRINCIPIO ATTIVO

La l-carnitina e’ una molecola identificata nel 1905. Nel tempo la letteratura scientifica su questo principio si e’ molto arricchita e nel 1985 il farmaco e’ stato approvato dalla FDA americana per il trattamento dei deficit primari e secondari di carnitina (1993). Attualmente sono oltre 30 i Paesi in cui il farmaco e’ approvato dai rispettivi Ministeri della Sanita'.

Farmacologia e farmacocinetica della l-carnitina

La l-carnitina e’ un costituente naturale delle cellule ove svolge un ruolo fondamentale nell'utilizzazione dei substrati lipidici. La l-carnitina e’ l'unico carrier grazie al quale gli acidi grassi a lunga catena possono attraversare la membrana interna mitocondriale e essere avviati verso la beta-ossidazione. L'ossidazione degli acidi grassi riduce l'utilizzazione periferica di glucosio e permette l'ingresso degli acetili (residui della beta-ossidazione) nel ciclo di Krebs, aumentando la disponibilita’ energetica della cellula. Il composto e’ assorbito a livello intestinale con picco ematico alla 3a ora e mantenimento di buoni livelli ematici fino alla 9a ora. Si distribuisce in tutti i tessuti sia muscolari che parenchimali. L'eliminazione avviene per via renale per oltre l'80% in forma immodificata nelle 24 ore. 

Indicazioni terapeutiche

Deficit primari di carnitina caratterizzati da fenotipi quali miopatie con accumulo lipidico, encefalopatia epatica tipo sindrome di Reve's e/o cardiomiopatia dilatativa progressiva. Deficit secondari di carnitina in pazienti con acidurie organiche su base genetica e in pazienti con difetti genetici della beta-ossidazione. Deficit secondari di carnitina in pazienti sottoposti a trattamento emodialitico. Sofferenza metabolica del miocardio ischemico (la somministrazione di l-carnitina in pazienti coronaropatici e’ in modo peculiare in grado di ridurre la produzione miocardia di acido lattico in corso di crisi ischemica. Inoltre nelle fasi precoci dell'infarto acuto del miocardio e’ in grado di aumentare l'escrezione urinaria di acidi grassi che, in tale situazione, risultano accumulati nel miocardio esercitando stimoli aritmogeni.


 

 


|Home| |Torna indietro| |richiedi l'articolo| |chiedi al medico|
www.lapelle.it
Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la duplicazione degli articoli anche parziale 
senza espressa autorizzazione dell'editore