cerca nel portale http://www.lapelle.it

Sei nella rivista www.lapelle.it nella sessione medicina estetica

articolo aggiornato il: Wednesday 16 September 2009


la radiofrequenza in medicina estetica

Un recente articolo da noi pubblicato sull’uso della radiofrequenza in medicina estetica ha suscitato l’invio di una testimonianza che volentieri ospitiamo

dei dott.ri Fabio Rinaldi, Elisabetta Sorbellini, Paola Bezzola - Milano

Condividiamo la percezione di molti colleghi che stia aumentando sempre piu' la richiesta di trattamenti di ringiovanimento cutaneo soprattutto della zona del viso e del collo. E che il dermatologo abbia molte armi a disposizione per migliorare la qualita' della pelle invecchiata, sia per ragioni cronologiche che fotoindotte, ma siamo anche convinti che quasi tutte queste metodiche hanno principalmente la funzione di ridurre i danni superficiali (rughe, texture, iperpigmentazione o teleangectasie). A seconda poi delle aspettative di chi si sottopone al trattamento e al costo, il dermatologo puo' scegliere tra trattamenti con fillers, “soft” peeling superficiali o Herbium laser con tecnica di Smooth mode, per esempio, peeling “medio-profondi”, laser non-ablativo secondo i numerosi i protocolli conosciuti, ma fondamentalmente con laser a 532, 1064, 1540 nm o luce pulsata a lunghezze d’onda simili, o addirittura tecniche di resurfacing con laser CO2 ultrapulsato o Erbio o la combinazione dei due. Siamo infatti certi che raramente un dermatologo effettua un lifting chirurgico e che ognuna di queste tecniche possa dare importanti risultati estetici, migliorare in modo significativo l’aspetto della pelle, proporzionalmente all’aggressivita' della tecnica stessa e al rischio di eventuali effetti collaterali. Secondo la nostra esperienza, pero', quasi mai, possono dare un effetto “lifting”, cioe' modificare la lassita' cutanea soprattutto di certe zone del viso e del collo, rimodellando quasi in modo tridimensionale la zona trattata.

Un altro fattore da considerare sono i fastidi che questi interventi procurano al paziente. Se e' cresciuta la richiesta di terapie volte a migliorare l’aspetto del viso, ma anche del collo, del decollete', dell’addome, ancora di piu' e' aumentata la pretesa di trattamenti non invasivi, per ridurre al minimo il dolore, gli effetti collaterali, il decorso post-operatorio e quindi avere la possibilita' di riprendere da subito una normale vita di relazione.
Abbiamo, quindi, letto con grande attenzione il vostro articolo sulla nuova tecnologia della radiofrequenza e, in questo senso, siamo d’accordo nel considerarla come una importante innovazione, specie ora che con piu' recenti strumenti si puo' effettuare una sorta di lifting non chirurgico, e di trattare la lassita' dei tessuti con azione di rimodellamento del collagene, che ne' le tecniche non 

la radiofrequenza in medicina estetica
 la radiofrequenza in medicina estetica

invasive ne' il resurfacing ablativo con laser CO2 ed Erbio possono dare.
Questi effetti si ottengono con apparecchi specifici che producono una emissione di radiofrequenza, in grado di determinare la contrazione delle fibre collagene superficiali e profonde, fino alla fascia muscolare. Il razionale e' completamente diverso rispetto alle tecniche laser che agiscono secondo il principio della fototermolisi selettiva. Sembra importante ricordare che la legge fisica alla base degli effetti della radiofrequenza e' data dalla modificazione del campo elettrico della zona trattata con un cambio della carica elettrica e della resistenza, espressa in ohms, al movimento degli ioni e delle molecole, che determina calore, espresso in joules, secondo la formula: J = I x R xT
dove J= energia, I= corrente, R= impedenza del tessuto,T= tempo.

E' nostra esperienza che la profondita' e il grado dell’effetto termico dipendono dalle caratteristiche di conduttivita' del tessuto trattato, per cui tessuti con maggiore impedenza, quello adiposo a esempio, generano maggior calore con conseguente maggior effetto termico. In questo modo l’energia prodotta dalla radiofrequenza e' in grado di sviluppare un calore determinato e controllato a livello del derma superficiale e profondo, del tessuto adiposo fino al limite della fascia del muscolo. 
I sistemi di sicurezza degli strumenti piu' avanzati consentono di verificare l’emissione della potenza, espressa in Joules, e addirittura la temperatura raggiunta nell’area trattata (1 cm2 ) e l’impedenza, e provvedere a controllare l’emissione dell’energia mediante sensori specifici posti sulla punta del manipolo. Per evitare danni all’epidermide, provocati fondamentalmente dal riscaldamento, un sistema di raffreddamento a gas criogeno emesso pochi decimi di secondo prima dell’erogazione dell’energia provvede a raffreddare la pelle. I sistemi di sicurezza di questi strumenti prevedono la chiusura del circuito dell’emissione delle onde radio, mediante piastra-antenna posta sulla regione lombare laterale del corpo del soggetto trattato, e, e' bene ribadirlo, sono apparecchi a esclusivo uso medico, appartenti alla classe IV.
Generalmente il calore prodotto si sviluppa tra 3 e i 9 mm di profondita', a seconda delle punte utilizzate, e determina un riscaldamento fino a 55-65 gradi centigradi in modo omogeneo, senza diffusione termica alle zone circostanti. L’effetto biologico del calore prodotto dalla radiofrequenza e' una denaturazione delle fibre collagene (dal 5 al 30 % delle fibre totali) con conseguente contrazione immediata delle fibre stesse e con effetto progressivo nei successivi 4-6 mesi. Come effetto conseguente abbiamo visto anche una stimolazione dell’attivita' dei fibroblasti con sintesi di nuovo collagene e aumento della densita' dermica istologicamente dimostrata. L’immagine in microscopia elettronica di cute trattata dimostra un aumento del diametro delle fibre collagene (freccia azzurra) rispetto alla zona non trattata (freccia gialla), e una perdita della definizione del margine della fibre. La contrazione avviene in modo stereoscopico, a 360°, riorganizzando le linee di tensione cutanee in modo fisiologico, distendendo i tessuti e la riduzione della lassita' cutanea, determinando l’effetto di stiramento simile a un lifting.
I protocolli di trattamento, proposti e adottati ormai da piu' di 3 anni negli Stati Uniti, prevedono un singolo trattamento con un solo passaggio o con passaggi multipli a seconda delle aree da trattare, e richiede dai 30 ai 45 minuti per sessione. Il calore formato provoca una sensazione urente, piu' o meno importante a seconda delle aree cutanee e della soglia individuale del dolore, che consiglia di ricorrere a una anestesia con crema anestetica, o all’applicazione di anestetico per via idroforetica per evitare l’iniezione, non v’e' dubbio dolorosa, del farmaco. Normalmente non e' necessario ricorrere a un’anestesia tronculare. e', secondo noi, addirittura da considerare utile la segnalazione di una sensazione di bruciore particolarmente fastidiosa da parte del soggetto, per sospendere l’emissione di energia in quel centimetro quadrato e mantenere solo il raffreddamento dell’epidermide. 
Nel periodo immediatamente successivo al trattamento puo' manifestarsi un lieve eritema nel 15 % circa dei soggetti, che scompare nel giro delle 2-3 ore successive, ma che consente da subito di riprendere una normale vita. Negli Stati Uniti e' definita come “lunch therapy”, lifting dell’intervallo di pranzo. Solo nel 5% dei casi c’e' un lieve edema della durata di qualche ora, mentre il rischio di scottatura e' stimato intorno allo 0,8%. Uno dei vantaggi di questa terapia e' anche questa: nell’arco di 1 ora circa (preparazione, foto, ecografia cutanea, trattamento) il paziente puo' uscire dallo studio e tornare alle sue normali attivita'. Al momento questo tipo di tecnologia e' stata approvata dalla FDA per il trattamento del viso, ma sono gia' stati pubblicati lavori scientifici dei protocolli di trattamento della lassita' del collo, dell’addome, dell’area inferiore del braccio (tricipite), dei glutei e del seno. L’azione della radiofrequenza sulle ghiandole sebacee, evidente anche a livello istologico, ampliano l’indicazione del trattamento anche all’acne volgare e nodulare. La scelta del paziente deve essere pero' precisa: l’indicazione e' quella della lassita' del tessuto cutaneo, che determina l’aumento delle rughe superficiali e profonde (perioculari, sopralabiali, naso-geniene, della gabella, eccetera) e la lassita' del tessuto del mento, dell’angolo della mandibola, delle palpebre. L’effetto del trattamento determina un miglioramento della qualita' della pelle, ma non la scomparsa delle teleangectasie e delle ipercromie. e', cioe', un trattamento per l’invecchiamento cutaneo che puo' essere associato ad altri trattamenti correttivi medici o chirurgici (cosmetici, peeling, laser non-invasivi, eccetera). I risultati di cui disponiamo e siamo a conoscenza sono perlo piu' positivi. Una delle Aziende produttrici di uno degli strumenti piu' conosciuti riporta la positivita' dei casi nel 66% (con un 33% di risultati scarsi o nulli), anche se Fitzpatrick e Alster alzano la percentuale dei risultati positivi all’87%. La nostra esperienza e quella di altri colleghi, recentemente presentate nei Congressi Sidemast e Isplad, e' piu' in linea con i dati clinici dei due Autori americani, con risultati positivi (ottimi, buoni, sufficienti) almeno nell’80 per cento dei casi. e' interessante notare che la parte di soggetti che non manifesta un miglioramento evidente, lo ottiene in realta' nella qualita' della pelle o nella riduzione della lassita' cutanea, quando si confrontano le immagini basali e successive al trattamento, anche se il miglioramento non risulta cosi' evidente e quindi non e' apprezzabile dal soggetto stesso. Per questo motivo e' altrettanto fondamentale la valutazione delle aspettative del soggetto, la spiegazione delle reali possibilita' di miglioramento e la valutazione della percezione del messaggio (ovviamente con consenso informato specifico, materiale illustrativo adeguato, come per qualsiasi altro trattamento medico e chirurgico). e' ovvio che, trattandosi comunque di un trattamento medico non aggressivo, i risultati ottenuti sono molto simili a quelli del lifting chirurgico tradizionale, ma non sovrapponibili (ne' negli aspetti positivi ne', a maggior ragione, in quelli negativi). L’efficacia, nei casi positivi, e' percepibile subito alla fine del trattamento, e migliora progressivamente nei sei mesi successivi. Il follow-up dimostrato dopo i 3 anni di esperienza indica il mantenimento del risultato da 12 a 24 mesi almeno. Il trattamento e' ripetibile dopo almeno sei mesi dal precedente. I costi della metodica sono medio-alti ma, considerati i benefici ottenibili e la “praticita'” della tecnica, competitivi rispetto alla tecnica chirurgica tradizionale, o ad altre terapie da effettuare a cicli piu' brevi.

BIBLIOGRAFIA

PUBLISHED ARTICLES
Groves, Nancy. “Radiofrequency Device Offers Advantages of its Own” (featuring Brian D. Zelickson, M.D.). Dermatology Times Vol. 23, No. 7; July 2002.
Guttman, Cheryl. “RF Heating Promising for Skin-Tightening, Browlifting” (featuring Richard E. Fitzpatrick, M.D.). Cosmetic Surgery Times Vol. 5, No. 7 (02); August 2002.
Reiman, Patty. “Facial Tightening Device Gives Patients Alternative to Surgery” (featuring Richard E. Fitzpatrick, M.D.). Cosmetic Surgery Times; April 2003.
Helwick, Caroline. “Device Makes Treatments Quick, Effective” (featuring Richard E. Fitzpatrick, M.D.). Cosmetic Surgery Times; May 2003.
Guttman, Cheryl. “Skin Laxity Improvements Seen Vividly in Neck Areas” (featuring Tina S. Alster, M.D.). Cosmetic Surgery Times; May 2003.
Kazanjian, Dodie. “Facelift of the Future” (featuring Roy Geronemus, M.D.., Javier Ruiz-Esparza, M.D., Karyn L. Grossman, M.D., M.D., Pat Wexler, M.D.). Vogue; May 2003.
ABSTRACTS FROM THE AMERICAN SOCIETY FOR LASER MEDICINE AND SURGERY TWENTY-THIRD ANNUAL MEETING, ANAHEIM, CALIFORNIA APRIL 9-13, 2003
1. Goldberg DJ, Koch J, Burns J, Geronemus R. “A New Non-Ablative Radio Frequency Device to Tighten Tissuo: A Randomized Trial Comparing a Single Treatment to Multiple Treatments”.
2. Ruiz-Esparza J, Gomez JB. “Non-Ablative Radiofrequency in the Treatment of Severe Active Acne Vulgaris”.
3. Alster TS, Tanzi EL. “Treatment of Prominent Nasolabial Folds and Cheek Laxity with a Nonablative Radiofrequency Device”.
4. Tanzi EL, Alster TS. “Improvement of Neck Laxity with a Nonablative Radiofrequency Device: A Lifting Experience”.
5. Fitzpatrick RE, Iyer S. “Collagen and Tissue Tightening: Paradigm for Treatment of the Cheeks and Neck Using Radiofrequency”.
6. Fitzpatrick RE, Geronemus R, Goldberg D, Klaminer M, Kilmer S, Ruiz-Esparza, J. “First Multi-Center Study of a New Non-Ablative Radio Frequency Device to Tighten Facial Tissue”. 
7. Zelickson BD, Kist D, Bernstein E, Burns J, Kilmer S, Pope K. "Histological and Ultrastructural Evaluation of the Effects of a Radiofrequency Based Non-Ablative Dermal Remodelling Device".
8. Jacobson L, Geronemus R. "Treatment of Nasolabial Folds and Jowls with Non-Invasive Radiofrequency Device".
9. Ruiz-Esparza J. "Non-Ablative Radiofrequency Tissue Tightening of Facial Skin: The Medical Face-Lift: A Report of 25 Patients".
10. Weiss RA, Weiss MA, Beaseley KL. "Monopolar Radio Frequency (RF) Mediated Skin Contraction of the Lower Face: Study of 35 Patients".
11. Grossman KL. "Radiofrequency Treatments for Facial Laxity, Brow Ptosis and Acne Scarring".
12. Key DJ. "A Clinical Evaluation of Multiple, Full Face Non-Ablative Radio Frequency Treatments Using ThermaCool TC System(r) by Thermage(r)".
ABSTRACTS FROM THE ANNUAL SCIENTIFIC MEETING OF THE AMERICAN SOCIETY FOR DERMATOLOGIC SURGERY, NEW ORLEANS, LOUISIANA OCTOBER 9-12, 2003
1. Alam M. "4% Topical Lidocaine (ELA-Max): Anesthetic Efficacy of Brief vs. Prolonged Application".
2. Alster TS. "Radiofrequency Treatment: A Non-Surgical Approach to Skin Tightening and Other Applications".
3. Avram D. "The Efficacy of Thermage in Conjunction with Liposuction".
4. Ruiz-Esparza J. "The Non-Surgical Face-Lift Via Non-Ablative Radiofrequency".
5. Grossman KL. "Radiofrequency Treatments for Facial and Neck Laxity and Brow Ptosis".
6. Jacobson L. "One-Year Assessment Following Radiofrequency Treatment to the Lower Face and Neck".
7. Nahm W. "Radiofrequency applied to Half of Face Ipsilaterally Produces Elevation of The Brow, Changes in the Angle of the Eyebrow, and Improvement in Appearance of Melolabial Fold and Jowl".
8. Weiss RA. "Radiofrequency (Thermacool 10) Mediated Skin Contraction of the Lower Face: Study of 121 Patients".
Clinical Articles
1. Fitzpatrick RE, Geronemus R, Goldberg D, Klaminer M, Kilmer S, Ruiz-Esparza, J. "Multicenter Study of Noninvasive Radiofrequency for Periorbital Tissue Tightening". Lasers in Surgery and Medicine Vol. 33, No. 4; 2003.
2. Iyer S, Suthamjaryiya K, Fitzpatrick RE. "Using a Radiofrequency Energy Device to Treat the Lower Face: A Treatment Paradigm for a Nonsurgical Facelift". Cosmetic Dermatology Vol. 16, No. 2; February 2003.
3. Ruiz-Esparza J, Gomez JB. "Nonablative Radiofrequency for Active Acne Vulgaris: The Use of Deep Dermal Heat in the Treatment of Moderate to Severe Active Acne Vulgaris (Thermotherapy): A Report of 22 Patients" Dermatol Surg Vol. 29, No. 4, p 333-339; April 2003.
4. Ruiz-Esparza J, Gomez JB. "The Medical Face Lift: A Noninvasive, Nonsurgical Approach to Tissue Tightening in Facial Skin Using Nonablative Radiofrequency". Dermatol Surg Vol. 29, No. 4, p 325-332; April 2003.
5. Zelickson BD. "Histologiacal and Ultrastructural Evaluation of the Effects of a Radiofrequency-Based Nonablative Dermal Remodeling Device". Archives of Dermatology Vol. 140, p 204-209; February 2004.
6. Alster T.A., Tanzi E. "Improvement of Neck and Cheek Laxity With a Non-Ablative Radiofrequency Device: A Lifting Experience". Dermatol Surg Vol 30, p 503-507; April 2004.
Book Chapters
Barba Gomez, J.M.: Radiodermoplastia. In: Dermatologia Estetica (Silva, H.L.; Berber, I.R., Ruiz-Esparza, J.), Atheneu, Sao Paulo, pp. 721-731, 2004.

 

 

 


|Home| |Torna indietro| |richiedi l'articolo| |chiedi al medico|
www.lapelle.it
Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la duplicazione degli articoli anche parziale 
senza espressa autorizzazione dell'editore