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articolo aggiornato il: Wednesday 16 June 2010


Il botulino non va a spasso 

Toglie le rughe ma esistono tanti luoghi comuni spesso infondati su uno dei trattamenti di medicina estetica più apprezzati al mondo

di Felicia Contrasto 

Sul botulino c´è troppa confusione. Nessuno arriva a negare che le rughe le toglie - ciò è indubbio - ma esistono ancora luoghi comuni e credenze inesatte e infondate su uno dei trattamenti di medicina estetica più apprezzati nel mondo. L´ultima in ordine di tempo è che la molecola, iniettata localmente nei distretti trattati, possa essere assorbita e andare a spasso per l´organismo. In altre parole si inferisce che il botulino possa muoversi dalla sede dell´iniezione e raggiungere altre zone dell´organismo. Per fare chiarezza, abbiamo chiesto al professor Massimo Signorini, chirurgo plastico responsabile di Chirurgia Plastica dell´Istituto Dermatologico Europeo (IDE), di spiegarci meglio i concetti di diffusione e migrazione in farmacologia: "Immaginiamo il bersaglio di un tiro a segno con i suoi cerchi concentrici. Io inietto il farmaco al centro, dove voglio ottenere un effetto, per esempio la fronte (livello10): se una parte del farmaco si espande per contiguità verso il cerchio nove, avrà un effetto indesiderato nel 9 (ad esempio una ptosi della palpebra). In questi casi si parla di diffusione. Si definisce migrazione - quella che gli anglosassoni chiamano distant spread - invece, la capacità di un farmaco di raggiungere un sito lontano dal luogo di iniezione grazie alle vie circolatorie, linfatiche o ematiche, cosa che non si verifica nell´uso del botulino, sia clinico che estetico". Ma come à nata la notizia che il Botulino va a spasso? "Alcuni ricercatori hanno iniettato tossina botulinica direttamente nel cervello e in organi neurosensoriali periferici di animali da laboratorio, riscontrando la capacità di trasferimento della stessa tra cellule nervose. Questo dato, interessante dal punto di vista sperimentale, non simula tuttavia alcuna situazione di impiego clinico della tossina stessa. Infatti in nessuna applicazione, pregressa o attuale, la tossina botulinica à mai stata iniettata nel sistema nervoso centrale o periferico umano, ma solo in muscoli iperattivi o ghiandole per ridurne temporaneamente l´attività. Negli studi sperimentali suddetti vengono utilizzate tossine con un basso peso molecolare, a dosi che sono molto più elevate (150 volte maggiori) di quelle impiegate per il trattamento di condizioni cliniche neurologiche (e di gran lunga maggiori di qualsiasi dose utilizzata per uso estetico). Con ormai oltre 4000 articoli sulla tossina botulinica pubblicati in riviste scientifiche certificate, questo farmaco à uno dei più studiati", spiega Signorini. "In tutta la sua storia in campo estetico, tra gli occasionali, e soprattutto reversibili effetti avversi, non à mai stato documentato alcun caso di decesso a fronte di milioni di pazienti trattati. Anche nella terapia delle vere patologie, dove la dose somministrata à spesso molte volte superiore a quella impiegata in ambito estetico, gli effetti collaterali riportati sono infrequenti e del tutto reversibili. Con oltre 21 milioni di fiale utilizzate negli ultimi 20 anni (1989-2009) possiamo quindi affermare che il profilo di assoluta sicurezza della tossina botulinica à indiscutibilmente dimostrato e in particolare nessun effetto collaterale sul sistema nervoso centrale à stato mai dimostrato in alcun paziente". I prodotti a base di tossina botulinica variano tra di loro per quantità di tossina, purificazione, potenza, efficacia, durata e proteine che circondano la parte attiva della tossina e che servono a portarla a destinazione senza degradarla. Le pazienti sono molto interessate al concetto di potenza, ma cosa si intende con questo termine? "La potenza - continua Signorini - indica la capacità di un farmaco di ottenere un effetto biologico voluto e la sua durata. Per dire che un farmaco à più potente di un altro dobbiamo misurarne l´effetto a parità di dosaggio e la difficoltà à proprio questa: al momento il botulino e i suoi futuri concorrenti hanno unità di misura differenti. Se ho due farmaci misurati in milligrammi li posso confrontare, ma se uno si misura in milligrammi e l´altro in millilitri non possiamo decidere l´equivalenza. O ho un coefficiente di conversione tra le due scale o non posso. Con le tossine non à così perchà le unità di misura non rappresentano valori assoluti come sono i grammi o i litri. Quindi sino a che non ci saranno delle tabelle di equivalenza non sarà neanche possibile dire quale sia la tossina più potente". Insomma, chi ha già effettuato trattamenti estetici con botulino non può provarne uno nuovo di cui magari ha sentito parlare? "Il problema - secondo il chirurgo plastico dell´IDE - à che non essendo noti i fattori di conversione, cambiare significa dover ricercare da capo il dosaggio ottimale del nuovo farmaco per ogni paziente, processo tutt´altro che scontato da azzeccare al primo colpo. Non solo, anche i coefficienti di diffusione non coincidono, e questa à un´altra variabile di cui tenere conto. Passare da una marca all´altra, quindi, può effettivamente creare problemi di adattamento. Questo à un tema che vogliamo affrontare prima che altri produttori si affaccino sul mercato. Ogni farmaco à diverso e ha un differente profilo di tollerabilità, e ciò vale sia per l´utilizzo clinico che per quello estetico. Quando giungeranno sul mercato nuovi tipi di tossina botulinica con caratteristiche differenti da quella che conosciamo e usiamo da anni, sarà bene ricordare che cambiare farmaco potrebbe portare a difetti nel risultato, che potrebbe essere insufficiente o, al contrario, eccessivo". Parliamo ancora di sicurezza: "Siamo nel campo dell´estetica, ma non dimentichiamo che siamo medici e che stiamo parlando di un farmaco. Non à la stessa cosa che fare una pulizia del viso, eppure ci sono persone che si accostano al botulino con superficialità, mentre si tratta di un vero e proprio atto medico". Ci sono delle raccomandazioni? "La durata media del prodotto à di 5-6 mesi e trattamenti ravvicinati non sono consigliabili. Molti pazienti non sanno cosa venga loro iniettato mentre la procedura corretta prevede che venga consegnato il foglietto illustrativo del farmaco, timbrato e firmato dal medico con l´apposizione della data del trattamento. À corretto evitare di trattare zone del volto diverse da quelle indicate nel foglietto illustrativo e non accettare l´utilizzo, per il volto, di un botulino che non sia esclusivamente per uso terapeutico".

Prof. Massimo Signorini chirugo plastico IDE - Milano
Prof. Massimo Signorini chirugo plastico IDE - Milano
Dal Garante le Linee guida per il Fascicolo Sanitario Elettronico e il Dossier Sanitario

Il Garante per la protezione dei dati personali ha approvato in via definitiva le "Linee guida in tema di Fascicolo sanitario elettronico (Fse) e di dossier sanitario". svolgendo un ruolo di supplenza in attesa di una legislazione adeguata. Le Linee guida, sono il risultato di una consultazione pubblica con gli operatori del settore e fissano un quadro di regole a protezione dei dati sanitari e a garanzia delle persone. Il provvedimento stabilisce che il paziente deve poter scegliere, in piena libertà, se far costituire o meno un fascicolo sanitario elettronico, con tutte o solo alcune delle informazioni sanitarie che lo riguardano; deve poter manifestare un consenso autonomo e specifico; gli deve essere inoltre garantita la possibilità di oscurare la visibilità di alcuni eventi clinici. Per fare scelte consapevoli il paziente deve essere informato con un linguaggio comprensibile e dettagliato e l´informativa deve indicare chi (medici di base e ospedialieri, farmacisti) ha accesso ai suoi dati. 
Il fascicolo sanitario elettronico potrà essere consultato dal paziente con modalità adeguate (ad es. tramite smart card) e dal personale sanitario strettamente autorizzato, solo per finalità sanitarie. Non potranno accedervi invece periti, compagnie di assicurazione, datori di lavoro. Se il paziente non vuole aderire al Fse usufruisce ugualmente delle prestazioni del SSN. Gli accessi alle informazioni infine, dovranno essere tracciabili e graduali, e i dati sanitari dovranno essere protetti con misure di sicurezza che limitino il più possibile i rischi di abusi.
 
 
 
 


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