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articolo aggiornato il: Friday 13 April 2012

 


Cordone ombelicale

Fondamentale nella vita intra-uterina, viene tagliato al momento della nascita. Qualche emplice consiglio alle neo-mamme per evitare fastidiose infezioni.

del dr G. Di Giovanni

 
Il cordone ombelicale, o funicolo, e’ una formazione anatomica che mette in comunicazione la placenta con il feto. Dalla placenta origina il sangue arterioso ossigenato, che in senso centrifugo raggiunge il feto e da questo origina il sangue venoso non ossigenato, che in senso centripeto raggiunge la placenta per essere ossigenato e ripetere nuovamente il ciclo. Salvo rari casi di malformazioni, il cordone ombelicale e’ costituito da due arterie ombelicali, dalla vena ombelicale e da una sostanza gelatinosa (gelatina di Wharton).
Durante la vita intrauterina il cordone ombelicale puo’ subire alterazioni meccaniche come compressioni, attorcigliamenti o addirittura prolasso, che in alcuni casi di particolare gravita’ possono interrompere il flusso ematico in maniera definitiva e causare la così morte del feto.
Cio’ nonostante, nella grande maggioranza dei casi le evenienze ora ricordate, o la presenza di uno o piu’ nodi veri del funicolo o giri del medesimo intorno al collo del  feto, o a bandoliera intorno al tronco, non sono in grado di provocre una permanente interruzione del circolo, ma solo temporanee compressioni durante il travaglio di parto che si traducono in un rallentamento del battito cardiaco fetale. Al momento del parto si puo’ invece assistere a una patologia acuta del cordone ombelicale per strappamento (parto precipitoso o brevita’ assoluta di funicolo) o per rottura di formazioni vascolari anomale.
Subito dopo la nascita il cordone ombelicale che ha (come ricordato prima) un aspetto gelatinoso e un colorito bianco-madreperlaceo, viene reciso a circa 10 cm. dal piano cutaneo del neonato e chiuso con un elastico o meglio ancora con una molletta di plastica e avvolto con una garza sterile asciutta.
Dopo la recisione del cordone i vasi ombelicali si trombizzano rapidamente e il moncone del funicolo, non piu’ irrorato dai vasi, si essicca assumendo un colorito bruno-nerastro.
Nel punto in cui il cordone e’ a contatto con la cute si forma una zona di demarcazione ed il moncone cade di norma dal 5° al 10° giorno di vita.
Le moderne tecniche di assistenza al parto consentono attualmente di dimettere la puerpera in 3 giorni (e talvolta in 2) nei parti fisiologici e in 5 giorni nei parti cesarei (e talvolta in 4).
Le mamme alla prima gravidanza, nonostante le dimostrazioni pratiche effettuate dalle puericultrici, possono trovare delle difficolta’ una volta dimesse nell’eseguire la disinfezione giornaliera del moncone ombelicale. Cio’ va fatto, previo lavaggio e disinfezioni delle mani, con medicazioni a base di alcool denaturato, di mercurocromo al 2%, di acqua ossigenata a 10 o 12 vol., di esaclorofene; tale operazione va ripetuta tre volte al giorno.
La disinfezione della ferita ombelicale, che residua dopo la caduta del moncone va, proseguita per alcuni, giorni con i medicamenti prima ricordati, tranne l’alcool denaturato che puo’ avere un’azione irritante; si puo’ cospargere la zona di polvere sulfamidica o di pomata antibiotica se la piaga ombelicale e’ modicamente secernente, si ricopre quindi con garza sterile e si fissa con retina elastica tipo surgifix o fascia ombelicale semielastica. La ferita cicatrizza in genere in 7 - 8 giorni e contemporaneamente si epitelizza; la circoscritta zona corrispondente si retrae poi lentamente verso l’interno dell’addome per la trazione esercitata dalle arterie e dalla vena ombelicale, che progressivamente sclerotizzano. Seguendo tale procedura nel rispetto delle piu’ scrupolose norme igieniche, si eviteranno così le infezioni sia lievi che gravi (rappresentate queste ultime dalla difterite o dal tetano - come accade purtroppo ancor oggi nei Paesi meno sviluppati - infezioni e che risultano quasi sempre fatali per il piccolo neonato).



 

 


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