| Home | Pellebeauty | Cerca nel portale | Alimentazione | Allergie | Acne | Antiaging | Benessere | Chirurgia Plastica | Congressi | Cosmetici | Cute Multietnica
|Ginecologia | Igiene | Immunologia | Laser | Medicina Estetica | Odontoiatria Estetica | Pediatria | Psicosomatica | Ricerca | Sport |Societa' | Termalismo
| Tricologia | Virologia | Recensione Libri | Medicina Dolce | Sudorazione Eccessiva | Dermatologia | Ortopedia | Politica Sanitaria | Chirurgia Estetica | Trucco |
 
 

articolo aggiornato il: Friday 13 April 2012

 


Dermatiti eczematose

Negli adulti, la somiglianza dei sintomi della dermatite atopica e da contatto puo’ creare confusione al momento della diagnosi. Entrambe sono caratterizzate da un’alterata funzione di barriera, xerosi cutanea, prurito e familiarita’. Si differenziano invece per la predisposizione genetica e la conseguente risposta immunitaria, che e' immediata nella dermatite atopica e ritardata in quella da contatto

di Giorgio Maggiore

La dermatite atopica e' una patologia cutanea infiammatoria ad andamento cronico recidivante, che si manifesta soprattutto nell’infanzia. Insieme a altre patologie allergiche IgE mediate (asma bronchiale, rinite allergica) costituisce una sindrome allergica ereditaria. 
dermatite da contatto
dermatite da contatto
Colpisce circa il 5% della popolazione globale caratterizzata da una "costituzione atopica" ovvero da una attitudine controllata geneticamente a produrre IgE nei confronti di sostanze che normalmente non si comportano da allergeni. Si manifesta con prurito, lesioni eritemato-vescicolari a evoluzione crostosa e desquamativa, su zone corporee diverse a seconda dell’eta’ del soggetto che ne e' affetto: da zero a due anni interessa il pollice succhiato, le zone convesse del volto e del corpo e nella grande maggioranza dei casi si conclude in remissione prolungata. Dopo i due anni l’eruzione diventa cronica e si osservano placche lichenificate, molto pruriginose, che interessano zone concave e dorso delle mani. 
In circa il 25% dei casi, la malattia continua in eta’ adulta e si osserva la persistenza di lesioni lichenificate, pelle secca e rugosa, papule pruriginose, eczema a forma di moneta (nummulare). Secondo molti autori la dermatite atopica puo’ essere considerata una patologia legata a un difetto costituzionale associato a un’alterazione della funzione di barriera che da’ luogo a una diminuita resistenza agli agenti irritanti. Questa alterazione, secondo Imokawa e al; Seidenari; Di Nardo e al., sarebbe dovuta a una diminuzione dei lipidi epidermici, specie dei ceramidi che vengono prodotti dai cheratinociti durante il processo di maturazione. Piu’ in particolare i livelli di ceramidi 1 e 3 sono molto piu’ bassi mentre i valori del colesterolo sono maggiori, e il rapporto ceramidi/colesterolo appare inferiore che nella pelle normale. Di conseguenza nella pelle atopica aumenta la perdita di acqua transepidermica (TEWL) e la cute e' piu’ facilmente irritabile e piu’ permeabile a molecole irritanti o sensibilizzanti, in grado di attivare i cheratinociti e le cellule di Langherans, con una espansione dei linfociti Th2, e produzione di interleuchina-4 nella fase iniziale, e dei linfociti Th1 con aumento dell’interferon-gamma nella fase cronica della malattia (Grewe e al.).  dermatite atopica
dermatite atopica
Recentemente, infine e' stata messo in evidenza anche il ruolo delle IL-6 e IL-7 nella differenziazione dei precursori dei linfociti T verso il tipo Th2 e della IL-5 nell’induzione della flogosi eosinofila caratteristica delle malattie atopiche. Le complicazioni piu’ frequenti dell’eczema atopico o costituzionale, sono rappresentate dalle infezioni cutanee causate dallo stato infiammatorio cronico e dovuto alla gia’ ricordata alterazione della barriera cutanea, al prurito e al grattamento, e va tenuto presente che l’infezione che si verifica sull’eczema puo’ essere essa stessa un fattore allergizzante (anticorpi antistafilococcici e antipitirosporici) complicando il quadro e l’andamento clinico. La condizione allergologica dei pazienti affetti da dermatite atopica e' infatti molto complessa e puo’ dar luogo a numerose variabili e difficolta’ diagnostiche. Se in caso di comparsa precoce la malattia puo’ essere confusa con una dermatite seborroica bipolare, riconoscibile per la localizzazione delle lesioni eritematose a livello dei glutei, delle grandi pieghe e del cuoio capelluto che orienta facilmente la diagnosi, piu’ problemi puo’ creare una dermatite allergica da contatto, manifestazione cutanea dovuta a ipersensibilita’ ritardata, che puo’ insorgere sia in soggetti con costituzione atopica, sia in persone non atopiche. Sebbene i segni clinici e i sintomi appaiono molto simili fra loro e sia necessaria per entrambe una predisposizione genetica,  immunologicamente le due reazioni di ipersensibilita’ alla base delle due patologie sono ben diverse e appaiono controllate da differenti citochine. La patogenesi allergica della dermatite atopica puo’ essere spiegata, nella fase iniziale, da meccanismi di ipersensibilita’ immediata sulla base della presenza di una produzione anomala di IgE in risposta a allergeni comuni.  Piu’ in specifico, sebbene la patofisiologia della dermatite atopica e della dermatite da contatto possano essere distinte nelle stesse tre fasi (processamento dell’antigene, presentazione e risposta immunitaria) per ognuna di esse si possono trovare importanti differenze.  Nella maggior parte dei casi di dermatite atopica gli antigeni coinvolti sono proteine, mentre per le dermatiti da contatto le molecole scatenanti (apteni) possono avere un peso molecolare molto piu’ basso e devono coniugarsi a altre proteine per diventare antigeni completi. La cellula che presenta l’antigene nella dermatite da contatto e' la cellula cutanea di Langerans che e' coinvolta anche in molti casi di dermatite atopica ma appare modificata per la presenza di maggiori recettori per le IgE circolanti, in grado di moltiplicare la risposta in situ dei linfociti Th2 (specifici dell’atopia) anche per piccole quantita’ di allergeni presenti sulla cute. Questi linfociti rilasciano citochine del tipo Th2, a differenza dei linfociti coinvolti nella dermatite da contatto che producono citochine del tipo Th1. Cosi', nonostante entrambe le condizioni siano classificate all’interno del piu’ ampio capitolo delle dermatiti eczematose "vere" e molti studi siano stati condotti per chiarire la relazione esistente fra l’eczema da contatto e la sensibilizzazione da parte di allergeni da contatto in pazienti affetti da dermatite atopica, permane ancora aperta la questione se il processo di ipersensibilita’ risulti alterato negli atopici.   La presenza negli atopici di una anormale immunita’ ritardata, cellulo-mediata, e' riconosciuta nei riguardi di allergeni inalatori ed e' clinicamente suggerita da un’aumentata suscettibilita’ alle infezioni cutanee a eziologia virale e dalla dimostrazione di un numero diminuito di cellule T circolanti in molti bambini con dermatite atopica. Forestbeck e al. hanno trovato che nei soggetti con IgE totali aumentate (PRIST) non sempre c’e' correlazione fra evoluzione della dermatite e titolo sierico, ma anzi che in molti casi negli  atopici potrebbe esistere una piu’ bassa reattivita’, dimostrabile con specifici patch test, ad alcune sostanze che spesso provocano le dermatiti da contatto. Farebbero eccezione il nickel, molti conservanti e fragranze, e anche alcuni corticosteroidi nei cui riguardi la risposta da ipersensibilita’ ritardata sarebbe identica fra gli atopici e non atopici. Questo ultimo dato mette in evidenza l’importanza che talvolta possono assumere i test epicutanei (patch tests) nell’adulto affetto da dermatite atopica nei riguardi di quegli allergeni da contatto che potrebbero svolgere un importante ruolo scatenante dell’eczema atopico fondato su un meccanismo immunitario diverso dalla classica reazione IgE dipendente. Questa distinzione non e' utile solo ai fini diagnostici, ma soprattutto per la profilassi del contatto con sostanze notoriamente sensibilizzanti o in caso di particolari condizioni professionali. In conclusione, infine, in considerazione del fatto che in entrambi i tipi di dermatite coesiste un’alterazione della funzione di barriera, viene suggerito di ricorrere a trattamenti topici a base di sostanze idratanti e emollienti, capaci di ricostituire l’integrita’ della componente lipidica dello strato corneo, ridurre l’infiammazione e diminuire il prurito. 





 

 


|Home| |Torna indietro| |richiedi l'articolo| |chiedi al medico|
www.lapelle.it
Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la duplicazione degli articoli anche parziale 
senza espressa autorizzazione dell'editore