| Home | Pellebeauty | Cerca nel portale | Alimentazione | Allergie | Acne | Antiaging | Benessere | Chirurgia Plastica | Congressi | Cosmetici | Cute Multietnica
|Ginecologia | Igiene | Immunologia | Laser | Medicina Estetica | Odontoiatria Estetica | Pediatria | Psicosomatica | Ricerca | Sport |Societa' | Termalismo
| Tricologia | Virologia | Recensione Libri | Medicina Dolce | Sudorazione Eccessiva | Dermatologia | Ortopedia | Politica Sanitaria | Chirurgia Estetica | Trucco |
 
 

articolo aggiornato il: Friday 13 April 2012

 


Herpes

Il virus responsabile dell’herpes labialis, E' un parassita perfetto. Per lo piu' vive bene con chi lo ospita, senza provocargli grossi guai. Colpisce, ripresentandosi anche diverse volte durante l’anno, almeno dieci milioni di italiani. Ma nella maggior parte dei casi, E' presente sempre nell’organismo dell’ospite, in particolare nei gangli nervosi, dove sta rintanato spesso senza dare alcun fastidio. Pronto pero' a scatenarsi, cogliendo gli stati di "debolezza" psicofisica del suo ignaro padrone di casa e a dare il via alle tipiche lesioni. Ne ha parlato al Circolo della Stampa di Milano il professor Ruggero Caputo, direttore della 1° Clinica Dermatologica dell’Universita' di Milano, delineando un preciso identikit.

della dott.ssa Clara De Bonis

Professore, quale’e' il periodo di maggior rischio per l’Herpes Labialis?
Normalmente e' in questo periodo che si assiste ad un "picco" nelle recidive di herpes simplex labialis. Il fenomeno e' legato sia alla tensione emotiva accumulata durante i mesi piu' freddi sia al fatto che si riprende a fare sport all’aperto. Purtroppo, specie fra gli sportivi della domenica, non c’e' ancora la sensibilita' allo sforzo, per cui si rischia di affaticarsi molto piu' del normale, facilitando un’eventuale recidiva dell’infezione. Per tutti, poi, l’esposizione alle radiazioni solari peggiora ulteriormente la situazione.
herpes Si puo' affermare che l’herpes labialis e' una lesione che colpisce solo chi e' sotto stress?
Non e' corretto. Anche chi fa una vita ideale, magari in campagna e senza particolari problemi economici o familiari, puo' vedere comparire il caratteristico grappolo di vescicole sulle labbra. Le statistiche dicono che almeno quattro persone su cinque hanno nel sangue anticorpi contro il virus herpes di tipo 1, quello tipico delle lesioni labiali. Questo significa che, magari in forma del tutto silente, hanno avuto almeno un "incontro" con il virus. Ma e' solo in un 15-20% di questi individui che compariranno le lesioni erpetiche, che non sono altro che il segnale delle recidive dell’infezione. 
Negli USA ogni anno ci sono mediamente 70-100 milioni di casi di recidiva, e in Italia il numero di casi di "riaccensione" dell’infezione, applicando al nostro paese le percentuali d’oltre oceano, si aggira intorno ai 10-12 milioni.
Si dice spesso che contro l’herpes bisogna giocare d’anticipo. Ma come si fa?
La prima regola importante per difendersi dalle recidive di herpes labialis e' conoscere il "proprio" nemico perche' i sintomi soggettivi sono cosi' specifici e "personali", che ognuno arriva quasi a "conoscere" le modalita' di presentazione del "suo" virus.  
herpes
herpes In termini generali, tuttavia, i sintomi premonitori si manifestano sei-dodoci ore prima della comparsa dell’eritema, cioe' di quell’arrossamento che da' il via alla sequenza delle lesioni labiali. I segnali d’allarme piu' tipici sono il bruciore localizzato alla zona in cui comparira' il grappolo di lesioni, che a volte puo' addirittura assumere le sembianze di una vera trafittura, oppure un inspiegabile prurito. Fino ad oggi saper riconoscere questi segnali era fondamentale per poter prendere le contromisure terapeutiche piu' efficaci. 
Infatti, con l’aciclovir, la sostanza finora piu' usata nel trattamento di queste lesioni, si puo' contrastare l’avanzata del virus solo se il farmaco viene applicato durante la fase prodromica, cioe' prima che il virus abbia concluso il suo processo di duplicazione, sia cioe' arrivato fino alle labbra e abbia provocato la lesione.Da oggi pero', anche per chi non riesce ad intervenire nel breve lasso di tempo che precede la comparsa delle vescicole e' comunque possibile limitare i danni. Due studi clinici internazionali hanno dimostrato come con creme a base di Penciclovir si possano ridurre durata ed entita' dei sintomi, anche quando si interviene dopo che la lesione e' comparsa.
herpes
Buone notizie, quindi, visto che da oggi finalmente si puo' intervenire anche dopo la comparsa delle vescicole dell’herpes. Ma purtroppo si parla sempre di prodotti sintomatici, che, pur essendo sempre piu' efficaci, non riescono ad eliminare del tutto il virus .....
E’ vero. Ma io non sarei cosi' pessimista. Stiamo parlando di una malattia "inguaribile", che sta comunque diventando sempre piu' dominabile. Dall’herpes, insomma, non si guarisce. Una volta che il virus ha fatto capolino, anche se poi si mette a dormire per lungo tempo, e' altamente probabile che si ripresenti non appena, per tanti motivi, siamo piu' deboli. Ed e' a questo punto che possiamo "dominarlo", grazie ai farmaci di cui disponiamo. Semmai, il problema e' un’altro. Non bisogna fare uso di rimedi empirici che non fanno altro che peggiorare la situazione. Mi riferisco ad esempio all’applicazione di etere, di succo di limone, di aglio, di dentifricio o di ghiaccio.
Se la comparsa delle vescicole sulle labbra e' una recidiva della malattia cosa vuol dire e quando avviene la prima infezione?
La prima infezione, cioe' il primo contatto tra il virus dell’herpes e il corpo dell’ospite, si fa quasi sempre da bambini. Puo' essere del tutto asintomatica, tanto che diventa difficile riconoscerla, ma piu' spesso porta ad una gengivostomatite molto intensa, che puo' anche invadere completamente le labbra e la parte interna delle guance. Durante questa fase e' sempre presente febbre, che poi non sara' presente nelle recidive successive. Non va poi dimenticato che, per quanto si tratti di un ospite "ideale" per il corpo umano, il virus dell’herpes labialis puo' anche portare a complicazioni gravissime, seppure rare. Ad esempio nei bambini con dermatite atopica, in cui la pelle ha perso le sue capacita' difensive e il virus riesce ad "insinuarsi" dopo un semplice contatto, fino a ricoprire completamente il corpo del piccolo.
E’ vero che chi soffre di frequenti recidive e' in qualche modo "immunodepresso"? Quali sono i fattori di rischio?
No. Ci sono persone che sono in perfetta salute e che immunologicamente non hanno alcun problema, ma forse non hanno difese specifiche sufficientemente forti contro questi virus. In media ci sono 2-3 recidive l’anno, magari in concomitanza con l’azione di alcuni "fattori di rischio". Quando invece ci sono piu' di 6-8 recidive l’anno conviene tentare la vaccino-terapia, pur con i limiti oggettivi che questa tecnica presenta. Nella mia esperienza, la "molla" che fa scattare il virus puo' essere diversa. Ci sono casi di herpes invernali legati alla permanenza sulle piste ad alta quota sotto i raggi del sole, che vengono amplificati proprio dalla neve e dal ghiaccio e si riflettono ancor piu' pesantemente sulla cute ma anche una malattia febbrile puo' far "scattare" l’herpes, e forse proprio per questa concomitanza si e' definita la lesione erpetica come "febbre del labbro". Inoltre l’eccessivo caldo o il troppo freddo, lo stress fisico e mentale, il ciclo mestruale, la gravidanza, un trauma locale o anche un cattivo stato generale di salute rappresentano fattori di rischio certi, cosi come il trattamento protratto con farmaci che indeboliscono il sistema immunitario o malattie che, in qualche modo, influenzano negativamente l’attivita' del nostro apparato difensivo.
Ma allora in conclusione, cosa si puo' consigliare a chi vuole evitare di veder ricomparire le lesioni sulle labbra o almeno di limitarne il rischio?
Penso che la parola d’ordine sia l’educazione alle modalita' con cui il virus si ripresenta, al riconoscimento degli elementi di rischio e dei fattori scatenanti. Se uno sa che dopo uno sforzo fisico intenso "paga" la fatica in termini di herpes labialis deve imparare a dosare l’attivita'. E’ inutile fare una partita a tennis di cinque ore e poi lamentarsi! Infine bisogna usare solo prodotti efficaci, che riducano l’intensita' e la durata dei disturbi. In questo senso credo che la presenza di un nuovo preparato a base di Penciclovir, attivo anche dopo che le lesioni si sono manifestate, possa rappresentare un ulteriore passo avanti nel nostro tentativo di "dominare" il virus. Perche' di eradicarlo completamente, visto che si nasconde dove non puo' essere raggiunto, proprio non si puo' parlare.

Una famiglia pericolosa

Se per il dermatologo il virus dell’herpes labialis puo' essere una sorta di "parassita perfetto", per il virologo e' un nemico da seguire con attenzione. La pensa cosi il professor Alessandro Zanetti, direttore dell’Istituto di Virologia dell’Universita' di Milano
L’herpes labialis, e' solo uno dei componenti di una famiglia molto piu' ampia?
Proprio cosi. La famiglia degli herpes viridae, questo il nome scientifico corretto, si compone di tre sotto famiglie. Quella degli alfa herpes virinae, di cui fanno parte i virus herpes simplex 1 e 2 e il virus varicella-zoster, quella dei beta herpes virinae comprende invece il citomegalovirus e quella dei gamma ha come capostipite il virus di Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi infettiva. In tutti i casi si tratta di virus a doppia elica, del diametro di circa 150 nanometri.
Qual’e' la loro diffusione e pericolosita'?
Sono estremamente diffusi in natura e in alcuni casi possono essere assai temibili. Basti pensare che il virus di Epstein-Barr puo' anche causare tumori, ad esempio il linfoma di Burkitt tipico di alcune popolazioni dell’Africa equatoriale e della Nuova Guinea e il carcinoma naso-faringeo della Cina e del sud-est asiatico. Venendo piu' direttamente al virus dell’herpes simplex, dopo la prima infezione, questo determina un’infezione latente e solo eccezionalmente una eruzione cutanea di scarsa entita'. Poi puo' persistere per tutta la vita nei gangli nervosi dove rimane "nascosto". In pratica si trova in un fortino dove gli anticorpi specifici circolanti nel sangue non possono entrare. E questo spiega perche' sia impossibile eliminare il virus.
Come si trasmette il virus herpes simplex?
Innanzittutto bisogna ricordare che ne esistono di due tipi. Quello di tipo 1 si contrae nella prima infanzia, di solito attraverso la saliva entro cui si trova il virus. Quindi attraverso baci, ma non solo. Anche le posate o i bicchieri possono mantenere il virus. Non e' ancora certo se si trasmetta senza che ci siano lesioni in corso. Ci sono stati studi che hanno potenzialmente dimostrato questa ipotesi, ma per ora la questione e' molto controversa Insomma ci potrebbero essere "portatori sani", ma non ne esiste la certezza, tanto che oggi si pensa che la trasmissione avvenga quando ci sono lesioni visibili. Il virus di tipo 2, invece, si propaga per via sessuale.
Cosa succede quando il virus penetra nei tessuti?Normalmente il virus dell’herpes penetra nel nuovo organismo durante l’infezione primaria, poi tende a migrare, in senso centripeto, seguendo la "strada" delle terminazioni nervose che risalgono dalla periferia verso il midollo spinale. Una volta giunto ai gangli dorsali si stabilisce al loro interno e rimane in forma latente senza dare alcun segno della sua presenza e senza poter essere "attaccato" dagli anticorpi che circolano nel sangue. Poi, in alcune circostanze, il virus si slatentizza e scende lungo il percorso inverso a quello di arrivo, raggiungendo nuovamente la superficie muco-cutanea dove il virus si moltiplica causando una nuova lesione erpetica. Una volta terminato questa fase di replicazione, il virus tende infine a tornare indietro, per rinchiudersi nei gangli nervosi, mantenendo cosi il ciclo che sta alla base della persistenza dell’infezione.
Riuscire a distruggerlo, quindi, e' quasi praticamente impossibile?
Si. Durante la fase di replicazione il sistema immunitario non e' in grado di bloccare il virus che quindi riesce a trasferirsi e dare sfogo alla sua manifestazione clinica. Una volta che questa si e' conclusa, poi, diventa impossibile anche "raggiungere" il virus che si e' nascosto nelle cellule nervose. Visto questo mecanismo di infezione virale, sarebbe importante disporre di vaccini che permettano di creare una immunita' prima che si instauri la prima infezione. In questo ambito la ricerca sembra particolarmente incoraggiante con le glicoproteine di membrana di tipo D, che sembrano stimolare una valida reazione immune contro l’infezione erpetica. (C.D.B.)

Lesione a grappolo

La lesione e' generalmente unica, sotto forma di una chiazza eritemato-edematosa di modeste dimensioni, che in breve tempo si ricopre di vescicole tese , emisferiche , del diametro di 2.3 millimetri, raccolte a grappolo. 
Il contenuto e' inizialmente limpido, poi si fa torbido. La confluenza di piu' vescicole puo' dar luogo ad una lesione simil-bollosa, che nel corso di una settimana, si rompono con evoluzione in croste. 





 


 


|Home| |Torna indietro| |richiedi l'articolo| |chiedi al medico|
www.lapelle.it
Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la duplicazione degli articoli anche parziale 
senza espressa autorizzazione dell'editore