La Verruca

admin 16/04/2013 0
La Verruca


Il Papova, un virus con molte facce: conviene eliminarlo al piu’ presto per mettersi al riparo da conseguenze assai spiacevoli

La Verruca

Prof. Paolo Piazza Dermatologo IDI

Le verruche erano conosciute dagli antichi greci e romani, e in alcuni scritti del 30 a.C. Aulo Cornelio Celso gia’ parla di manifestazioni , simili a “porri”, che possono far pensare alle verruche”. La loro identificazione come infezioni trasmissibili per contagio avvenne, pero’, solo alla fine di questo secolo, mentre l’agente che ne e’ la causa, il virus papilloma, fu isolato nel 1949 e, qualche anno dopo , caratterizzato come un virus DNA doppiamente intrecciato della famiglia dei Papovavirus. Oggi si calcola che a soffrire di verruche e’ quasi il 7 per cento della popolazione. Un modello animale per il virus papilloma umano non e’ stato ancora sviluppato con successo, e il virus non puo’ essere coltivato in vitro. Con le nuove tecniche della biologia molecolare sono stati identificati piu’ di 50 sottotipi di HPV ma soltanto alcuni di essi sono responsabili delle lesioni cutanee.

L’HPV e’ specificatamente ma soltanto alcuni di essi sono responsabili delle lesioni cutanee. L’HPV e’ specificatamente trofico per le cellule epiteliali squamose. Si conosce poco su come e dove entri nelle cellule, ma una volta che vi ha avuto accesso, utilizza le risorse della cellula ospitante per coordinare i propri geni e replicarli. Sono state trovate particelle virali nelle cellule basali dei tessuti infetti, ma la replicazione si puo’ avere anche al livello superiore, nelle cellule epiteliali differenziate.

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Il picco massimo di incidenza e’ dai 12 ai 16 anni e a grande maggioranza la localizzazione e’ sulle mani e sulla pianta dei piedi. Persone con immunita’ cellulare compromessa sono ad alto rischio per le verruche. Questo gruppo comprende quelli che stanno ricevendo un trattamento cronico a base di corticosteroidi o di farmaci immunosoppressivi, e persone con epidermodisplasia verruciforme, un raro disordine recessivo autosomiale. Ultimamente si e’ parlato di un aumento della suscettibilita’ alle verruche nei bambini affetti da dermatite atopica e si attende una conferma scientifica a questa ipotesi da studi in grande scala.

La trasmissione avviene attraverso i cheratinociti desquamati. Il periodo di incubazione e’ stimato intorno agli 1-6 mesi, tuttavia si sospetta un periodo di latenza di 3 anni o piu’.
Cosa sono le verruche?

La VerrucaSi tratta di infezioni virali che si presentano come delle escrescenze carnose, dure di natura benigna. Queste lesioni epidermiche sono molto frequenti e generalmente insorgono in giovane eta’. Sono causate dall’attacco di un virus e si manifestano sia sulla pelle che sulla mucosa. La famiglia dei virus a cui appartengono le verruche e’ quelladei PAPOVA-VIRUS, in particolare il virus delle verruche e’ il Papilloma Virus Umano (identificato con HPV: Human Papilloma Virus) che attacca esclusivamente la razza umana.

Recentemente, le nuove tecniche di virologia applicata allo studio del DNA del Papilloma Virus hanno dimostrato che si tratta di virus molteplici. Alcuni di essi sono associati a una delle diverse forme cliniche di verruca: HPV1 alle verruche palmoplantari, HPV2 alle verruche volgari, l’HPV3 alle verruche piane, gli HPV6, 8, 11, 16, 18 alle verruche genitali o condilomi.

Come avviene il contagio?

Il virus delle verruche e’ autonoculabile. La trasmissione dell’infezione si verifica per lo piu’ per via diretta, cioe’toccando le verruche altrui, ma perche’ si verifichi il contagio la pelle deve essere abrasa, deve avere quella che noi medici chiamiamo una soluzione di continuo, altrimenti il virus non entra. Oppure il contagio si puo’ verificare attraverso le squame della verruca che cadono in zone umide, ad esempio piscine, saune o su un asciugamano, sebbene sia stato dimostrato che questo virus sopravvive poco all’esterno. Quindi, sebbene sia stato dimostrato che questo virus sopravvive poco all’esterno, se ci asciughiamo le mani su di un asciugamano appena toccato da una persona affetta da verruche possiamo contagiarci. L’altra possibilita’ di contagio, riguarda le verruche genitali, rientra nelle malattie sessualmente trasmesse, ed avviene per contatto venereo generando i cosiddetti condilomi o creste di gallo. Favorito da alcune condizioni quali scarsa igiene, secrezioni e altre infezioni (es. gonorrea), il contagio si verifica nel 50-60% dei soggetti che hanno avuto rapporti con portatori dell’infezione.

E’ dimostrato che sia l’insorgenza che il decorso dell’infezione appaiono in stretto rapporto con lo stato immunitario del soggetto. Quindi i fattori principali dell’infezione sono due, virulenza del virus e scarse difese immunitarie. Quando questo virus penetra nel nostro corpo e’ tutto un gioco tra la sua capacita’ di entrare e la capacita’ dell’organismo di reagire, di difendersi. Ci sono persone che sono protette nei confronti di questo tipo di virus, HPV, ci sono altre persone il cui sistema immunitario e’ fragile e favorisce l’insorgere dell’infezione.
Ad esempio e’ facile che il virus attacchi i bambini che soffrono di “dermatite atopica” o persone affette da AIDS.

Che terapie esistono per le verruche?

Non esiste un vaccino, non esiste una cura o una terapia per via generale, quindi l’unico modo per eliminarle e’ quello di distruggerle fisicamente. E questa distruzione deve avvenire il piu’ presto possibile proprio perche’ trattandosi di un virus autoinoculante, piu’ a lungo rimane sulla pelle maggiore e’ la possibilita’ che dopo 3-4 mesi avvenga una recidiva.
I metodi per eliminarle sono diversi e variano a seconda del tipo di verruca. Comunque la terapia delle verruche costituisce a tutt’oggi un problema, i risultati che si ottengono non sono costanti e molto spesso non sono definitivi in quanto le recidive sono frequenti con tutti i tipi di trattamento.

Ci puo’ parlare dei diversi tipi di verruche?

Si distinguono diverse forme cliniche determinate dalla risposta dell’ospite, dalla sede della lesione e dal tipo di virus infettante:

  • verruche volgari: Quelle che comunemente vengono chiamate “porri”. Sono dei comuni e benigni tumori cutanei, escrescenze di varia grandezza (da 1mm a 2cm) con superficie rugosa, di colorito bianco grigiastro ma talora anche brunastro, di consistenza dura. Le verruche volgari si possono localizzare ovunque ma la sede preferenziale e’ il dorso delle mani e soprattutto intorno alle unghie. Possono essere singole o riunite a grappolo. Solitamente sono asintomatiche eccetto quando hanno sede periungueale o plantare dove sono dolorose essendo zone molto sensibili e soggette a compressione.
  • verruche plantari: Vengono cosi’ definite le verruche che si sviluppano alla pianta dei piedi, dove per effetto della continua compressione a cui sono sottoposte, tendono a svilupparsi in profondita’. Sono dolorose e coperte da un callo, al di sotto del quale la superficie delle verruche e’ caratterizzata da piccoli punti rossi, dei capillari trombizzati. Esiste un tipo particolare di verruca dei piedi, molto grossa, che si chiama “verruca a mosaico” per il suo caratteristico aspetto. La terapia e’ in genere piu’ lunga e piu’ difficoltosa.
  • verruche piane: Sono escrescenze rotondeggianti o poligonali, piuttosto piccole, delle dimensioni di 1-5mm. La superficie e’ liscia o appena rugosa, di colorito roseo, marroncino. Ne sono colpiti soggetti di giovane e giovanissima eta’. Spesso si tratta di bambini che sono emotivamente tesi . Le lesioni sono di solito molto numerose con distribuzione sparsa o anche raggruppata. e sedi preferenziali sono il volto, il collo, il dorso e le superfici flessorie dell’avambraccio e della gamba. Non provocano, di solito, nessuna sintomatologia. Sono molto resistenti al trattamento, ma possono anche scomparire spontaneamente, spesso dopo una fase di infiammazione.
  • condilomi acuminati: I condilomi sono verruche che compaiono in sede genitale. Inizialmente si manifestano come piccole papule di colorito roseo, che aumentano piu’ o meno rapidamente di numero e volume raggiungendo dimensioni talora notevoli. Con il crescere queste verruche si raggruppano e si fondono in masse a “cavolfiore” o a “cresta di gallo”. I condilomi si localizzano in qualsiasi zona dei genitali maschili o femminili ma prediligono le superfici mucose e in particolare nell’uomo, il foglietto prepuziale interno e il glande, e nella donna, la fossetta navicolare, le pareti della vagina. Nel 20% dei casi si diffondono al perineo e alla zona perianale dove talora raggiungono dimensioni particolarmente notevoli. Si possono ritrovare condilomi anche nella mucosa del cavo orale.

Qual e’ il decorso delle verruche?

Le verruche sono affezioni benigne, anche se spesso difficilmente sradicabili. Comunque la loro caratteristica e’ la possibilita’ che l’organismo si autoimmunizzi, questo puo’ succedere in un periodo di tempo che va da 3 mesi a 5 anni. In circa il 60% dei casi le verruche tendono quindi a risolversi spontaneamente, mentre nel restante numero di casi regrediscono solo in seguito a terapia. Parliamo soprattutto delle verruche volgari, per i condilomi questa autoimmunizzazione e’ quasi impossibile. Le verruche, fondamentalmente, sono recidivanti, ossia possono tranquillamente ripresentarsi.

Esistono delle terapie efficaci?

La terapia specifica a disposizione si basa su delle sostanze chimiche che si applicano sulle verruche per eliminarle. Le molecole piu’ importanti sono l’acido salicidico e l’acido lattico, in soluzione, in pomate, o incorporate in un piccolo dischetto idrogel a rilascio controllato. Il trattamento deve essere effettuato ogni sera. Queste sostanze hanno la capacita’ di distruggere la verruca e hanno il loro fondamento nelle terapie di una volta quando la tradizione popolare consigliava trattamenti a base di latte di fico o di schiuma della lumaca, entrambe sostanze acide, che venivano applicate sulla verruca. Questo tipo di intervento puo’ essere tranquillamente fatto a casa e vale soprattutto nelle fasi iniziali della cura per le verruche plantari piu’ grosse. Altro modo di distruggerle e’ tramite bruciatura. Esistono due modi per bruciare: l’elettrocoagulazione e’ la piu’ antica terapia, sfrutta le proprieta’ delle corrente ad alta frequenza. Il problema e’ che tale bruciatura a caldo provocando la necrosi dei tessuti puo’ di conseguenza creare una cicatrice. Consigliabile e’ quindi il suo utilizzo per verruche molto superficiali. Mentre la crioterapia, che avviene mediante l’azoto compresso, in bombole o in spray o attraverso una sonda e’ una terapia del freddo che puo’ arrivare fino a -150°. Il vantaggio della crioterapia e’ che si esegue facilmente, non da’ cicatrici perche’ non distrugge i tessuti sani, non serve l’anestesia, il bruciore viene percepito soltanto all’atto dello scongelamento della verruca, ma dura molto poco. L’intervento si basa sul concetto che il freddo provoca la morte delle cellule, che contengono il virus. Occorrono spesso numerose applicazioni. Tra l’altro, e’ bene non ricorrere alla crioterapia d’estate per vaste zone esterne perche’ la pelle puo’ restare macchiata. Infine come ultimo strumento a disposizione c’e’ il laser, soprattutto il laser CO2, che puo’ sostituire l’elettrocoagulazione, ma per le verruche del viso bisogna stare molto attenti e rivolgersi a persone esperte, perche’ queste tecniche possono lasciare dei segni e delle macchie inestetiche

IN LABORATORIO

Sono numerose le tecniche di laboratorio atte a una specifica diagnosi di una sospetta infezione virale. Tra queste sono da ricordare l’analisi del frammento bioptico mediante microscopio ottico ed elettronico, indagini sierologiche, colturali e metodiche immunomorfologiche.
Di particolare rilievo, nella patologia dermatologica, risulta la famiglia dei Papova virus, a cui appartengono gli HVP (Human Papilloma Virus) responsabili di vari tipi di verruche in diverse aree cutanee.
L’utilizzo di una relativamente nuova tecnica definita ibridizzazione in situ del DNA, che consiste nel testare con diverse sonde premarcate (emielica di DNA), un emifilamento del DNA virale, ha permesso di individuare oltre 50 gruppi antigenicamente distinti di HPV.
Applicando tale metodica nella pratica clinica si e’ riusciti a mettere in relazione distinti gruppi clinico patologici di verruche con singole e specifiche sottoclassi di HVP

.Dott. Giulio Ferranti
Laboratorio di Istopatologia Cutanea
Istituto Dermopatico dell’Immacolata
IRCCS – Roma



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