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A CHE SANTO VOTARSI
Santi che erano medici, medici che sono stati fatti santi,
santi protettori di una malattia, fra storia e leggende, fede, devozione e
superstizione.
La ricerca del divino come ultima speranza di guarigione da
richiedere
per intercessione del proprio santo
La vita media degli italiani continua ad allungarsi. Molte
malattie sono state quasi completamente sconfitte e il miglioramento
dell’igiene e delle condizioni di vita garantiscono uno stato di salute della
popolazione sicuramente apprezzabile. Le indagini, poi, dimostrano un certo
ottimismo nei riguardi della medicina e delle attuali possibilita' di far fronte
alla maggior parte dei comuni malanni. L’immagine che ne deriva e' quella di
un’Italia che e' pienamente nel novero dei Paesi occidentali e in cui la
fiducia nella ricerca e il progresso scientifico e' molto alta.
Tutto cio' e' vero, a meno che non ci si ritrovi ammalati e si inizi quel calvario delle
inutili visite in ospedali e specialisti,
accompagnato da diagnosi e proposte terapeutiche diverse fra loro, che conduce
al dubbio, all’incertezza e alla disperazione per non sapere cosa fare. Ecco
allora che, in chi la possiede, puo' essere d’aiuto la fede personale, un
sentimento che e' allo stesso tempo una speranza, un impulso dell’anima, che
non si puo' comprare con nessun denaro, ma e' allo stesso tempo l’unica moneta
con cui chiedere un miracolo.
Non c’e' chiesa, che non abbia esposti degli ex voto,
donati dai malati come ringraziamento per una grazia ricevuta. Le statuette, i
disegni, le foto incorniciate e tutti gli altri ex voto, fanno parte della
nostra storia antropologica cristiana, che affonda le sue radici in quella
pagana. Forte e' il loro valore documentario: la vita privata della societa'
italiana non solo delle classi popolari, ma della nobilta' e della borghesia, vi
e' riflessa e testimoniata con estrema esattezza dai vestiti agli strumenti di
lavoro della vita agricola e pastorale, l’esercizio delle cure mediche e
chirurgiche, mestieri professioni, mezzi di trasporto, in una documentazione
d’interesse non solo religioso ma anche storico e sociologico. Ogni ex voto
racconta, in maniera semplice, una storia di dolore e di rispetto nei riguardi
di un Venerabile, di un Beato o di un Santo, in cui si sono risposte le ultime
speranze o a cui si e' rivolto il ringraziamento per la riuscita di un evento
quasi impossibile. E non si tratta solo di guarigioni miracolose, ma anche del
ritorno a casa di figli o mariti, dispersi in guerra o emigrati in paesi
lontani.
La pratica del “voto”e' una tradizione popolare che
nasce prima ancora delle religioni monoteiste. Alcuni secoli avanti Cristo,
infatti, tutte le cose sacre erano simboli adatti alla sfida con i fenomeni
naturali e a mantenere il delicato equilibrio tra la vita e la morte, la
malattia e la salute. Non erano rari i digiuni rituali, le astinenze sessuali e
soprattutto i pellegrinaggi in luoghi sacri, dove depositare il dono portato con
se. Il potere del custode del luogo, presto divenuto sacerdote e guaritore, era
quello di agire da intercessore nei riguardi della divinita' naturale, ben
presto antropomorfizzata e via via dotata di prerogative e competenze
specialistiche esclusive. Con l’arrivo di Gesu', ai primi fedeli apparve
evidente che la guarigione puo' provenire solo dal Cristo, e come testimonianza
essi ebbero i tanti miracoli da lui fatti a favore di ciechi, storpi e
moribondi. Non e' un caso, quindi, che molti dei primi santi, per esempio San
Luca e San Pantaleo, famosi per i loro miracolosi successi terapeutici, avevano
frequentato scuole di medicina e si dedicavano a tempo pieno alla cura dei
malati. Altri erano piu' semplicemente persone di Dio che usarono i mezzi a loro
concessi per migliorare le condizioni di alcune malattie, con cui vennero
successivamente associati, come la cecita' per Santa Lucia o San Lorenzo per le
ustioni. A San Rocco e a San Sebastiano si riconoscevano poteri nei riguardi
della peste, a Giacobbe per la lebbra. Nel III° secolo dopo Cristo, i Santi
Cosma e Damiano erano due gemelli cristiani provenienti dall’Asia Minore, che
praticavano gratuitamente l’arte della medicina verso i piu' poveri. Arrestati
dall’imperatore Diocleziano rifiutarono di rinunciare alla loro religione,
furono torturati e, infine, decapitati. Il loro miracolo piu' noto e' il
trapianto di una gamba, da un donatore etiopico di pelle scura a un malato
bianco, cui l’arto era stato amputato per un cancro o una gangrena. Tre angeli
fungono da assistenti intorno al letto del paziente che dorme profondamente
sedato, sotto l’effetto di succo di papavero o di mandragola. Ancor oggi i due
Santi sono considerati i protettori dei chirurghi e dei trapianti. Fra storie e
leggende, da ricordare l’attribuzione a Sant’Anna del potere di sconfiggere
la sterilita', a San Cataldo quello di curare l’ernia inguino-scrotale, e a
San Calimero la protezione dalle malattie delle orecchie. Per non parlare delle
tante Madonne a cui i fedeli si rivolgono per chiedere grazie e miracoli, a
partire dalla Madonna della Sanita' che, come e' evidente e, senza facile
ironia, potrebbe essere considerata il Ministro celeste competente ai problemi
della salute. Ma come dimenticare la fiducia che in tanti mostrano nella
intercessione di Padre Pio, il cui carisma, da vivo, era fonte di guarigioni
spontanee che ora gli hanno valso una rapida chiamata fra gli eletti del
Signore. Dell’opera terrena di Padre Pio resta, a San Giovanni Rotondo, la
Casa Sollievo della Sofferenza. Una testimonianza che, seppure non puo' essere
considerata di per se' un miracolo, e' certamente un esempio di quanto la fede
possa contribuire, direttamente o indirettamente, alla salute dei fedeli. Altre
recenti figure di medici che, ai giorni nostri, si sono guadagnati la santita'
sono quelle di Desire' Laval e del napoletano Giuseppe Moscati, meglio
conosciuto come il “medico santo”. Nella sua cappella nella Chiesa del Gesu'
Nuovo di Napoli, migliaia di quadretti votivi ricordano suppliche e voti per
pronte guarigioni, mentre la statua che lo rappresenta e' meta di pellegrinaggio
e di supplica da parte di devoti provenienti non solo dalla Campania ma anche da
molto lontano. Tutti i giorni, con le preghiere gli si chiede di alleviare le
pene dei sofferenti, dar conforto agli ammalati, consolazione agli afflitti,
speranza agli sfiduciati. Tutte cose che, in una societa' materialista com’e'
la nostra, dovrebbero poter venire dai tanti farmaci e dalle tecnologie
biomediche che razionalmente e consapevolmente costituiscono i nostri migliori
alleati nella lotta al dolore e alla malattia. Ma che non sempre pero' bastano a
riempire quei vuoti, quei dilemmi e quelle contraddizioni propri dell’uomo e
specifici del malato. Che per superstizione, paura o mero calcolo, e' piu'
facilmente influenzabile e quindi piu' disposto a ricorrere ingenuamente a
sciamani, maghi e imbroglioni vari. Ma che per fede in Dio puo' invece
completamente affidarsi a quell’istinto, a quel bisogno di rassicurazione, che
come uomini non ci lascia mai, e che nelle parole di Santa Teresa D’Avila
“trasforma ogni pena in dolcezza che non si vorrebbe mai perdere ne' mai
l’anima potrebbe accontentarsi di meno che di Dio”. Nel 1995 uno studio del
National Institute of Healthcare Research , analizzando 146 studi che correlavano la religione alla salute,
dimostro' effetti
positivi nel 77% dei lavori e negativi solo nel 6%. Le maggiori indicazioni alla preghiera:
ipertenzione, dipendenza da
droghe, depressione e bassa autostima. Il
Prof. Herbert Benson, docente ad Harvard e autore del libro The Power and
Biology of Belief (Il potere e la biologia della fede) afferma infine che chi
crede in Dio guarisce piu' facilmente. Ecco, allora trovato il vero significato
degli ex voto, quegli strani oggetti, dal gusto piu' o meno kitsch, che nelle
chiese incuriosiscono e fanno sorridere i piu' scettici. Raccontano
l’esperienza, tutta individuale, di essere stati posseduti da un’unica
potente, straordinaria, irresistibile passione spirituale e mostrano, con
semplicita', tanta umana riconoscenza.
Ex voto
Oggetto offerto in dono alla divinita' (in eta' cristiana a
Dio, alla Vergine, a un santo) per grazia ricevuta o in adempimento di una
promessa (Devoto Oli, Dizionario della lingua Italiana).
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