Sei nella rivista www.lapelle.it nella sessione politica sanitaria
articolo aggiornato il: Tuesday 08 September 2009

cerca nel portale http://www.lapelle.it

 


La giostra dei direttori generali

del dott. Alberto Volponi, esperto di programmazione sanitaria

 

Un recente studio sulla durata degli incarichi dei Direttori Generali di Aziende Ospedaliere e di ASL ha evidenziato, nel periodo 1996-2003, una media nazionale di tre anni e tre mesi, con picchi di sei anni per la provincia di Bolzano, quattro per Trento fino ad arrivare al limite minimo di 1,7 anni per la Calabria. Come e' possibile constatare nel prospetto pubblicato affianco, questo accentuato turn over, particolarmente evidente man mano che si scende lungo lo stivale, non puo' certo assicurare quella programmazione pluriennale, in una chiara ed efficiente logica aziendale, che puo' garantire concreti e positivi risultati.  dottor Alberto Volponi
Non solo la precarieta' dei Direttori Generali ha un effetto dirompente sul personale, ampiamente demotivato per la mancanza di certezze di tempi alla guida delle ASL, ma il loro andirivieni provoca, quasi sempre, un’altalena dei dirigenti negli organigrammi aziendali. L’incertezza quindi diventa la caratteristica dominante della gestione. A volte, poi, il cambiamento dei Direttori Generali, non avviene per un giudizio negativo sul loro operato, ma solo per un giro di valzer di poltrone, riconducibile a pure esigenze di riequilibri di potere nell’ambito regionale.
e' possibile che le capacita' manageriali di questi Direttori, non essendo stata mai creata un’apposita scuola di formazione, non siano eccelse, ma la “politica”, con i suoi appetiti, contribuisce non poco ad abbassare il loro livello di produttivita'. 
Economia e salute
Federico Caffe', insigne economista misteriosamente scomparso nel 1986, commentando la deriva economista della sanita' di allora, affermava: “Agli uomini abbiamo sostituito i numeri e alla compassione nei confronti delle sofferenze umane abbiamo sostituito l’assillo di riequilibri contabili”.
Non aveva visto quello che da qualche anno accade nella sanita' italiana. Non aveva assistito neanche alla dissennata politica dei tagli alle spese sanitarie, alle insufficienti, se non contraddittorie e dannose, misure per razionalizzarle, e per finire non aveva letto il collegato alla Finanziaria votato alla fine dello scorso anno (DL 269/2003, il cosiddetto “decretone”. 
Nasce, con quest’ultima finanziaria, l’Agenzia dei farmaci, della cui necessita', onestamente, non si sentiva un gran bisogno, ma ormai un’Agenzia non si nega piu' a nessuno. La novita' non e' quindi, di per se', l’Agenzia, a cui sono affidati poteri immensi, una super Agenzia, ma il ruolo gestionale riservato al Ministero dell’Economia. Quest’ultimo, poi, ha il compito, chissa' per quali acclarate competenze e professionalita', di predisporre la tessera sanitaria del cittadino.
Non e' finita!
Al Ministero dell’Economia dovranno affluire tutte le ricette con prescrizioni di farmaci, analisi, di ogni prestazione fornita dal S.S.N., milioni di ricette, e qui saranno controllate una per una.
In via XX Settembre stanno allestendo i “cervelloni” elettronici del “grande fratello” della Sanita'.
In particolare quest’ultima trovata, mettendo a rischio la millenaria autonomia e liberta' del medico di prescrivere secondo “scienza e coscienza”, non e' passata inosservata alla Federazione degli Ordini e il dissenso e' stato affidato all’arguta penna del Presidente Del Barone con un suo editoriale “Non penso di essere una parrucchiera”.
Sanita'
Ha ragione l’On. Parodi che, commentando lo sciopero dei medici, parla di “codice rosso” per la Sanita' italiana. In un confuso e incerto quadro di riforme, velleitariamente federalistiche dello Stato Italiano, e nel mare di debiti la sanita' italiana affonda. 
Questo hanno voluto denunciare i medici con uno sciopero unitario come non si era mai visto, e le loro motivazioni sono state cosi' generalmente condivise da allargare il consenso per la protesta ben oltre i confini delle forze sindacali, investendo il Governo con la sua massima responsabilita' in campo sanitario, ovvero il Ministro Sirchia.
Questa coralita' di consensi alimenta qualche sospetto. Non vorremmo che le ragioni di tutti diventassero le ragioni di nessuno.
“Ad ognuno il suo” ci ricorda Sciascia.
Chi ha il dovere di denunciare i mali della Sanita' lo faccia, chi il dovere di “guarirli” si dia da fare.


Durata media in carica di un Dg in una data azienda

 

Regione 

Abruzzo  
Basilicata 
Bolzano 
Calabria 
Campania 
Emilia Romagna 
Friuli V.G. 
Lazio 
Liguria 
Lombardia 
Marche 
Molise 
Piemonte 
Puglia 
Sardegna 
Sicilia 
Toscana 
Trento 
Umbria 
Valle d’Aosta  
Veneto 
 
Totale 
complessivo
Ao 

-
8,0 

2,1 
4,3 
4,3 
3,4 
2,6
3,6 
3,2 
3,9 

3,0 
3,9 
4,0 
3,1 
4,2 

5,3 

4,0 

3,5(1)
3,9(2) 
Asl 

3,3 
4,1 
6,0 
1,5 
3,2 
3,1 
3,6 
2,4 
2,7 
3,4 
2,9 
3,5 
3,1 
3,0 
2,7  
2,5 
3,2 
4,0 
2,4 
2,0 
3,3 

3,1(1) 
3,2(2)
Tot. compl.

3,3
4,8
6,0
1,7
3,6
3,4
3,5 
2,4
3,0
3,3
3,2
3,5
3,1
3,3 
2,8
2,9
3,5
4,0
3,3
2,0
3,3

3,2(1)
3,3(2)


(1) Valore medio calcolato come media aritmetica di tuttele durate medie aziendali. (2) Valore medio calcolato come media delle durate medie regionali



 

 

 


|Home| |Torna indietro| |richiedi l'articolo| |chiedi al medico|
www.lapelle.it
Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la duplicazione degli articoli anche parziale 
senza espressa autorizzazione dell'editore