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articolo aggiornato il: Friday 13 April 2012

 


La reazione psicosomatica

La cute rappresenta il piu' straordinario strumento ricevente sensitivo, a sua volta prepotentemente percepito dal sistema nervoso centrale. Non solo attraverso i suoi ricchissimi recettori nervosi, ma anche soprattutto attraverso il sistema visivo che la vede e la confronta-identifica con la simbolizzazione stessa dello schema corporeo. 

del Dott. Alessandro Meluzzi

La cute e' la piu' vasta antenna ricevente dell'apparato informativo del sistema uomo, ma e' anche l'oggetto percettivo e autopercepito delle relazioni visive, tattili utotattili, e comunicative. Quando l'azione degli stress, siano essi un allergente inalatorio, che scatena l'espressione di genetiche predisposizioni patologiche, o un agente oncogeno, che supera la capacita' di risposta difensiva del sistema immunitario di fronte alla crescita di mutanti, oppure uno stimolo ambientale sfavorevole e prolungato tale da scardinare meccanismi psicologici appresi ed ereditati, il sintomo esplode nella sua evidenza clinica. La reazione psicosomatica e' estremamente mobile e variabile: puo' esprimersi sulla cute ed evolvere in organi o apparati anche molto diversi, seguendo itinerari in cui l'aspetto ontogenetico dei rapporti tra le varie sedi, e le correlazioni filogenetiche tra tipo di sintomo e situazione stressante, andranno meglio studiati. 
La reazione psicosomatica Notevoli contributi sono venuti e verranno da uno studio embriogenetico a cio' finalizzato, dall'etologia animale e umana, dall'antropologia e dalla sociobiologia. A tutt'oggi la questione della localizzazione del sintomo psicosomatico non e' soddisfacente. La predisposizione genetica e' sicuramente importante e si puo' in parte postulare che in soggetti geneticamente predisposti, una potente reazione psichica provochi la vasocostrizione alla base dell'alopecia o del Raynaud , piuttosto che un'ulcera peptica o una crisi asmatica. Da meglio verificare ci paiono le metafore di letteratura psicoanalitica, che propongono pianti per l'abbandono materno alla base del broncospasma asmatico.
Alla base del rapporto convenzionale salute-malattia sta uno scambio di "informazioni" precedentemente definite come piccole variabili capaci di produrre grandi modificazioni nel sistema. Al limite anche il farmaco che modifica un metabolismo puo' essere considerato modulatorio dell'informazione. Un ansiolitico benzodiazepinico, che agendo come facilitante nei sistemi inibitori del gaba (acido gammaminobutirrico), diminuisce il grado di quella sensazione / stato convenzionalmente definito "ansia", modifica il flusso informativo verso il soggetto interessato, e le informazioni in uscita, modificandone la valenza in senso "sedativo", "ipnotico". I comportamenti appresi del condizionamento operante di Pavlov, sono mediati da informazioni uditive, visive, gustative. Il comportamento compulsivo al prurito, nella neurodermite, e' mediato dalla percezione informativa di un dolore subliminale in zona e molto probabilmente dalla percezione visiva della parte, come confermato da una nostra ricerca in corso. Una crisi orticariode, o asmatica puo' essere scatenata anche solo dall'informazione visiva dell'effetto che ha scatenato in altro momento all'individuo una crisi allergica. Talvolta ne puo' bastare l'immagine fotografica. Di qui' l'estrema importanza di disporre di uno strumento che ci consenta di intervenire in questo scambio di informazioni in/put, out/put, sistema nervoso centrale/ambiente, sistema nervoso centrale/sistema nervoso periferico, sistema nervoso centrale/singoli organi-apparati. Il biofeedback, sembra essere la tecnica che meglio consente di ottenere alcuni rilevanti risultati. 


 

 


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