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La reazione psicosomatica
La cute rappresenta il piu' straordinario strumento
ricevente sensitivo, a sua volta prepotentemente percepito dal sistema
nervoso centrale. Non solo attraverso i suoi ricchissimi recettori nervosi,
ma anche soprattutto attraverso il sistema visivo che la vede e la
confronta-identifica con la simbolizzazione stessa dello schema
corporeo.
del Dott. Alessandro Meluzzi La
cute e' la piu' vasta antenna ricevente dell'apparato informativo del sistema
uomo, ma e' anche l'oggetto percettivo e autopercepito delle relazioni visive,
tattili utotattili, e comunicative. Quando l'azione degli stress, siano essi un
allergente inalatorio, che scatena l'espressione di genetiche predisposizioni
patologiche, o un agente oncogeno, che supera la capacita' di risposta difensiva
del sistema immunitario di fronte alla crescita di mutanti, oppure uno stimolo
ambientale sfavorevole e prolungato tale da scardinare meccanismi psicologici
appresi ed ereditati, il sintomo esplode nella sua evidenza clinica. La reazione
psicosomatica e' estremamente mobile e variabile: puo' esprimersi sulla cute ed
evolvere in organi o apparati anche molto diversi, seguendo itinerari in cui l'aspetto
ontogenetico dei rapporti tra le varie sedi, e le correlazioni filogenetiche tra
tipo di sintomo e situazione stressante, andranno meglio studiati.
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Notevoli
contributi sono venuti e verranno da uno studio embriogenetico a cio'
finalizzato, dall'etologia animale e umana, dall'antropologia e dalla
sociobiologia. A tutt'oggi la questione della localizzazione del sintomo
psicosomatico non e' soddisfacente. La predisposizione genetica e'
sicuramente importante e si puo' in parte postulare che in soggetti
geneticamente predisposti, una potente reazione psichica provochi la
vasocostrizione alla base dell'alopecia o del Raynaud , piuttosto che un'ulcera
peptica o una crisi asmatica. Da meglio verificare ci paiono le metafore
di letteratura psicoanalitica, che propongono pianti per l'abbandono
materno alla base del broncospasma asmatico.
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| Alla
base del rapporto convenzionale salute-malattia sta uno scambio di
"informazioni" precedentemente definite come piccole variabili
capaci di produrre grandi modificazioni nel sistema. Al limite anche il
farmaco che modifica un metabolismo puo' essere considerato modulatorio
dell'informazione. Un ansiolitico benzodiazepinico, che agendo come
facilitante nei sistemi inibitori del gaba (acido gammaminobutirrico),
diminuisce il grado di quella sensazione / stato convenzionalmente
definito "ansia", modifica il flusso informativo verso il
soggetto interessato, e le informazioni in uscita, modificandone la
valenza in senso "sedativo", "ipnotico". I
comportamenti appresi del condizionamento operante di Pavlov, sono
mediati da informazioni uditive, visive, gustative. Il comportamento
compulsivo al prurito, nella neurodermite, e' mediato dalla percezione
informativa di un dolore subliminale in zona e molto probabilmente dalla
percezione visiva della parte, come confermato da una nostra ricerca in
corso. Una crisi orticariode, o asmatica puo' essere scatenata anche
solo dall'informazione visiva dell'effetto che ha scatenato in altro
momento all'individuo una crisi allergica. Talvolta ne puo' bastare l'immagine
fotografica. Di qui' l'estrema importanza di disporre di uno strumento
che ci consenta di intervenire in questo scambio di informazioni in/put,
out/put, sistema nervoso centrale/ambiente, sistema nervoso
centrale/sistema nervoso periferico, sistema nervoso centrale/singoli
organi-apparati. Il biofeedback, sembra essere la tecnica che meglio
consente di ottenere alcuni rilevanti risultati. |
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