| Home | Pellebeauty | Cerca nel portale | Alimentazione | Allergie | Acne | Antiaging | Benessere | Chirurgia Plastica | Congressi | Cosmetici | Cute Multietnica
|Ginecologia | Igiene | Immunologia | Laser | Medicina Estetica | Odontoiatria Estetica | Pediatria | Psicosomatica | Ricerca | Sport |Societa' | Termalismo
| Tricologia | Virologia | Recensione Libri | Medicina Dolce | Sudorazione Eccessiva | Dermatologia | Ortopedia | Politica Sanitaria | Chirurgia Estetica | Trucco |
   

articolo aggiornato il: martedė 22 maggio 2012

 


Dottoressa Mariuccia Bucci

Acido retinoico

Efficacia e rischi legati all'utilizzo di sostanze a base di acido retinoico, uno degli strumenti professionali piu' usati nella lotta anti aging

della Dott.ssa Mariuccia Bucci Dermatologo Plastico - Milano

Fin da quando e' noto che l'invecchiamento cutaneo indotto dall'esposizione solare cronica e prolungata si sovrappone e incrementa i processi fisiologici dell'aging cutaneo, tale complessa manifestazione biologica e' stata oggetto di notevole impegno in ambito dermatologico teso a invertirne o rallentarne il processo. Oltre all'assunzione di molecole antiossidanti per la prevenzione, notevole interesse ha avuto la classe dei retinoidi per uso topico. Naturali o sintetici, sono stati studiati per il trattamento dell'invecchiamento e molti hanno mostrato efficacia terapeutica nel fotodanneggiamento cutaneo con miglioramento clinico evidente. Tra i retinoidi, l'acido retinoico e' forse il piu' potente e studiato per la terapia del fotoaging (in misura minore altri retinoidi come l'isotretinoina, l'adapalene e la retinaldeide). Vale la pena ricordare che si tratta di un metabolita attivo della vit. A o retinolo, da cui differisce per la presenza di un gruppo carbossilico. L'acido retinoico possiede recettori nel nucleo delle cellule ed e' in grado di riprogrammarle attraverso azioni di derepressione e repressione genica riportandole a norma qualora siano deviate dal processo di invecchiamento o fotodanneggiamento. Una volta veicolato a livello nucleare, l'acido retinoico interagisce con specifici recettori nucleari denominati RAR (retinoic acid receptor). Quando essi si legano all'acido retinoico formano un complesso che interagisce con sequenze nucleotidiche del DNA cellulare modificando gli errori indotti dall'esposizione solare. L'efficacia dell'acido retinoico topico nel trattamento delle forme moderate di fotoinvecchiamento e' dimostrata. Il razionale farmacologico si basa su modificazioni indotte sull'epidermide (aumento spessore e differenziazione, ridistribuzione pigmento melanico) e sul derma (neosintesi di collagene e inibizione della degradazione, attivazione fibroblastica, inibizione della sovraespressione del gene dell'elastina indotta da UV). Tali proprieta' rendono l'acido retinoico unico nel combattere i segni dell'invecchiamento fotoindotto ma il suo uso puo' essere limitato da reazioni irritative (bruciore, rossore, desquamazione) che sebbene meno frequenti che con tretinoina e tazarotene, possono ridurne l'accettabilita' inducendo non di rado la sospensione dell'applicazione prima del raggiungimento dei risultati clinici. E' stato condotto di recente uno studio per valutare se l'irritazione indotta dall'applicazione cutanea in vivo di acido trans-retinoico possa influenzare negativamente l'efficacia del farmaco sulla sintesi di nuovo collagene. Lo studio evidenzia che l'infiammazione puo' ostacolare l'accumulo di collagene in eta' matura minimizzando gli effetti positivi sulla produzione di procollagene di tipo I. Per ridurre gli effetti collaterali dall'utilizzo di tretinoina, sono stati sviluppati diversi sistemi di somministrazione e forme farmaceutiche. Le nanoparticelle mostrano un buon potenziale per migliorare stabilita', tollerabilita' ed efficacia. Si e' giunti allora alla formulazione di un retinoide topico con la seguente composizione: un estere sintetico dell'acido retinoico (Hydrossipinacolone Retinoato) in glicosfere con retinolo e papaina, un enzima proteolitico con azione desquamativa simile a quella degli alfa-idrossiacidi. Il complesso delle 3 molecole e' brevettato con il nome di RetinSphereŽ. L'estere sintetico mostra la stessa efficacia clinica dell'acido retinoico senza i tipici effetti collaterali in termini d'irritazione ed eritema. La struttura chimica e' un estere a catena corta di all-trans retinoic acid (RA) di peso 398,6 g/mol, reso compatto e polare per agire con i recettori nucleici dell'acido retinoico. Dagli studi in vitro e in vivo si evidenzia che l'estere ha innate attivita' retinoiche senza richiedere di essere prima idrolizzato in acido retinoico o in altri prodotti metaboliti. Il retinoide topico e' stato valutato nel trattamento dell'acne lieve e moderata, cosi' la sua compliance. E' stato condotto uno studio per valutarne efficacia e tollerabilita' nel trattamento del fotoinvecchiamento cutaneo: utilizzato per 2 mesi consecutivi in bi-applicazione giornaliera, ha dato ottimi risultati riducendo i principali segni clinici del fotodanno cronico. Bibliografia su richiesta





 


 



|Home| |Torna indietro| |richiedi l'articolo| |chiedi al medico|
www.lapelle.it
Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la duplicazione degli articoli anche parziale 
senza espressa autorizzazione dell'editore