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Filtri solari e lunghezze d'onda
Diversi filtri solari in grado di bloccare raggi UV a differenti lunghezze
d'onda vengono complessati in nanostrutture che li rendono non assorbibili
dalla cute
del Dott. Ugo Citernesi |
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Sono ormai pochi quelli che ignorano che eritemi, scottature, invecchiamento precoce della pelle e tumori cutanei possono essere l'effetto di una mancata prevenzione nei riguardi sia dei raggi UVB che di quelli UVA. Questi ultimi, che a lungo sono stati ritenuti innocui, raggiungono la Terra in misura circa 10 volte maggiore rispetto agli UVB, sono costantemente presenti nell'arco della giornata e dell'anno, a tutte le latitudini, attraversano nuvole e vetro e quindi i loro effetti cumulativi a lungo termine possono essere importanti quanto quelli attribuibili agli UVB. È da diversi anni che per raggiungere una effettiva prevenzione, i prodotti solari propongono un buon bilanciamento del fattore di protezione su tutta la gamma dell'ultravioletto. Ció è possibile tramite una miscela di diversi filtri solari che devono agire su differenti intervalli di lunghezze d'onda, ad ampio spettro. Le caratteristiche che i consumatori si sono abituati a ricercare in un buon prodotto sono: il SPF
(Sun Protection Factor), che esprime la capacità di un protettore solare di schermare o filtrare i raggi solari UV, e la fotostabilità dei filtri contenuti e degli eventuali altri principi attivi, aggiunti per rafforzare le fisiologiche proprietà protettive della pelle. Il prodotto solare deve inoltre evitare l'assorbimento dei filtri in profondità, essere privo di conservanti e profumazioni aggiunte (responsabili di sensibilizzazione allergica e
fotosensibilizzazione) e deve essere resistente all'acqua. Infine deve essere dermatologicamente testato. Come ottenere tutto ció? Esistono oggi tecnologie innovative di complessazione dei filtri solari in nanostrutture chiuse, delimitate non da un doppio strato
fosfolipidico, ma rivestite da poliglicoli che le rendono invisibili ai recettori della membrana cellulare. Questa tipologia di nanostruttura rimane integra e mantiene all'interno della sua membrana il filtro che, in tal modo, non puó essere assorbito dalla pelle, e, rimanendo in superficie, puó continuare ad esercitare la sua azione protettiva contro i raggi solari per un tempo prolungato.
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